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I tech bros hanno fatto di tutto per convincere il Papa che l’AI è cosa buona e giusta, ma i loro sforzi non sono serviti a granché
A giudicare dai contenuti della prima enciclica di Leone XIV, dedicata all'AI, i tentativi diplomatici di Big Tech, che ha inviato i suoi emissari in Vaticano nelle scorse settimane, l'hanno lasciato abbastanza indifferente.
C’è un modo per capire quanto l’intelligenza artificiale abbia cambiato le priorità dell’industria tecnologica, ed è guardare dove va a fare lobbying. Negli ultimi mesi, le grandi aziende dell’AI hanno portato la loro campagna di convincimento dentro il Vaticano, in vista della prima enciclica di Leone XIV. Il documento, presentato oggi (lunedì 25 maggio) si chiama Magnifica Humanitas e in 245 punti definisce la posizione ufficiale della Chiesa cattolica sull’intelligenza artificiale. Tra le varie cose, nell’enciclica si parla di come «Mai l’umanità ha avuto tanto potere su se stessa». La posta in gioco è alta: un’enciclica papale non ha la forza di una legge, ma ha qualcosa che le leggi faticano ad avere, l’autorità morale su più di un miliardo di fedeli. Sarah El Haïry, l’alta commissaria del governo francese per l’infanzia, ha spiegato a Politico che «l’enciclica del Papa potrebbe avere un impatto enorme, proprio come quella di Leone XIII contribuì a definire una visione globale su come gestire la rivoluzione industriale». La Silicon Valley ha capito il messaggio, e si è presentata in Vaticano.
Divisa in cinque capitoli, la Magnifica Humanitas parla in modo approfondito della difesa della persona umana nel tempo dell’AI e tra paragoni con la Torre di Babele (il simbolo del potere tecnologico senza Dio) e di Neemia e le mura di Gerusalemme (che invece simboleggiano ricostruzione e unità), ci si addentra nel terzo capitolo (che si chiama “Tecnica e dominio. La grandezza della persona umana davanti all’IA”) dove viene criticato il paradigma tecnocratico, che tende a ridurre tutto a oggetto di dominio, e mette in guardia contro le narrazioni del transumanesimo e del postumanesimo, che promettono di liberare l’uomo dalla fragilità attraverso il potenziamento tecnologico illimitato. Di fronte a queste visioni, il Papa propone il «più che umano»: la grazia cristiana e un umanesimo integrale. Nel capitolo 2 il Pontefice riafferma i pilastri teologici della Chiesa, nel quarto si parla di «custodire l’umano» attraverso tre ambiti: verità, lavoro, libertà. Nel quinto capitolo, Leone XIV condanna fermamente la normalizzazione della guerra. In ogni caso, l’enciclica non pone la Chiesa né in posizione di condanna tecnofobica né di entusiasmo acritico, ma rivolge piuttosto un appello al discernimento, alla responsabilità condivisa e alla custodia della dignità umana.
Leone XIV ha segnalato fin dal primo discorso al collegio dei cardinali che il suo pontificato sarebbe stato incentrato sulla tecnologia. Anche la scelta del nome – ovviamente – non è stata casuale. Leone XIII è stato il Papa della dottrina sociale, quello che alla fine del XIX secolo aveva provato a dare alla Chiesa una posizione sulla rivoluzione industriale, a difendere la dignità dei lavoratori contro le logiche del capitalismo nascente. Il nuovo Leone ha detto esplicitamente che intende fare lo stesso con l’AI, per rafforzare la sua posizione, l’enciclica Magnifica Humanitas è stata resa pubblica lo stesso giorno di quella del suo quasi omonimo del 1800.
Quando Leone XIV ha presentato l’enciclica, al suo fianco c’era Christopher Olah, cofondatore di Anthropic l’azienda che ha rifiutato di consentire che la propria tecnologia fosse usata per sorvegliare cittadini o potenziare armi autonome, e che negli ultimi mesi ha coltivato il rapporto con il Vaticano con una certa sistematicità. Già a gennaio, Anthropic aveva pubblicato una “costituzione” che definisce i valori alla base del suo modello di AI di punta. Tra i collaboratori esterni figuravano due consiglieri della Santa Sede: il vescovo Paul Tighe, segretario del Dicastero per la Cultura e l’Educazione, e padre Brendan McGuire, prete della Silicon Valley ed ex ingegnere che fornisce consulenza al Vaticano su questioni tecnologiche.