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Putin ha deciso che da ora in poi le aziende che non sanno difendersi dagli attacchi dei droni ucraini verranno nazionalizzate
E sarà lui (ovviamente) a decidere chi gestirà l'azienda, e come, dopo l'avvenuta nazionalizzazione.
Qualche tempo fa, alle banche russe era stato ordinato di difendere da sole le proprie filiali e abbattere i droni ucraini a spese proprie, perché le amministrazioni locali e il governo federale non avevano nessuna intenzione di farlo al posto loro. Ora il Presidente russo Vladimir Putin ha conferito al suo governo il potere di gestire temporaneamente le infrastrutture critiche, qualora i proprietari delle stesse non riescano a proteggerle dalle minacce alla sicurezza nazionale. Tra queste infrastrutture figurano impianti petroliferi ed energetici, i siti industriali e le piattaforme logistiche. L’Agenzia federale russa per la gestione del patrimonio statale gestirà le aziende sequestrate come se ne fosse il proprietario e Putin potrà designare qualsiasi altro ente come gestore temporaneo, secondo quanto previsto dal decreto.
Come scrive Politico, da quando la Russia ha invaso l’Ucraina nel febbraio 2022, il Cremlino ha intensificato gli sforzi per portare sotto il controllo dello Stato i beni di proprietà privata, comprese le aziende strategiche, in particolare quelle del settore della difesa. La proprietà di circa 805 aziende è stata tasferita allo Stato tra il 2022 e il 2026, secondo quanto riferito da Vadim Yakovenko, capo dell’Agenzia federale per la gestione del patrimonio statale, appunto. In una conferenza stampa, il vice Primo Ministro russo Denis Manturov ha accusato gli imprenditori di affrontare le minacce «con diversi livelli di responsabilità». In alcuni casi, «garantire la sicurezza delle strutture e dei dipendenti, purtroppo, non è una loro priorità».
Il decreto arriva in un momento in cui si intensificano gli attacchi dei droni ucraini, compresi attacchi significativi contro le sedi del del rivenditore online Wildberries e il secondo marketplace online più grande del Paese, Ozon. Un rapporto di luglio dell’esercito ucraino affermava che i suoi attacchi hanno anche messo fuori uso circa il 43 per cento della capacità di raffinazione del petrolio del Paese.