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Si è scoperto che Van Gogh ha firmato solo il 15 per cento della sue opere perché tutte le altre le considerava troppo brutte per firmarle Lo ha rivelato una ricerca del Van Gogh Museum di Amsterdam, la prima dedicata esclusivamente alla firma "Vincent".
Il governo inglese ha esortato la popolazione a iniziare a far scorte di cibo e acqua per prepararsi agli eventi climatici estremi causati dal Super El Niño «Chi avrà delle scorte se la caverà molto meglio di chi non ne ha», ha detto la Ministra dell'Ambiente Angela Eagle.
È valsa la pena seguire tutti gli Emmy solo per vedere Rob Reiner vincerne uno storico, da record Ha vinto il premio per Outstanding guest actor in a comedy series per la sua interpretazione nella quarta stagione di The Bear.
L’ultima volta che un partito di estrema destra ha governato in Germania era QUEL partito di estrema destra Con la vittoria di AfD in Sassonia-Anhalt il Brandmauer, il muro che ha tenuto l'estrema destra fuori dai governi dal dopoguerra a oggi, potrebbe crollare.
C’è una casetta che è rimasta miracolosamente intatta nell’inondazione in Nepal e nessuno sta riuscendo a spiegare come sia stato possibile L'hanno ribattezzata "casa miracolosa" e le hanno dato un pin tutto suo su Google Maps, dove ora è classificata come "a prova di alluvione".
A 80 anni Paul Schrader ha provato l’ayahuasca e gli è piaciuta così tanto che ha deciso di farci un film Dopo otto trip consecutivi (otto!) e un mese in Costa Rica, Schrader ha capito che dall'esperienza era necessario trarre un film.
Anne Carson ha scritto un bellissimo saggio per dire che ama follemente Rosalía È così innamorata che ne perdona anche i difetti: ad esempio non sembra del tutto convinta dei testi delle sue canzoni, ma, ci tiene a specificare, lei «non è certo la giudice migliore».
La strana, stranissima storia che ha portato un collettivo antifascista italiano nella lista delle organizzazioni terroristiche degli Stati Uniti L'A/I Collective, che fornisce servizi internet anonimi, da adesso è considerata un'organizzazione terroristica di sinistra, accusata di sostenere la cosiddetta "rete antifa".

Perchè i ritornelli delle canzoni sono fondamentali

13 Marzo 2014

Di quante canzoni ricordiamo solo il ritornello? Tante, tantissime. A volte non ricordiamo nemmeno il titolo del brano; altre l’abbiamo solo sentito di sfuggita alla radio; in altri casi ancora è una reminiscenza della nostra infanzia, ripescato chissà dove nella memoria. Il ritornello è spesso il cuore di una canzone eppure, a pensarci bene, è una banale ripetizione di una strofa. Una continua ripetizione.

Se nell’arte e nel cinema i ritornelli non sono ammessi, ma soprattutto non sarebbero apprezzati – pensate di guardare la stessa scena quattro, cinque volte di fila e poi, dopo venti minuti, assistere alla medesima ripetizione: spegnereste, probabilmente – la questione è dunque completamente diversa per quanto riguarda la musica: i ritornelli esistono proprio perché vengono apprezzati.

La ragione di questo amore per le ripetizioni canore l’ha spiegata Elizabeth Margulis, direttore del Music Cognition Lab della University of Arkansas, in un saggio pubblicato su Aeon. La sua tesi è semplice: la ripetitività del ritornello incarna quel desiderio inconscio dell’essere umano alla cosiddetta coazione a ripetere.

Margulis cita molti pareri specializzati e interessanti: «Il musicologo David Huron della Ohio State University ritiene che, in oltre il 90% del tempo che le persone passano a sentire musica, ascoltino passaggi che hanno già sentito in passato» scrive. La musicalità, secondo Margulis, sarebbe oltretutto un effetto della ripetizione: «La semplice azione di ripetere rende possibile un nuovo modo di ascoltare e un più diretto confronto con le caratteristiche sensoriali della parola stessa».

La ripetitività, inoltre, avallerebbe indirettamente un concetto chiave nell’atteggiamento di chi ascolta musica, quello che l’ascolto sottointenda un ruolo attivo più che passivo della persona: «La ripetizione cattura un circuito di sequenzialità che fa sembrare la musica qualcosa che si fa attivamente piuttosto che qualcosa che viene percepita» chiosa Margulis nel saggio.

(via)

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