Hype ↓
16:24 lunedì 25 maggio 2026
La giuria di un prestigioso premio letterario ha premiato un racconto generato con l’AI senza accorgersi che era chiaramente generato con l’AI The Serpent in the Grove di Jamir Nazir sarebbe tutta farina del sacco di una AI. E, forse, Jamir Nazir nemmeno esiste davvero.
Dei game designer palestinesi stanno realizzando un videogioco che racconta la storia della Nakba Si intitola Dreams on a Pillow ed è stato finanziato grazie a una campagna di crowdfunding a cui hanno contribuito persone da tutto il mondo.
Molte persone stanno scoprendo che portare una powerbank in aereo è una faccenda più complicata e pericolosa di quanto ci si immagina Quello che è successo al volo EasyJet costretto a un atterraggio d'emergenza a Fiumicino ha fatto scoprire a molti le severissime regole sulle powerbank in aereo.
L’anteprima della nuova serie di Zerocalcare al Circo Massimo è diventata uno dei più grandi “festival” dell’estate italiana Un evento gratuito, al Circo Massimo, con migliaia di persone in coda per giocare ai videogiochi, ascoltare musica e guardare Due spicci, la nuova serie del fumettista.
La FAO ha detto che ci restano soltanto sei mesi per evitare una crisi alimentare in tutto il mondo Per l’agenzia, saranno cruciali le decisioni che agricoltori e governi prenderanno ora sull’uso dei fertilizzanti, sulle importazioni, sui finanziamenti e sulla scelta delle colture.
Su RaiPlay è stato pubblicato per la prima volta Sulla carta sono tutti eroi, uno speciale del 1984 dedicato ad Andrea Pazienza, con Andrea Pazienza La maniera perfetta per festeggiare il settantesimo anniversario della nascita di Paz: vederlo disegnare, parlare, raccontarsi, sorridere.
Sandra Hüller potrebbe stabilire un record che si credeva impossibile: essere candidata all’Oscar 4 volte, per 4 film diversi, nello stesso anno L'attrice potrebbe ricevere una nomination per tutti i film che ha fatto nel 2026: Fatherland, Rose, Project Hail Mary e Digger.
Il politico più popolare in India in questo momento è uno scarafaggio leader del Partito degli Scarafaggi Tutto è iniziato un po' per presa in giro un po' per protesta, ma in nemmeno una settimana il Cockroach Janta Party ha superato su Instagram il Bharatiya Janata Party del Premier Modi.

La giuria di un prestigioso premio letterario ha premiato un racconto generato con l’AI senza accorgersi che era chiaramente generato con l’AI

The Serpent in the Grove di Jamir Nazir sarebbe tutta farina del sacco di una AI. E, forse, Jamir Nazir nemmeno esiste davvero.

25 Maggio 2026

Nelle prime ore di domenica 17 maggio 2026, un tweet del critico letterario nigeriano Chimezie Chike ha scatenato una delle più grandi shitstorm della storia recente della letteratura. L’accusa è chiara e grave: Jamir Nazir, fresco vincitore del prestigioso Commonwealth Short Story Prize 2026 per la regione dei Caraibi, avrebbe ottenuto questo riconoscimento grazie a un testo interamente generato da un’intelligenza artificiale. Il pezzo in questione, The Serpent in the Grove, pubblicato come da tradizione su Granta, è diventato in poche ore il campo dell’ennesima battaglia tra gli apocalittici e gli integrati dell’AI (una battaglia la cui ultima vittima è stata la Premio Nobel Olga Tokarczuk). 

La vicenda è diventata così rilevante perché il Commonwealth Prize, giunto alla sua quattordicesima edizione, non è un premio qualsiasi. È un’istituzione tanto letteraria quanto democratica, gratuita e aperta agli inediti, progettato per dare voce a scrittori economicamente svantaggiati o provenienti da aree geografiche marginalizzate. Sapere che i 7 mila testi in gara sono stati scremati da lettori professionisti e da una giuria internazionale, e che il risultato di questo processo di selezione è un premio assegnato a un Large Language Model (LLM), ha scatenato ovviamente un risentimento feroce.

Una rabbia amplificata dalle successive indagini degli utenti, che hanno portato alla luce il profilo LinkedIn di Nazir, fitto di post da “AI-enthusiast”. Ethan Mollick, un professore della Wharton School che studia gli effetti dell’AI sull’istruzione e sul lavoro, ha sottoposto il racconto di Nazir all’analisi di Pangram, un software che scova testi generati con l’AI con un’accuratezza del 99 per cento. Il risultato dell’analisi di Pangram è stato abbastanza inequivocabile: il 100 per cento di The Serpent in the Grove è farina del sacco di una macchina. Altro indizio scovato dai detective di internet riguarda il mistero che circonda l’identità di Nazir: nessuno sa dove si trovi, nella sua bio si legge che è «uno scrittore trinidadiano di origine indiana, la cui opera esplora le intersezioni culturali tra i Caraibi e la diaspora indiana», ma di questa opera finora nessuno ha mai sentito parlare (di suo si trova soltanto un libro di poesiole asprazionali, disponibile su Amazon). Quattro giorni fa, il Jamaica Observer scriveva che Nazir ha 61 anni. E queste sono le uniche informazioni reperibili su di lui

Il problema di questa vicenda è che, stando a chi oramai ha sviluppato un certo occhio nel riconoscere la scrittura AI, il trucco di Nazir non era così difficile da vedere. Nel testo con cui ha vinto il premio c’erano tutti i tic tipici delle macchine che si improvvisano scrittrici: la prosa melodrammatica, l’abbondanza di trattini lunghi (em dash), le ripetizioni liriche e il feticcio per le metafore complesse. Ma la storia può anche essere letta da un punto di vista opposto: com’è possibile che una giuria di adddetti ai lavori si sia fatta ingannare. Le risposte, qui, sono diverse. Una è che le AI stanno diventando sempre più brave a imitare gli esseri umani, soprattutto nella scrittura. E quindi per gli esseri umani, in assenza di ausili a loro volta digitali (Pangram, appunto), sta diventando sempre più difficile riconoscere la scrittura non umana. C’è poi un’altra risposta, data su Instagram dallo scrittore Tony Tulathimutte: «Chi ha familiarità con ciò che piace alle giurie dei premi letterari non può certo dirsi sorpreso dall’accaduto»

Articoli Suggeriti
Dei game designer palestinesi stanno realizzando un videogioco che racconta la storia della Nakba

Si intitola Dreams on a Pillow ed è stato finanziato grazie a una campagna di crowdfunding a cui hanno contribuito persone da tutto il mondo.

Chet Faker non vuole mai più essere una popstar

Con a A Love for Strangers, il suo nuovo disco, è tornato alla musica che amava prima di diventare famoso, mescolando videogiochi e trip hop, grunge e pop melodico. Ne abbiamo parlato con lui, in attesa di ascoltarlo dal vivo in Italia quest'estate.