La misura è entrata in vigore dall'1 maggio. Secondo il Comune, è necessaria per «allineare il paesaggio urbano agli obiettivi ambientali».
Il Comune di Detroit, città natale della techno, ha istituito la Settimana della Techno
La sindaca Mary Sheffield ha proclamato la settimana dal 18 al 25 maggio Detroit Techno Week, in coincidenza con il festival Movement all’Hart Plaza.
C’è qualcosa di perfettamente coerente nell’idea che Detroit abbia una settimana ufficiale dedicata alla techno. E che l’idea di inaugurare una settimana della techno venga direttamente dalle istituzioni ancora di più. La techno non è nata a Berlino, non è nata a Londra, non è nata in una warehouse europea. È nata a Detroit, negli anni Ottanta, in una città che stava collassando economicamente e che nel collasso economico ha inventato uno dei generi musicali più influenti del XX secolo. Come scrive DjMag, il Comune di Detroit e la sindaca Mary Sheffield hanno proclamato la settimana dal 18 al 25 maggio “Detroit Techno Week”, in coincidenza con il festival Movement all’Hart Plaza (tre giorni, dal 23 al 25, con Kevin Saunderson, Carl Cox, Nia Archives, Voices From The Lake, Dom Dolla e molti altri).
Movement esiste dal 2001, è organizzato da Paxahau da 20 anni, e si tiene tradizionalmente nel weekend del Memorial Day (25 maggio). Hart Plaza, affacciata sul fiume Detroit, il Canada sulla sponda opposta, è una spianata di cemento che diventa per tre giorni il centro della musica elettronica mondiale. «Da oltre vent’anni accogliamo persone da ogni angolo del mondo per far scoprire loro la Techno City, proprio qui a casa nostra. Questa città è viva e le piste da ballo aspettano», ha scritto Movement su Instagram.
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La techno di Detroit nasce da Juan Atkins, Derrick May e Kevin Saunderson, tre ragazzi cresciuti nei sobborghi della città, influenzati da Giorgio Moroder, Kraftwerk e dalla soul music, che negli anni Ottanta inventano un genere che fino a quel momento nessuno aveva mai neanche immaginato. Lo fanno in una città che stava cadendo a pezzi, tra fabbriche chiuse, abitanti in fuga e infrastrutture fatiscenti. Oggi la città ha una settimana ufficiale dedicata a questa musica, un festival che porta ogni venti milioni di dollari nell’economia locale e un museo (il Museum of Detroit Electronic Music) in costruzione in quel che fino a poco tempo fa era il rudere di una fabbrica Packard.