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12:44 giovedì 14 maggio 2026
Helen Mirren ha esordito come testimonial di Stella McCartney facendo una “cover” di Come Together dei Beatles In realtà si tratta di un bis: Mirren quel testo lo aveva già enunciato alla sfilata di Stella McCartney per la primavera/estate 2026.
Uno studio ha dimostrato che interessarsi all’arte e alla cultura rallenta l’invecchiamento e migliora la salute Addirittura più dell'esercizio fisico: dedicarsi alle arti almeno una volta alla settimana riduce l'invecchiamento biologico di un anno.
L’invasione dei pavoni di Punta Marina è diventata una notizia di portata internazionale È stata ripresa nientemeno che da Ap News, cioè da Associated Press, con un video pubblicato sul loro sito.
È in lavorazione un film sulla storia di C’era una volta in America di Sergio Leone «È la storia di un uomo che ci ha messo 15 anni a fare un film e che finché non ci è riuscito non ha fatto nient'altro. Tutto raccontato con l'ironia di mio padre», ha detto Raffaella Leone, figlia di Sergio e produttrice del film.
L’Unione europea ha finalmente approvato delle sanzioni contro i coloni israeliani Le sanzioni prevedono il congelamento dei beni e il divieto di viaggio. Sono state approvate grazie alla rimozione del veto fin qui imposto dall'Ungheria.
È uscito il primo trailer di Tony, “l’antibiopic” che racconta un anno della vita di Anthony Bourdain prima che diventasse Anthony Bourdain Il film, prodotto da A24, è ambientato nell'estate del 1975 a Provincetown (Massachusetts), in un momento che si rivelò formativo per il futuro chef.
La comunità scientifica continua a dire che sta arrivando un evento climatico catastrofico ma nessuno le dà ascolto né fa niente Si chiama El Niño, è un innalzamento della temperatura dell'oceano e potrebbe avere conseguenze apocalittiche in tutto il mondo.
Ci sono Alice Rohrwacher e Josh O’Connor che presentano La chimera in una biblioteca di Stromboli E ha rivelato che all'inizio il film lei avrebbe voluto girarlo proprio a Stromboli, ma fu costretta a ripensarci per questioni di tempi e di logistica.

«Tra 50 anni Bill Gates sarà venerato, Steve Jobs sarà dimenticato»

08 Giugno 2012

Malcom Gladwell è un giornalista e scrittore canadese. Collabora con il New Yorker ed è autore di molti libri tradotti anche in Italia. Il suo amore per Steve Jobe e il mondo della Apple è risaputo: ha dedicato loro molti bellissimi articoli, tra cui la lunga a travagliata storia del mouse (rubato, secondo alcuni da Jobs) e una secca analisi sull’ultima parte della sua vita, giudicata troppo finalizzata alla ricerca della perfezione a tutti i costi, più dalla voglia di innovare che ha fatto di Apple il colosso che conosciamo.

Oggi, a quasi un anno di distanza dalla scomparsa del fondatore della Mela, arriva un’altra bordata da parte di Gladwell, che sta facendo molto rumore perché mette a confronto i due “grandi rivali” dell’informatici. A un convegno organizzato lo scorso 28 maggio dalla Public Library di Toronto, in Canada, lo scrittore ha rivalutato pesantemente l’opera di Bill Gates, fondatore di Microsoft ora impegnato nel settore umanitario, rispetto a quella di Jobs: «Credo fermamente che tra 50 anni lui [Bill Gates, nda] sarà ricordato per la sua opera caritatevole. Nessuno si ricorderà di che cos’è stata la Microsoft e tutta quella grande stagione imprenditoriale, la gente si sarà dimenticata di Steve Jobs. Ci sarà statue di Gates in tutto il Terzo Mondo e, grazie ai suoi soldi, riusciermo a curare la malaria».

Il discorso di Gladwell è chiaro: «nella nostra società gli imprenditori sono venerati, sono i nostri profeti», spiega, ma la verità è che la loro condotta è «amorale» perché sono completamente «ossessionati dallo stato della loro impresa». Per questo motivo, sono capaci di fare grandi affari e di dominare interi mercati ma non sono in grado di guadagnarsi il livello di «agiografia» che caratterizza chi si interessa al sociale, agli altri. Chi tenta di cambiare il mondo, come sta facendo Gates (e invece noto che Jobs aveva un rapporto complicato anche con la più semplice beneficenza a distanza).

Se siete curiosi di saperne di più, ecco il video (primo di tre) del discorso dello scrittore canadese.

 

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