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06:44 sabato 20 giugno 2026
Meloni e Trump s’erano tanto amati ma adesso si stanno tanto insultando Lui ha detto di essersi fatto una foto con lei «perché mi ha fatto pena». Lei ha detto che lui «si è inventato tutto». Fino a ieri andavano d'amore e d'accordo.
All’improvviso Rick Rubin ha annunciato che questo fine settimana torna in Toscana per la seconda edizione del suo Festival of the Sun Anche questa volta l'annuncio è arrivato all'ultimo momento: festival gratuito, basta prenotarsi e presentarsi domenica 21 a Colle Val d’Elsa, vicino Siena.
Persino J.D. Vance si è stufato delle deliranti uscite di Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich sull’accordo di pace con l’Iran «Trump è l'unico capo di Stato al mondo solidale con Israele. Non attaccherei l'unico alleato che mi è rimasto», ha detto in conferenza stampa il Vicepresidente USA.
In Giappone sono tutti indignati per lo scandalo del “cartello del gelato”, cioè di un gruppo di aziende che si sono messe d’accordo per aumentare continuamente il prezzo del gelato Aumenti di 6 centesimi alla volta ma frequentissimi e che non avevano nulla a che fare con l'aumento del prezzo delle materie prime. Finché non se ne è accorta l'Antitrust.
Se volete trasformare casa vostra in uno spazio liminale, A24 ha fatto la carta da parati di Backrooms E costa anche relativamente poco: 60 dollari a rotolo. Una cifra accettabile per trasformare un ambiente di casa in un incubo.
La Nazionale francese ha deciso che dopo ogni gol che segna al Mondiale nello stadio deve partire One More Time dei Daft Punk a tutto volume In questa edizione del Mondiale tutte le Nazionali hanno dovuto scegliere un "inno da gol". C'è anche una playlist ufficiale che li raccoglie tutti.
Tra le opere meno conosciute di David Hockney ci sono delle bellissime illustrazioni che fece per le sue fiabe preferite dei fratelli Grimm Le realizzò nel 1969 e le tavolo vennero raccolte tutte in un volume, pubblicato un anno dopo, intitolato Six Fairy Tales from the Brothers Grimm.
A causa della crisi climatica è morto l’albero più famoso del mondo, la vecchia quercia della foresta di Sherwood La quercia, che cresceva da almeno mille anni, quest’anno non ha prodotto nessuna foglia a causa delle sempre più frequenti ondate di calore e degli eccessivi interventi umani.

Come i film sugli squali sbagliano a rappresentare gli squali

19 Giugno 2017

In 47 metri, lungometraggio uscito da poco, Mandy Moore e Claire Holt sono due sorelle che, durante un viaggio in Messico, hanno l’incauta idea di immergersi in una vecchia gabbia arrugginita per osservare gli squali bianchi al largo della costa. Purtroppo – spoiler? – il cavo che tiene sospesa la struttura metallica si spezza, e le due precipitano sul fondo dell’oceano, a contatto con i più temibili predatori del mare. «Trovo che questo film sia ricco di tensione e perlopiù dalla parte giusta della natura», commenta Jezebel in un pezzo interessante che parla del genere “film di squali” da un’angolatura poco battuta, ovvero: quanto sono rispondenti alla realtà – o almeno alle nozioni scientifiche – gli squali immaginati dal cinema?

47 metri se non altro, dice Jezebel, «fornisce ragioni biologicamente consistenti» per spiegare l’apparente inclinazione degli squali per gli esseri umani, mentre altri film che l’hanno preceduto si sono limitati a dipingerli come macchine mangia-uomini: nel lungometraggio horror appena uscito, i predatori sono attirati dal sangue di Mandy e Claire, ad esempio. Ne Lo squalo (Jaws) di Steven Spielberg, invece, se non il capostipite certamente il più famoso shark movie di sempre, le cose erano molto diverse: lasciando da parte il fatto rilevante che l’entrata nell’immaginario comune di questo film ha attivamente condizionato le politiche nordamericane sulla caccia agli squali, come ha rilevato una ricerca del 2014, nessun animale presente in natura potrebbe fare ciò che segue.

In Lo squalo 3, la terza uscita della saga, c’è addirittura uno squalo che nuota all’indietro, nota Jezebel. In Blu profondo (Deep Blue Sea), film del 1999 diretto da Renny Harlin, un gruppo di squali mako geneticamente modificati fa praticamente ogni cosa, a partire dal nuotare in senso contrario. Ma forse il film più scientificamente inaccurato di tutti è Lo squalo 4 – La vendetta, titolo che contiene diversi errori di rappresentazione: innanzitutto, cos’è quella sorta di strano airbag che si muove nella bocca del pesce?

E, tra l’altro, lo squalo bianco protagonista si sposta dal Massachusetts alle Bahamas in tre giorni, cosa impossibile per qualunque esemplare della sua specie, e doppiamente impossibile, su un piano psicologico, perché il tour de force è motivato dal suo desiderio di vendetta nei confronti della famiglia Brody. Nella scena clou, peraltro, riesce a stare in piedi sulla sua pinna caudale, direttamente sulla superficie del mare.

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