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La lista completa delle accuse a Harvey Weinstein

L'inchiesta del New York Times ha scatenato una reazione a catena. Attrici, modelle, impiegate: chi sono le donne che accusano il produttore americano e cosa hanno dichiarato.

Il New York Times è il primo a lanciare la notizia, giovedì 5 ottobre: il produttore più potente di Hollywood, Harvey Weinstein, ha molestato sessualmente una serie di donne che, per via del suo lavoro, gli gravitavano intorno. I fatti, rimasti sommersi per anni, decenni in alcuni casi, una volta venuti a galla hanno provocato una reazione a catena di dichiarazioni e confessioni, nonché immediate ripercussioni. Già domenica, il super produttore viene licenziato dalla sua stessa società, e martedì, sua moglie, Georgina Chapman (insieme a lui da dieci anni, hanno due figli di 7 e 4 anni) annuncia al mondo la sua decisione di lasciarlo: «il mio cuore è distrutto per tutte le donne che hanno sofferto». Il Nyt e il New Yorker si affrettano a pubblicare ulteriori affermazioni e accuse, rivelando i dettagli di quello che viene chiamato un “Hollywood open secret” (tutti sapevano ma nessuno parlava). Anche sui magazine italiani si è discusso della notizia, che ha provocato forti reazioni: il disgusto nei confronti di Weinstein, la sorpresa per il silenzio mantenuto dalle vittime (in generale giustificato, proprio perché si tratta di vittime) e qualche voce isolata (queste vittime possono davvero, tutte, chiamarsi vittime?). Sono dinamiche complesse? Non lo sono? C’è un brutto orco cattivo che ha fatto soffrire tante donne innocenti o c’è un brutto orco cattivo, tante donne innocenti, e qualcuna molto furba? È importante fare questa distinzione? Quella di Weinstein è una storia che tocca tutti, forse perché è un emblema perfetto delle tensioni insolvibili che determinano le dinamiche del potere e del successo, del sesso, perfino della comunicazione. I modi con i quali le donne hanno confessato sono vari: da Instagram e Twitter alle più importanti testate americane. Tutte raccontano una storia molto simile, che rivela i pattern ossessivi di Weinstein, chiari sintomi di un grave disturbo sessuale (subito dopo il licenziamento è stato spedito in un rehab per curarsi). Digg ha raccolto una a una tutte le dichiarazioni apparse finora. Noi le riportiamo qui in ordine cronologico.

 

Giovedì 5 ottobreThe New York Times 

Ashley Judd

Racconta una storia poi riapparsa in varie forme. Lui appare in accappatoio, chiede un massaggio, chiede di essere guardato mentre fa la doccia. Lei rifiuta, lui propone un massaggio alle spalle. Poi le chiede di aiutarlo a prendere dall’armadio i suoi vestiti e di portarglieli in bagno. «Io dicevo no a tutto, in tanti modi, un sacco di volte, ma lui non si arrendeva e continuava con nuove richieste». La cosa interessante è che nel 2015 Judd aveva raccontato l’incidente a Variety, senza mai nominare Weinstein.

Laura Madden

Ex assistente di Weinsten. Riceve vari inviti in stanze d’hotel, a Dublino e a Londra, 1991. Tutto come al solito: accappatoio, richieste e offerte di massaggi. «È un grandissimo manipolatore. Ti porta addirittura a chiederti se il problema sei tu».

Rose McGowan

L’attrice ha raggiunto con Weinstein un accordo di 100 mila dollari dopo un incidente in una stanza d’albergo al Sundance Film Festival. Non ha voluto commentare il fatto con il giornale, ma nel 2016, in un tweet, raccontò di essere stata stuprata da un anonimo produttore. Dopo l’uscita dell’articolo che la cita, McGowen è stata molto attiva su Twitter, scagliandosi contro Weinstein ma accusando anche Ben Affleck, che ha affermato di non aver mai saputo nulla delle abitudini del produttore, cosa secondo lei impossibile.

