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12:36 venerdì 20 marzo 2026
Steven Soderbergh sta per lanciare una app che racconta e spiega ogni singolo giorno di riprese de Lo squalo L'app comprenderà una saggio di 25 mila parole scritto da Soderbergh e tutti i dettagli possibili e immaginabili sulle riprese del capolavoro di Speilberg.
Gli impallinati di alieni sono convinti che gli Usa stiano per dire che gli alieni esistono perché il governo ha registrato il dominio aliens.gov Tutti quelli che non sono impallinati di alieni, invece, dicono che è solo un altro tentativo di Trump di distrarre l'opinione pubblica dagli Epstein Files.
Qualcuno si è inventato un traduttore che traduce qualsiasi cosa dici nella ridicola lingua tipica di LinkedIn Si chiama Kagi Translate e vi insegnerà come trasformare qualsiasi cosa vi succede sul lavoro in un «nuovo emozionante capitolo!».
Dopo averci investito 80 miliardi di dollari e averci guadagnato zero dollari, Zuckerberg ha chiuso il metaverso di Meta Quattro anni a ripetere che in futuro avremmo tutti vissuto in Horizon Worlds. Oggi Horizon Worlds non esiste più.
Per i 25 anni della saga si terrà un rave party a tema Signore degli Anelli in cui il dj sarà Elijah Wood, cioè Frodo Baggins Insieme all’attore Zach Cowie, suo partner nel duo Wooden Wisdom, Wood guiderà un «rave in pieno stile Terra di Mezzo» il prossimo 31 maggio.
Zendaya sarà la protagonista di tutti i film più attesi del 2026 Sette film in un anno, uno più atteso dell'altro: si inizia con The Drama l'1 aprile e si finisce a dicembre con Dune 3.
Tulsi Gabbard, la Direttrice dell’Intelligence Usa, ha detto che non c’è nessuna prova che l’Iran stesse costruendo una bomba atomica Contraddicendo apertamente Trump, che il 4 marzo aveva detto che «se non avessimo attaccato entro due settimane, avrebbero avuto l'atomica».
Elio Germano si è fatto un profilo Instagram solo per far campagna per il No al referendum sulla giustizia La “canzone” che Germano canticchia nel video riprende quella che cantava Gigi Proietti in uno spot per il no al referendum sul divorzio.

Perché Mark Zuckerberg ha incontrato segretamente Trump?

22 Giugno 2020

Lo scorso novembre, dopo un autunno in cui si era discusso molto del moderare o meno gli annunci politici su Facebook e sulle piattaforme social più in generale, si è diffusa la notizia che Mark Zuckerberg e Donald Trump avevano cenato insieme alla Casa bianca qualche tempo prima. Dell’incontro si sapeva molto poco: né chi lo avesse convocato, né di cosa si fosse discusso, né se era stato raggiunto un qualche tipo di accordo. A mesi di distanza, e una pandemia dopo, Ben Smith ha ricostruito sul New York Times alcuni particolari di quella cena, consultando ex dipendenti di Facebook e fonti interne alla Casa bianca.

Secondo la ricostruzione di Smith, l’incontro è stato abbastanza inusuale. L’iniziativa è stata presa da Jared Kushner, che ha fissato l’appuntamento per il 22 ottobre dopo aver saputo che Zuckerberg e sua moglie, Priscilla Chan, sarebbero stati a Washington per un’udienza sulle criptovalute a Capitol Hill. Una delle fonti di Smith ha detto che «La cena si è svolta nella Sala Blu al primo piano della Casa Bianca. La lista degli ospiti includeva Peter Thiel [membro del board di Facebook e sostenitore di Trump, ndr], e suo marito, Matt Danzeisen; Melania Trump, Kushner e Ivanka Trump. Il presidente è quello che ha parlato per la maggior parte del tempo. L’atmosfera era conviviale, ha detto un’altra persona che ha avuto un resoconto della cena. Il signor Trump ama i miliardari e le persone che gli sono utili, e Zuckerberg in questo momento è entrambe le cose». La domanda più impellente, naturalmente, è se i due abbiano raggiunto una sorta di accordo.

«Credo che abbiano un accordo», ha dichiarato Roger McNamee, uno dei primi investitori di Facebook che è diventato un feroce critico di Zuckerberg, che ha anche specificato si tratti di un accordo «probabilmente implicito piuttosto che esplicito». Come spiega Smith, infatti, Facebook vive con relativa tranquillità le politiche dell’amministrazione Trump verso le grandi aziende del tech, a differenza di Google e Amazon che sono nel mirino del presidente. Al momento dell’incontro, Elizabeth Warren rappresentava invece una seria minaccia e anche oggi che la senatrice non è più in lizza, anche politici decisamente più moderati come Nancy Pelosi o il candidato Joe Biden hanno espresso preoccupazioni verso il monopolio di Facebook.

«Non credo sia giusto che una società privata censuri i politici o le notizie in una democrazia», ​​aveva detto Zuckerberg nel suo discorso alla Georgetown University lo scorso17 ottobre, «Non lo facciamo non per aiutare i politici, ma perché pensiamo che la gente dovrebbe essere in grado di giudicare da sé ciò che i politici dicono». I due, insomma, sembrano essere tacitamente d’accordo di non pestarsi i piedi a vicenda, anche se Zuckerberg si è detto “inorridito” dalla retorica di Trump e ha recentemente criticato la reazione del presidente alle proteste scoppiate dopo la morte di George Floyd. La campagna elettorale, però, è ormai ufficialmente ripresa (non senza difficoltà), e per Trump Facebook rimane uno dei mezzi di propaganda più utili.

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