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10:27 martedì 22 settembre 2026
Un festival in California è stato cancellato perché la spiaggia su cui doveva tenersi non c’è più a causa dell’erosione costiera Le onde e le piogge portate dall'uragano Marie hanno ridotto talmente tanto lo spazio agibile che quello rimasto non bastava per palchi e pubblico.
Converse ha rimosso una campagna pubblicitaria perché accusata di fare espliciti riferimenti al Ku Klux Klan Una gonna bianca, un fascio di luce bianca che proietta a terra una stella, scarpe Converse tutto attorno. E poi accuse di razzismo e di istigazione alla violenza.
Il regime di al-Sisi in Egitto ha un nuovo nemico pubblico n. 1: il creatore di una pagina Facebook satirica ispirata a SpongeBob Il gruppo in due settimane ha guadagnato 1,8 milioni di follower, tra le altre cose ritraendo al-Sisi come l'insopportabile Mr. Krabs, il capo di SpongeBob.
Un gruppo di scienziati è sceso 20 mila leghe sotto i mari e ci ha trovato 200 mila fusti di scorie radioattive Tra il 1950 e il 1990 la Francia e altri Paesi europei hanno gettato rifiuti nucleari nell'Atlantico settentrionale. Tutti quei fusti di scorie sono ancora lì.
Un game designer ha creato un videogioco in cui interpreti Macklemore che deve sfuggire a un gigantesco Ed Sheeran e lo ha chiamato Super Macklemore 64 Fondamentale per vincere la battaglia contro il giga-Sheeran è chiamare a raccolta altri musicisti e assieme a loro urlare in faccia al gigante "Free Palestine".
Olivia Rodrigo ha salvato il brand di una designer palestinese semplicemente indossando uno dei suoi vestiti La founder del brand Nöl Collective, Yasmeen Mjalli, ha definito la richiesta della cantante un vero e proprio «intervento divino».
Per colpa di un errore dell’AI, Stati Uniti e Cina sono andati a tanto così dallo scatenare la Terza guerra mondiale Nella scorsa primavera, un chatbot ha rivelato ai militari Usa che una nave cinese stava trasportando materiali per armi nucleari in Medio Oriente. Non era vero nulla.
Il 24 settembre esce Eternal, un cofanetto di 16 dischi che raccoglie un anno intero di bootleg dei Joy Division E oltre ai 16 dischi: artwork di Peter Saville, scatto di copertina di Wolfgang Tillmans, note di Simon Armitage, foto di Anton Corbijn e Kevin Cummins e una versione restaurata del documentario Joy Division – A Malcolm Whitehead Film.

Un gruppo di scienziati è sceso 20 mila leghe sotto i mari e ci ha trovato 200 mila fusti di scorie radioattive

Tra il 1950 e il 1990 la Francia e altri Paesi europei hanno gettato rifiuti nucleari nell'Atlantico settentrionale. Tutti quei fusti di scorie sono ancora lì.

22 Settembre 2026

Granchi, spugne e anemoni non hanno niente in comune con migliaia di fusti di scorie radioattive. Se non che, a oltre 4700 metri di profondità nell’Atlantico settentrionale, questi due mondi sono stati costretti – da noi esseri umani, si capisce – a incontrarsi e convivere. Le scorie radioattive sono di provenienza europea, risalgono al periodo compreso tra il 1950 e il 1990, da quando Francia e altri Paesi del vecchio continente hanno pensato di far trasformare un pezzo di fondale dell’Oceano Atlantico in una discarica nucleare a mare aperto. Una spedizione di monitoraggio, nel 2025, aveva già verificato – da ragionevole distanza – la situazione, contando 3355 contenitori. Ora, una trentina di scienziati a bordo della nave da ricerca francese Pourquoi Pas? Hanno stimato che il numero di barili si attesti in realtà sulle centinaia di migliaia. Duecentomila, per la precisione.

Come si legge su Surfer, visti da vicino, almeno una parte dei fusti è in quello che gli scienziati chiamano stato di decomposizione avanzato, con punti di corrosione tanto profondi da non poter escludere la presenza di perdire. Nessuno, d’altra parte, aveva previsto che restassero chiusi. Il piano dell’epoca era che il contenuto si disperdesse un po’ alla volta nelle profondità, e quel piano sta procedendo alla grande, in effetti. Patrick Chardon e Javier Escartín, co-autori della ricerca, hanno raccolto intorno ai barili sedimenti, acqua, organismi e microbi, e li hanno confrontati con quelli del fondale roccioso vicino. La vita ha colonizzato i fusti, e questo dice agli scienziati qualcosa sulla resistenza e (forse) sull’adattabilità degli ecosistemi delle profondità oceaniche. Non dice che le scorie radioattive siano innocue, ma suggerisce che la situazione ecologica laggiù possa essere più complicata del semplice «fusti cattivi, tutto morto». All’interno dei campioni è stato trovato anche cobalto 60, niobio 94, cesio 137, americio 241. Gli ultimi due sono isotopi “di scarto”, solitamente generati dai test condotti sulle armi nucleari.

Quanto tutto questo sia entrato negli organismi che ci vivono sopra ancora non si sa, e sulla gravità della contaminazione non c’è certezza. I primi risultati li ha pubblicati il Centro nazionale francese per la ricerca scientifica, e il lavoro continua.

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