Risoluzione approvata con solo 8 voti contrari. Per la sorpresa di nessuno, tra chi si è opposto ci sono Stati Uniti, Russia, Arabia Saudita, Iran, Israele, Bielorussia, Liberia e Yemen.
La Cina ha lanciato degli embrioni nello spazio per scoprire se è possibile avere bambini spaziali
Un esperimento necessario per capire se i sogni di colonizzazione galattica dell'umanità sono davvero realizzabili o no.
Colonizzare la Luna o Marte è il grande sogno dell’umanità – se pe umanità si intendono Elon Musk e Jeff Bezos, almeno – ma si scontra con un limite biologico enorme (per fortuna): non sappiamo ancora se l’essere umano possa riprodursi in posti che non sono la Terra. Per iniziare a capirci qualcosa, lo scorso 10 maggio la Cina ha avviato un esperimento a bordo della stazione spaziale Tiangong, inviando in orbita dei modelli di embrione umano creati da cellule staminali. I campioni hanno viaggiato sulla navetta cargo Tianzhou-10 e hanno passato cinque giorni in microgravità per simulare le primissime fasi dello sviluppo cellulare.
L’obiettivo dei ricercatori dell’Accademia Cinese delle Scienze è proprio studiare l’impatto dell’assenza di gravità sugli embrioni. Per farlo hanno usato due modelli distinti: il primo è stato coltivato su cellule uterine per replicare l’impianto dell’embrione nell’utero; il secondo è stato inserito in un chip microfluidico per osservare il momento in cui le cellule iniziano a differenziarsi per formare i futuri tessuti e organi. Il responsabile del progetto, Yu Leqian, per scongiurare qualsiasi problema etico, ha chiarito che non si tratta di veri embrioni umani e di conseguenza non hanno alcuna possibilità di svilupparsi in una persona umana.
Mentre nello spazio, i campioni sono cresciuti in camere sterili isolate per cinque giorni, nei laboratori a terra gli scienziati hanno monitorato un gruppo di controllo identico. L’idea è confrontare i due gruppi per isolare i fattori ambientali che disturbano la crescita cellulare nello spazio, così da prevenire i rischi per gli astronauti delle future missioni a lungo termine. La finestra temporale riprodotta in orbita equivale ai giorni che vanno dal quattordicesimo al ventunesimo dopo la fecondazione, si tratta di un periodo molto delicato in cui si abbozzano gli organi e in cui qualsiasi anomalia può compromettere definitivamente lo sviluppo del feto.
Anche se finora non c’è mai stato alcun tentativo di concepimento nello spazio, i dati storici dicono che il cosmo è un ambiente ostile per la vita. Le radiazioni e la microgravità possono danneggiare il DNA e alterare la divisione cellulare. Capire a fondo questi meccanismi è l’unico modo che abbiamo per progettare contromisure efficaci prima di poter anche solo pensare a una futura generazione nata tra le stelle.