Zelda Perkins 

Produttrice teatrale di Londra, racconta di aver raggiunto un accordo con Weinstein dopo che lei e le sue colleghe erano state regolarmente disturbate dalle sue aggressioni. La donna minacciò Weinstein di intraprendere un’azione legale a meno che non si dimostrasse deciso a cambiare il suo modo di fare. Prontamente uno degli avvocati della Miramax venne spedito a Londra per negoziare un accordo con Perkins e il suo avvocato.

Venerdì 6 ottobre

Lauren Sivan

Ex giornalista, racconta all’Huffington Post che Weinstein si masturbò di fronte a lei senza il suo consenso all’ingresso del Cafe Socialista. Inizialmente cercò di baciarla, ma dopo il suo rifiuto le disse: «Bene, allora puoi semplicemente stare qui e stare zitta». Tirò fuori il pene e iniziò a masturbarsi. Eiaculò velocemente nel vaso di una pianta, si tirò su la zip dei pantaloni e la invitò a entrare nel ristorante.

Romola Garai

L’attrice di Espiazione racconta al Guardian che Weinstein la obbligò a fare un’audizione privata nella sua stanza d’hotel. Garai racconta che questa era la prassi: prima un’audizione “normale”, e poi una privata, perché ogni attrice potesse essere personalmente approvata da lui. Le aprì la porta in accappatoio. «Avevo solo 18 anni, la sensazione che provai è rimasta stampata molto chiaramente nella mia memoria».

Jessica Hynes 

People riporta un tweet dell’attrice, in cui lei raccontava di aver ricevuto un’offerta da Weinstein a 19 anni per un ruolo in un film. Durante l’audizione, racconta, il produttore le chiese di poterla vedere in bikini. «Io rifiutai e persi il lavoro». Il tweet è stato cancellato.

Domenica 8 ottobre

Liza Campbell

Liza Campbell racconta la sua esperienza al Sunday Times. Invitata da Weinstein nel 1995 nella sua suite al Savoy per una conversazione su nuove prospettive lavorative alla Miramax. Solito iter. Accappatoio. Rumore d’acqua che scorre. «Perché non ci facciamo un bel bagno? Vieni, ci divertiamo! Beviamo champagne. Tu mi puoi insaponare se vuoi».

Lunedì 9 ottobre

Louise Godbold

Dirigente di un’associazione no-profit, si confessa sul suo blog: dopo un “office tour” Weinstein parte con la solita trafila: la stanza vuota con la porta chiusa, le richieste di massaggi sempre più insistenti, le sue mani sulle spalle. Nella sua testimonianza Godbold esprime il suo disagio: da una parte il desiderio di ritirarsi e proteggersi, dall’altro la volontà di non alienarsi l’uomo più potente di tutta Hollywood.

Martedì 10 ottobre, The New York Times, The New Yorker

Gwyneth Paltrow 

Prima di cominciare a lavorare a Emma, viene invitata da Weinstein in hotel. L’incontro finisce con lui che le mette le mani addosso e le suggerisce di spostarsi nella camera da letto per i famosi massaggi. Lei rifiuta e confida tutto al suo fidanzato del periodo, Brad Pitt.

Judith Godrèche

Una colazione nel 1996, a Cannes, finisce in un assalto dopo che lui la invita in camera per parlare di business. La Miramax cerca di mantenerla tranquilla. «Mi dice di andare di sopra, che vuole farmi un massaggio … dice che i massaggi sono un normale costume americano … poi mi ritrovo con lui che mi preme contro e cerca di togliermi i vestiti di dosso. Sono riuscita a scappare e ho chiamato la dirigente della Miramax in cerca di aiuto. Lei mi ha suggerito di non dire niente, perché avrei danneggiato il film in uscita.

