Hype ↓
03:17 giovedì 23 aprile 2026
ChatGPT è “indagato” nel caso di uno school shooting in Florida perché secondo gli inquirenti avrebbe contribuito all’organizzazione della strage Secondo l'accusa, l'imputato Phoenix Ikner avrebbe utilizzato il chatbot non solo come fonte di informazioni ma come un vero e proprio "consulente stragista".
Il Regno Unito vieterà la vendita di qualsiasi prodotto contenente nicotina ai nati dopo il 2009 per creare la prima generazione smoke free della storia Niente sigarette vere e proprie, niente sigarette elettroniche, niente nicotine pouch, niente di niente sarà accessibile a chi è nato dall'1 gennaio 2009 in poi.
Nel Diavolo Veste Prada 2 c’era anche Sydney Sweeney ma la sua parte è stata tagliata per una “scelta creativa” Il cameo dell'attrice, che doveva apparire nei panni di sé stessa, è stato cancellato. E, secondo molti, in questa decisione c'entrano gli scandali e la politica.
La giunta militare del Myanmar ha messo al bando gli assorbenti perché convinta che i ribelli li usino per fasciarsi le ferite Secondo le organizzazioni umanitarie, i militari pensano davvero che gli assorbenti vengano usati così perché probabilmente non ne hanno mai visto uno.
Pedro Pascal ha fatto causa a un liquore perché si chiama Pedro Piscal Il liquore in questione è un pisco, la più popolare bevanda alcolica del Cile, paese Natale di Pascal.
In Russia adesso le biografie di Bulgakov vengono vendute con un’etichetta che le definisce propaganda a favore della droga Sorte che però non è toccata solo a lui: l'etichetta verrà apposta anche sui libri di Pelevin, King, Palahniuk, Murakami e Steinbeck
La Cnn ha scoperto una vera e propria “accademia dello stupro” su internet, ma nonostante la denuncia nessuno l’ha chiusa Il sito contiene migliaia di video e foto di violenze, oltre a consigli e tutorial su come eseguirle e nasconderle. Ma, a quanto pare, le autorità non possono chiuderlo a causa di un cavillo.
Massive Attack, Kneecap, Brian Eno, Sigur Rós, Nadine Shah e altri mille artisti hanno chiesto di boicottare l’Eurovision se anche quest’anno a Israele sarà permesso di partecipare Hanno firmato una lettera aperta per boicottare la manifestazione, chiedendo l’esclusione immediata di Israele.

Cultura per alieni

Il "Voyager Golden Record" viene pubblicato e commercializzato per la prima volta. È il primo, ma non unico, tentativo di ridurre la civiltà umana a una compilation.

04 Dicembre 2017

È notizia di questi giorni che il celebre “Voyager Golden Record” verrà per la prima volta pubblicato e commercializzato. Per chi non lo sapesse, si tratta di un disco spedito nel 1977 al seguito delle missioni Voyager 1 e 2, le sonde mandate in esplorazione del sistema solare e poi dello spazio interstellare e oggi tuttora in viaggio. Un disco che conteneva una compilation con la musica che avrebbe dovuto rappresentare la civiltà umana e che adesso è lontanissimo e solitario; tutte e due le copie viaggiano su oggetti che stanno uscendo dal sistema solare. Nonostante l’ecumenismo spaziale di Carl Sagan – la grande mente dietro le missioni Voyager – è probabile che nessuno lo ascolterà mai. In compenso possiamo ordinare un box, che comprende due cd e un libretto, alla modica somma di 50 dollari. E forse è più giusto così.

