Hype ↓
12:08 lunedì 9 febbraio 2026
I Geese faranno finalmente un concerto in Italia, quest’estate a Milano Un reel sibillino su Instagram ha annunciato l'ingresso della band di Brooklyn nella line-up di Unaltrofestival.
Il governatore della California Gavin Newsom ha ribattezzato il Super Bowl Sunday in Bad Bunny Day Il governatore democratico ha dato l'annuncio con un messaggio ironico che fa il verso a Donald Trump, da mesi impegnato a parlare male del musicista.
Tra le cose mai viste fatte da Bad Bunny al Super Bowl c’è anche quella di essersi esibito in un total look Zara Camicia con colletto, cravatta, maglia e pantaloni chino: questo il look dagli stylist Storm Pablo e Marvin Douglas Linares.
Per i vent’anni di High School Musical, Disney ha spezzettato il film in 52 video brevi e lo ha pubblicato tutto su TikTok È la prima volta che un produttore e distributore come Disney "adatta" un film per essere visto su un social.
C’è un sito in cui le AI possono affittare degli esseri umani a cui far fare tutto quello che vogliono Si chiama Rentahuman.ai, lo ha lanciato un signore di nome Liteplo, finora (per fortuna) non ha riscosso alcun successo.
Sono state pubblicate le foto della corona tutta ammaccata che i ladri hanno lasciato cadere durante il furto al Louvre Il museo ha diffuso le immagini del gioiello, danneggiato ma ancora integro, in attesa di lanciare un bando per decidere chi la restaurerà.
In realtà, il litigio tra Ghali, Comitato olimpico e ministero dello Sport va avanti da settimane Le polemiche di questi giorni sono il culmine di bisticci che vanno avanti da quando Ghali è stato scelto per partecipare alla cerimonia d'apertura.
Un articolo fatto con l’AI pubblicato da un’agenzia di viaggi ha portato dei turisti a cercare delle inesistenti terme in uno sperduto paesino in Tasmania All'improvviso, nel minuscolo paesino di Weldborough, 33 abitanti, si sono presentati decine di turisti che chiedevano come raggiungere le terme.

Perché Mark Zuckerberg ha incontrato segretamente Trump?

22 Giugno 2020

Lo scorso novembre, dopo un autunno in cui si era discusso molto del moderare o meno gli annunci politici su Facebook e sulle piattaforme social più in generale, si è diffusa la notizia che Mark Zuckerberg e Donald Trump avevano cenato insieme alla Casa bianca qualche tempo prima. Dell’incontro si sapeva molto poco: né chi lo avesse convocato, né di cosa si fosse discusso, né se era stato raggiunto un qualche tipo di accordo. A mesi di distanza, e una pandemia dopo, Ben Smith ha ricostruito sul New York Times alcuni particolari di quella cena, consultando ex dipendenti di Facebook e fonti interne alla Casa bianca.

Secondo la ricostruzione di Smith, l’incontro è stato abbastanza inusuale. L’iniziativa è stata presa da Jared Kushner, che ha fissato l’appuntamento per il 22 ottobre dopo aver saputo che Zuckerberg e sua moglie, Priscilla Chan, sarebbero stati a Washington per un’udienza sulle criptovalute a Capitol Hill. Una delle fonti di Smith ha detto che «La cena si è svolta nella Sala Blu al primo piano della Casa Bianca. La lista degli ospiti includeva Peter Thiel [membro del board di Facebook e sostenitore di Trump, ndr], e suo marito, Matt Danzeisen; Melania Trump, Kushner e Ivanka Trump. Il presidente è quello che ha parlato per la maggior parte del tempo. L’atmosfera era conviviale, ha detto un’altra persona che ha avuto un resoconto della cena. Il signor Trump ama i miliardari e le persone che gli sono utili, e Zuckerberg in questo momento è entrambe le cose». La domanda più impellente, naturalmente, è se i due abbiano raggiunto una sorta di accordo.

«Credo che abbiano un accordo», ha dichiarato Roger McNamee, uno dei primi investitori di Facebook che è diventato un feroce critico di Zuckerberg, che ha anche specificato si tratti di un accordo «probabilmente implicito piuttosto che esplicito». Come spiega Smith, infatti, Facebook vive con relativa tranquillità le politiche dell’amministrazione Trump verso le grandi aziende del tech, a differenza di Google e Amazon che sono nel mirino del presidente. Al momento dell’incontro, Elizabeth Warren rappresentava invece una seria minaccia e anche oggi che la senatrice non è più in lizza, anche politici decisamente più moderati come Nancy Pelosi o il candidato Joe Biden hanno espresso preoccupazioni verso il monopolio di Facebook.

«Non credo sia giusto che una società privata censuri i politici o le notizie in una democrazia», ​​aveva detto Zuckerberg nel suo discorso alla Georgetown University lo scorso17 ottobre, «Non lo facciamo non per aiutare i politici, ma perché pensiamo che la gente dovrebbe essere in grado di giudicare da sé ciò che i politici dicono». I due, insomma, sembrano essere tacitamente d’accordo di non pestarsi i piedi a vicenda, anche se Zuckerberg si è detto “inorridito” dalla retorica di Trump e ha recentemente criticato la reazione del presidente alle proteste scoppiate dopo la morte di George Floyd. La campagna elettorale, però, è ormai ufficialmente ripresa (non senza difficoltà), e per Trump Facebook rimane uno dei mezzi di propaganda più utili.

Articoli Suggeriti
Social Media Manager

Leggi anche ↓
Social Media Manager

Ripensare tutto

Le storie, le interviste, i personaggi del nuovo numero di Rivista Studio.

Il surreale identikit di uno degli autori dell’attentato a Darya Dugina diffuso dai servizi segreti russi

La Nasa è riuscita a registrare il rumore emesso da un buco nero

Un algoritmo per salvare il mondo

Come funziona Jigsaw, la divisione (poco conosciuta) di Google che sta cercando di mettere la potenza di calcolo digitale del motore di ricerca al servizio della democrazia, contro disinformazione, manipolazioni elettorali, radicalizzazioni e abusi.