Angelina Jolie

In un’e-mail ha confessato che Weinstein cercò di molestarla in una stanza di hotel nel periodo in cui stava lavorando a Scherzi del cuore (1998). Da quella volta Jolie racconta di non aver più accettato nessun tipo di lavoro che avesse a che fare con Weinstein e di aver continuato a avvertire tutte le persone che si trovavano a lavorare con lui.

Katherine Kendall

Attrice tv, nel 1993 viene invitata da Weinstein nel suo appartamento. Lui va in bagno, torna in accappatoio e chiede un massaggio. «Tutte lo fanno», dice, aggiungendo il nome di una modella famosissima. Poi lascia la stanza, ritorna nudo e inizia a inseguirla. «Mi inseguiva, non mi lasciava passare dalle porte».

Tomi-Ann Roberts

Oggi professoressa di psicologia, un tempo aspirante attrice, racconta che Weinstein le chiese di spogliarsi durante un provino nel 1983.  «Mi mandò il copione, poi mi chiese di incontrarlo così potevamo discutere del film. Quando arrivai era nudo nulla vasca. Mi disse che poteva darmi migliori informazioni se avessi voluto mettermi comoda e spogliarmi di fronte a lui, perché il personaggio che dovevo interpretare prevedeva un scena in topless».

Dawn Dunning 

Costumista, anche lei aspirante attrice, racconta di un’offerta ricevuta nel 2003 per lavorare a 3 film, a patto che avesse accettato di fare un threesome con lui. «Era in accappatoio, dietro a tavolino da caffè coperto di carte… mi disse che erano i contratti dei prossimi 3 film… potevo firmarli a una condizione: fare sesso a tre insieme a lui e qualcun altro. Scoppiai a ridere pensando che stava scherzando, ma lui si dimostrò serio, persino incazzato».

Asia Argento

Asia Argento racconta a Ronan Farrow che nel 1997 Weinstein la invitò a un party nel suo hotel. Il party però non c’era, e lui era solo. «All’inizio è gentilissimo e mi riempie di complimenti per il mio lavoro. Poi esce dalla stanza e torna in accappatoio, con una bottiglietta di olio per massaggi. Mi chiede di fargli un massaggio, io glielo faccio. All’improvviso mi solleva la gonna, mi apre le gambe, e mi impone di ricevere sesso orale, nonostante continui a pregarlo di smetterle».

Rosanna Arquette

Weinstein apre la porta in accappatoio: dice che gli fa male il collo e che ha bisogno di un massaggio. Lei gli dice che potrebbe consigliargli una bravissima massaggiatrice che conosce. Ma lui le prende la mano e la mette sul suo collo. Lei la leva. Lui la afferra e la appoggia sul suo pene. Arquette si rifiuta e lui le dice che sta facendo un grave errore.

Jessica Barth

Nel 2011: doveva essere un incontro di lavoro, si trasforma nella proposta di un massaggio nudi. «Che ne dici se beviamo un po’ di champagne e mi tolgo i vestiti e tu mi fai un bel massaggio?», le chiede lui. Lei fa per andarsene e lui si incazza, le dice che deve senz’altro perdere peso per competere con Mila Kunis. Poi, per blandirla, le promette un incontro con una dirigente della Miramax.

Lucia Evans

2004, ufficio della Miramax a New York, durante quello che doveva essere un incontro di lavoro. Innanzitutto Weinstein le spiegò che avrebbe potuto lavorare per lui soltanto se fosse dimagrita. Poi le parlò di due copioni. E alla fine la assalì, obbligandola a praticargli una fellatio. «Tirò fuori il pene e iniziò a spingere la mia testa in quella direzione. Lo pregai di smettere ma alla fine dovetti farlo: era grande e grosso e io non avevo le forze per divincolarmi dalla sua presa».

