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00:27 giovedì 23 luglio 2026
Il presidente dei Marvel Studios ha detto che Adam Driver lo chiama spesso per dirgli che non ha nessuna intenzione di fare un film Marvel Lo ha detto Kevin Feige in persona: lui e Driver si sentono regolarmente su Zoom e Driver gli dà sempre la stessa risposta, cioè no.
Ad aumentare il rischio di incendi adesso c’è anche il fatto che sui “mercati predittivi” si può scommettere sugli incendi Quanti acri consumeranno le fiamme, quali quartieri verranno raggiunti, quando gli incendi saranno domati: ci sono piattaforme sulle quali si può scommettere su tutto questo.
Barry Jenkins si unisce all’ormai lunghissima lista di grandi registi che hanno firmato una campagna per Prada La campagna si intitola Simple Stories e tra i protagonisti ci sono Hunter Schafer, Kelvin Harrison Jr, Troye Sivan e Chen Haoyu.
Un rider ha vinto il più importante premio letterario della Cina, con una raccolta di poesie sui rider della Cina Wang Jibing si è portato a casa il Premio Letterario Lu Xun con la raccolta di poesie Low Flight, basata su 200 interviste fatte a colleghi rider.
Mamdani ha detto che farà tutto ciò che è in suo potere per far arrestare Netanyahu quando andrà a New York a settembre Ha detto anche che lui non ha l'autorità per farlo, ma "sfida" il governo federale, cioè Trump, a eseguire l'arresto.
Per celebrare la memoria di Sam Neill i fan stanno comprando tutte le bottiglie del vino che Sam Neill produceva Two Paddocks, il vino che l'attore produceva in Nuova Zelanda, è passato dal 423° al 5° posto tra i vini più venduti del Paese, un aumento del 1828 per cento.
Un generale iraniano ha detto che l’Iran si bombarderà da solo pur di non farsi invadere e occupare dagli Usa Lo ha dichiarato alla tv di Stato iraniana il generale di brigata Mohammad Akrami-Nia, secondo il quale «questa è la logica della guerra».
Il Comune di Barcellona ha eliminato il bike sharing privato perché le persone abbandonavano sempre le bici in mezzo alla strada e non pagavano mai le multe Spariranno dalle strade 4500 bici delle flotte private. Ma resteranno 8 mila del servizio di bike sharing fornito dal Comune stesso.

Cose da sapere se volete rimpiangere Berlusconi

24 Gennaio 2012

Un argomento che ultimamente va forte tra i banconi dei bar è l’amarcord per i “tempi felici” del governo Berlusconi, tempi in cui lo spread cresceva e l’Europa ci tediava ma almeno non dovevamo pagare così tante tasse. Oggi sul Giornale ci pensa Renato Brunetta, ex ministro per la Pubblica amministrazione e sedicente quasi-premio Nobel, a tornare sull’argomento con un corsivo avvelenato e pieno di nostalgia per il Berlusconi ter. In un passaggio del suo editoriale, ambiziosamente intitolato “Quello che nessuno vi dice sulla crisi tra tedeschi e spread”, Brunetta tenta di dimostrare coi numeri la superiorità del suo governo rispetto a quello tecnico di Monti:

Va da sé che la l’andamento dello spread italiano come quello di altri Paesi non dipende dal governo Monti o da quello Berlusconi, ma dalla debolezza della governance europea. La dimostrazione? Lo spread medio degli ultimi giorni del governo Berlusconi è stato più basso di quello dei primi sessanta giorni del governo Monti. Proprio così: contrariamente a quello che in troppi sostengono la tenuta del debito pubblico italiano era più solida con l’esecutivo precedente che con quello in carica: il motivo è che contano poco i picchi dello spread, mentre conta molto di più la media in un periodo più lungo. Peraltro, anche la riduzione del differenziale tra il rendimento dei titoli di stato tedeschi e di quelli italiani, ultimamente è stata drogata dal massiccio intervento della Banca centrale europea.

La fallacia del ragionamento dell’ex ministro è presto svelata da Fabrizio Goria, firma de Linkiesta e nostro collaboratore, che ha sottolineato come il contesto sia essenziale per definire qualità e capacità di un governo. E le cose in Italia sono cambiate moltissimo in questi mesi – variabile di cui Brunetta avrebbe dovuto tenere conto, secondo Goria.

Purtroppo, Brunetta si dimentica di troppe cose. L’escalation della crisi avvenne in un momento in cui l’Italia doveva mettere in campo le riforme che non era mai riuscita a fare negli anni precedenti. Il governo Berlusconi, il cui potere continuava a diminuire al crescere dei dissidi interni, non era in grado di fare il suo compito, governare. E gli investitori, intimoriti da questa situazione, hanno iniziato a tornare sui propri passi, o comprando protezione sugli investimenti sui titoli di Stato italiani, come Deutsche Bank, o chiudendo le posizioni, come diverse altre banche internazionali. La credibilità perduta, l’assenza di un piano di riforme e una prospettiva di stallo politico hanno convinto la Banca centrale europea a scrivere una pesante lettera al governo italiano, invocando delle azioni concrete. Queste non sono arrivate. (…)

Che la crisi sia sistemica, è fuori discussione. Ma Brunetta non deve confondere i mali dell’Europa con quelli degli Stati Uniti e quelli dell’Italia. (…) La ristrutturazione del debito della Grecia da una parte e le nuove tensioni sui periferici, poco prima di Natale, hanno fatto saltare diverse certezze. E a peggiorare la situazione ci hanno pensato le prospettive negative sulla crescita del Prodotto interno lordo italiano. Alla luce di questo, una domanda resta senza risposta: cosa sarebbe successo con l’immobilismo del governo Berlusconi?

(Continua a leggere su Linkiesta.it)

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