Multe comminate perché i fattorini lasciano i furgoni Amazon in mezzo alla strada, con il motore acceso, a inquinare.
La governatrice di Tokyo vuole che i lavoratori vadano in ufficio in pantaloncini e scarpe da tennis perché fa troppo caldo
E anche per risparmiare sulla bolletta, visto che il costo dell'energia è aumentato moltissimo a causa della crisi nello Stretto di Hormuz.
Mentre in Italia siamo tutti stravolti dal caldo d’estate arrivato già a fine maggio, in Giappone i dipendenti pubblici che lavorano per l’amministrazione metropolitana di Tokyo sono stati incoraggiati a sostituire i completi con pantaloncini corti per combattere il caldo torrido e e contenere l’aumento dei costi energetici causati dalla guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran (che incide anche sul costo dell’energia elettrica, quindi dell’aria condizionata).
Citando «una situazione critica dal punto di vista dell’offerta e della domanda di energia elettrica», la governatrice di Tokyo, Yuriko Koike, che vent’anni fa, in qualità di Ministro dell’Ambiente del governo di Jun’ichirō Koizumi, era stata l’artefice della campagna Cool Biz (che incoraggiava i funzionari pubblici a rinunciare a cravatte e giacche, ma non era arrivata al punto di permettere loro di mostrare le gambe nude davanti a colleghi e colleghe), ha dichiarato ai giornalisti: «Incoraggiamo un abbigliamento fresco che dia priorità al comfort, tra cui polo, magliette, scarpe da ginnastica e – a seconda delle mansioni lavorative – pantaloncini».
Oltre alla lotta alla crisi climatica, dietro a questa decisione c’è ovviamente la crisi nello Stretto di Hormuz. Il Giappone, povero di risorse energetiche, è particolarmente vulnerabile a una guerra prolungata poiché il suo fabbisogno energetico è soddisfatto al 90 per cento dalle importazioni di petrolio dal Medio Oriente. Paesi vicini come Vietnam e Corea del Sud hanno adottato misure di razionamento dell’energia, mentre altre nazioni asiatiche hanno incoraggiato i funzionari governativi a lavorare da casa o hanno ridotto la durata della settimana lavorativa. A Seoul le autorità hanno anche esortato i cittadini a fare spostamenti brevi a piedi o in bicicletta.
Come scrive il Guardian, nonostante la guerra, i datori di lavoro giapponesi sono stati costretti a ripensare le vecchie regole sull’abbigliamento sul posto di lavoro anche a causa della crisi climatica. L’anno scorso, secondo l’agenzia meteorologica, il Giappone ha vissuto la sua estate più calda dall’inizio dal 1898, quando l’Agenzia meteorologica giapponese iniziò questo tipo di rilevazioni. Ora che non è più una rarità che le temperature salgano a 40 °C o oltre, l’agenzia ha annunciato un nuovo fenomeno meteorologico estremo, con tanto di parola nuova appositamente inventata: il kokusho, ovvero “caldo crudele”.