Ambra Battilana Gutierrez

Nel 2015, Weinstein la molesta durante un incontro di lavoro. Lei viene messa sotto copertura e registra un secondo tentativo di aggressione, dopo aver riportato il primo al dipartimento di polizia di New York. Seduto con lei in ufficio per guardare un portfolio, Weinstein comincia a fissare il suo petto e a fare domande del tipo: «Sono vere?». Poi cerca di palparla e di infilarle una mano sotto la gonna. Il giorno dopo lei indossa un microfono. Registra Weinstein che la prega di raggiungerlo nella sua stanza d’hotel e ammette di averle toccato il seno contro la sua volontà: nonostante l’evidenza della molestia subita, la faccenda non causa nessun tipo di ripercussione sul produttore.

Emily Nestor

Impiegata di Weinstein nel 2014: lui la perseguitava, pregandola di aver il suo numero e proponendole di aiutarla nella sua carriera. Raccontava delle sue relazioni sessuali con altre donne, sopratutto attrici famose, e le suggeriva di “diventare la sua ragazza”. Lei declinò l’offerta. Lui rispose così, racconta Nestor: «Oh, le ragazze dicono sempre no. “No, no”, dicono. E poi bevono una birra o due e mi si buttano addosso!».

Mira Sorvino

Dice che Weinstein la mise all’angolo in un hotel nel 1995, mentre erano al Toronto Film Festival. «Iniziò a massaggiarmi le spalle, cosa che mi fece sentire davvero a disagio, e poi cercò di diventare più fisico, iniziò a inseguirmi». Più avanti quell’anno si presentò al mio appartamento, ovviamente senza invito, e se ne andò soltanto quando gli dissi che avevo un nuovo fidanzato.

Emma de Caunes

Incontro di lavoro in un hotel di Parigi: «Entrai nella stanza e subito sentii il rumore dell’acqua nella doccia… Ricordo di aver pensato: “Perché cazzo si sta facendo una doccia proprio adesso?” Lui uscì dal bagno, nudo e con un’erezione. Mi chiese di mettermi a letto e mi disse che tante altre donne l’avevano fatto prima di me. Gli dissi che me ne andavo. Lui andò nel panico e iniziò a urlare che non avevamo fatto niente.

Zoe Brock

Modella, scrive su Medium che dopo una lunga notte di party a Cannes, Weinstein riuscì a separarla dai suoi amici e a portarsela in una stanza d’hotel. Quando lei chiese all’assistente di Weinstein, Ben, di aiutarla a capire dov’erano andati gli altri, non ricevette nessun aiuto. Quindi: solita routine. Harvey lascia la stanza, torna nudo, e offre un massaggio. Lei accetta di farsi massaggiare le spalle. Poi cambia idea e scappa in bagno. Lui la insegue e poi inizia a prendere a pugni la porta, pregandola di uscire.

Louisette Geiss

Ex attrice e sceneggiatrice, si confessa su Vice. Weinstein si masturba davanti a lei nel 2008, al Sundance Festival. Dopo che lei gli dice che l’avrebbe incontrato solo se avesse giurato di non toccarla, lui si assenta per mezz’ora e torna con il solito accappatoio. Lei fa per andarsene, lui le afferra le braccia, la porta in bagno e la obbliga a guardarlo mentre si masturba.

Heather Graham

Scrive su Variety che Weinstein le suggerì di fare sesso con lui in cambio di un ruolo nei suoi film. Era il 2000 e lui la invitò nel suo ufficio. C’erano una pila di copioni sulla scrivania. Lui le disse che voleva trovare un ruolo per lei in uno dei suoi film e menzionò un accordo tra lui e sua moglie: aveva il permesso di fare sesso con chiunque volesse quando era fuori città. Graham cancellò il secondo incontro in programma e lì si conclusero i suoi rapporti con la Miramax.

Mercoledì 11 ottobre

Cara Delevingne

Su Twitter il giornalista Yashar Ali ha pubblicato la testimonianza di  Cara Delevingne. La modella e attrice racconta di aver ricevuto una chiamata da Weinsten, nella quale veniva interrogata sulle sue relazioni con le donne con cui era stata vista in giro (il produttore voleva sapere con quali di loro aveva fatto sesso). E poi, i consigli non richiesti: «Se sei gay o decidi di metterti insieme a una… non avrai mai un ruolo da donna etero e non riuscirai mai a diventare un’attrice».