Sono svariati i tentativi dell’uomo di comunicare attraverso suoni (o immagini) con altre civiltà ignote, ma a essere puntigliosi questi tentativi possono in realtà essere ascritti a due categorie: quelli più concentrati sull’effettiva comunicazione e quindi sul lancio nell’etere di forme più o meno complesse di linguaggio e altre che si rivelano alla fine piuttosto un mezzo attraverso cui l’uomo riflette su stesso e sul modo di riassumere la sua presenza sulla Terra. In quest’ultima si può inserire il progetto del 2012 di Trevor Paglen The Last Pictures. Dichiaratamente ispirato all’idea di Carl Sagan, si tratta in questo caso di una raccolta di immagini emblematiche della storia umana spedite in orbita su un satellite geostazionario. I satelliti resteranno con tutta probabilità l’ultima testimonianza della nostra civiltà, continuando a orbitare intorno al pianeta ben oltre i limiti della loro operatività, dunque nel momento in cui una missione extraterrestre dovesse arrivare fin qui, troverà quel satellite che, come si legge sul sito di Paglen, «diventerà una nave fantasma che trasporta The Last Pictures per l’eternità». Cosa meno perturbante ma forse più utile per noi, The Last Pictures è diventato un libro, che non solo contiene le immagini selezionate, ma dà conto di quali ragionamenti sono stati fatti intorno alla selezione di quelle stesse immagini.

gZAwYUS-1

Mentre il Guardian si chiede “Perché continuiamo a mandare musica nello spazio?“, commentando una recente iniziativa del Sonar, il noto festival di Barcellona, che ha spedito nella regione di un pianeta extra-solare una raffinata compilation di musica elettronica – il genere apparso più sensibile all’ispirazione spaziale (è quella che da umani immaginiamo possa essere la colonna sonora dell’universo) – trovo che la domanda fondamentale continui a essere quella relativa alla selezione. E cioè: se fossimo chiamati a scegliere cosa dire di noi umani, cosa sceglieremmo? Sul sito dell’etichetta che ha deciso di pubblicare il “Voyager Golden Record” attraverso una raccolta fondi su Kickstarter si legge che il disco è «un testamento del potenziale di scienza e arte che accende il senso dell’uomo per la curiosità e la meraviglia».

Più prosaicamente, come la stessa etichetta ricorda, il Voyager record è anche e soltanto una compilation, che contiene Beethoven, Mozart, Bach, Stravinskij, canti degli indiani Navajo o delle donne pigmee, e “Johnny B. Goode” di Chuck Berry come unico esempio di musica pop a noi più vicina. Una compilation che Anne Druyan, scrittrice e produttrice vedova di Sagan e parte di quel progetto, parlando con Time in occasione dei 40 anni della missione, ha definito «il nostro tentativo di creare un’Arca di Noè della cultura umana». Una grande responsabilità insomma, come del resto la stessa Druyan ammette.

La difficoltà della scelta è quella di misurarsi con un patrimonio culturale enorme e millenario cercando di restituire un’immagine sintetica. Ogni scelta deve sacrificarne un’altra. Venuti a contatto con una delle due sonde, gli alieni potrebbero per esempio ascoltare i canti delle donne pigmee, di cui poco o nulla sappiamo noi che viviamo in questo tempo a solo qualche migliaio di chilometri, e non venire a conoscenza di “Imagine”, le cui note sono conosciute a memoria da mezzo mondo. Il problema resta quella della quantità e della relativa impossibilità di ridurla. E tutto questo diventa al tempo stesso insensato e vertiginoso se guardiamo la famosa foto del “Blue Pale Dot”, scattata dallo stesso Voyager 1, che ci pone i di fronte all’evidenza che in realtà potremmo esser ridotti perfino a un minuscolo puntino sbiadito.

In evidenza: immagine del “Voyager Golden Record”. All’interno: il famoso scatto del Blue Pale Dot (la Terra vista come un puntino) realizzato dal Voyager 1.
Articoli Suggeriti
Durante i festeggiamenti per il 30esimo anniversario della serie è stato annunciato un nuovo anime di Evangelion

Nuova serie di cui non si sa assolutamente niente, ma questo non ha impedito alla macchina dell'hype di entrare in funzione.

Social Media Manager

Leggi anche ↓
Durante i festeggiamenti per il 30esimo anniversario della serie è stato annunciato un nuovo anime di Evangelion

Nuova serie di cui non si sa assolutamente niente, ma questo non ha impedito alla macchina dell'hype di entrare in funzione.

Social Media Manager

Ripensare tutto

Le storie, le interviste, i personaggi del nuovo numero di Rivista Studio.

Il surreale identikit di uno degli autori dell’attentato a Darya Dugina diffuso dai servizi segreti russi

La Nasa è riuscita a registrare il rumore emesso da un buco nero