06/06/2012 In breve

Ci sono più democratici che repubblicani su Twitter (e altre statistiche)

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Undici curiose e interessanti statistiche su new media e social network sono state presentate ieri, alla Blogworld Expo di New York, da parte del team di Edison Research. Tra queste, come da titolo, anche la provenienza “politica” dei fruitori di Twitter, il 40% dei quali è di tendenze vicine al Partito Democratico. Come si evince dal grafico, il dato è significativamente ampio se confrontato invece con la popolazione statunitense maggiore di 12 anni.

Altro dato interessante è quello che riguarda i famosi “check-in”: addirittura il 74% degli americani sono “unfamiliar” con l’auto-segnalatore di posizione, e di questi soltanto il 3% hanno utilizzato la funzione almeno una volta.

Problemi anche per i brand che si affacciano sui social media: nel corso di quest’anno, soltanto il 33% dei cittadini statunitensi (ovvero un terzo) segue o ha seguito un brand. Vero è che da 2010 il dato è cresciuto (erano il 16%), ma la strada è ancora decisamente lunga per un soddisfacente sfruttamento del mezzo.

Ci sono poi dati più strettamente demografici: il 56% degli americani ha un profilo su un qualsiasi social network: dato importante, dal momento che indica che più della metà della popolazione è registrata a un Facebook, Twitter o un loro cugino. E sorprende ancor più se si pensa che anche il 54% della popolazione compresa nella fascia di età 45-54 è presente sui social.

C’è una buona notizia anche per quanto riguarda Twitter: la percentuale di utenti attivi (che inviano cinguettii) è salita dal 47% del 2010 al 76% del 2012. Tradotto, questo significa che la quasi totalità dei nuovi iscritti è immediatamente attiva.

Altre statistiche sono state presentate dalla Edison Research, per lo più riguardanti l’influenza che Facebook ha sugli acquisti, la “dipendenza”, il metodo di fruizione (tablet, smartphone, portatile). Le riepiloga il sito Convince&Convert.