Léa Seydoux

L’attrice francese di Blue is The Warmest Color ha detto al Guardian di aver ricevuto un invito da Weinstein, che «la stava considerando per un ruolo». Nella sua stanza d’albergo, lui le salta addosso. «Stavamo parlando sul divano, quando lui all’improvviso mi si è buttato addosso, cercando di baciarmi. Mi sono dovuta difendere. Lui è grosso e grasso, quindi ho usato tutte le mie forze. Un’altra volta, al ballo del Met Life, l’ho visto mentre cercava di convincere una giovane donna a fare sesso con lui. Lo faceva tranquillamente, in mezzo a tutti: chiunque poteva vedere quello che stava cercando di fare.

Giovedì 12 ottobre

Sophie Dix

A 22 anni era stata scelta per partecipare a un film con Colin Firth. Viene invitata da Weinstein in una stanza di un hotel di Londra. Improvvisamente «tutti gli allarmi iniziano a suonare e me lo ritrovo addosso che cerca di strapparmi i vestiti di dosso». Scappa in bagno e dopo un po’ trova il coraggio di uscire. Apre la porta e lo trova davanti a lei, in piedi, che si masturba. Nell’intervista rilasciata al Guardian Dix afferma di aver mollato la recitazione in seguito a questo evento.

Kate Beckinsale

Beckinsale ha condiviso un lungo post su Instagram, in cui racconta la sua esperienza. I due dovevano incontrarsi al Savoy Hotel, presumibilmente in un luogo tipo sala conferenze. Lei aveva 17 anni. In reception apprende che Weinstein la attende nella sua stanza. Lui apre la porta in accappatoio e le offre dell’alcool, lei non lo accetta e se ne va. Anni dopo lui le chiede se durante quell’incontro era successo qualcosa: non ricordava se l’aveva assalita o no. Nel corso degli anni gli dice no diverse volte, professionalmente, causando grida e minacce. Beckinsale racconta di un amico che, conoscendo Weinstein e lavorando con lui, avverte un’amica in procinto di uscirci di stare attenta. Il giorno dopo viene licenziato dalla Miramax. L’amica stava già andando a letto con Weinstein e gli aveva raccontato di aver ricevuto l’avvertimento. Beckinsale conclude così la sua riflessione: «Harvey è l’emblema di un sistema malato. Abbiamo molto lavoro da fare».

Florence Darel 

Florence Darel, attrice francese, racconta a People di essere stata molestata da Weinstein al Ritz Paris, mentre la sua moglie di quegli anni, Eve Chilton stava nella stanza accanto. «Ha cominciato a dirmi che mi trovava molto attraente e che avrebbe voluto avere una relazione con me… gli dissi che ero molto innamorata del mio compagno. Rispose che la cosa non lo disturbava affatto e mi invitò a essere la sua mistress, anche soltanto per qualche giorno all’anno. In questo modo avremmo potuto continuare a lavorare insieme».

Claire Forlani

Claire Forlani, conosciuta soprattutto per il ruolo in Vi presento Joe Black, ha scelto Twitter per condividere le sue accuse. Racconta di essere stata invitata dal produttore a fargli un massaggio (cosa che lei rifiutò) e di averlo dovuto ascoltare mentre snocciolava l’elenco di tutte le attrici con cui aveva fatto sesso. Le riflessioni pubblicate da Folani sono interessanti perché oltrepassano il problema Weinstein e rendono conto di un clima generale: «Nell’ambiente del cinema», racconta Forlani dopo aver ricordato che già a 14 anni aveva subito attenzioni fastidiose da due amici dei genitori, «era una cosa normale, si sapeva che funzionava così, nessuno ne faceva un caso».

Foto Getty
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