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12:08 giovedì 17 settembre 2026
Macklemore ha donato tutti i soldi guadagnati nel tour di Ed Sheeran a organizzazioni umanitarie che aiutano i palestinesi Un milione di dollari a sei diverse organizzazioni umanitarie. «Una vita palestinese non vale meno di qualsiasi altra vita sulla Terra», ha detto.
JD Vance si è lanciato in un incredibile spiegone per dimostrare che Emily in Paris è la miglior serie di sempre e lo «Shakespeare della nostra epoca» Secondo il Vicepresidente la serie è «una grande critica culturale al processo decisionale dei Millennial».
Se sei l’erede di una grande dinastia della moda italiana e ti serve un direttore creativo per il tuo brand, chiami Dario Vitale Dopo l'esperienza da Versace, Dario Vitale diventa il primo creativo esterno ad assumere la guida di Emporio e degli accessori Giorgio Armani, segnando la prima vera svolta della maison dopo la scomparsa del fondatore.
Nonostante gli scienziati dicano che non funzionerà mai, diverse persone stanno pagando 200 mila euro a un’azienda australiana per far congelare i loro cadaveri nella speranza di essere resuscitati in futuro L'azienda si chiama Southern Cryonics, si trova a Holbrook, nel New Souther Wales, e ai suoi clienti propone "a chance of life extension".
Per salvare i suoi cittadini dal brainrot, Singapore ha deciso di pagarli per leggere almeno 15 minuti al giorno Quindici minuti valgono venti monete virtuali, per arrivare a un dollaro di Singapore ne servono mille, cioè cinquanta giorni di lettura.
Dopo che Ed Sheeran ha cacciato Macklemore dal suo tour per aver urlato Free Palestine dal palco, tutti i musicisti che lavoravano al tour lo hanno abbandonato per protesta Finneas O'Connel, Lukas Graham, Aaron Rowe e i Beoga si sono ritirati dal Loop Tour subito dopo la cacciata di Macklemore, in aperta polemica con Sheeran.
A quanto pare, il nuovo ayatollah Mojtaba Khamenei ha due grandi passioni: i film di Christopher Nolan e le startup tech Lo hanno detto il cognato e la suocera, parenti della moglie Zahra Haddad-Adel, uccisa nello stesso attacco in cui è morto il padre Ali, a diversi media vicini al regime.
Per la prima volta nella storia, e “grazie” agli Stati Uniti, ci sono armi anche nello spazio aperto Non esistono dettagli sul tipo di armi ma la US Space Force ha detto che «possono essere impiegate sia a scopo difensivo che offensivo».

La nuova campagna felliniana di Valentino

08 Ottobre 2024

Dopo l’atteso debutto durante la scorsa settimana della moda di Parigi, inizia lentamente a prendere forma il Valentino di Alessandro Michele. È la volta, infatti, della campagna per la pre-collezione “Avant les Débuts”, la stessa che Michele aveva presentato a sorpresa lo scorso giugno, diretta da Glen Luchford con la direzione di Christopher Simmonds. Dopo lo show di Parigi, Alessandro Michele aveva detto di essere entrato nella «casa di Valentino» consapevole del fatto che fosse piena di «cose difficili da approcciare, preziose ma fragilissime» e che il suo compito fosse quello di prendersene cura. Michele lo definisce «delicato passaggio di rivisitazione memoriale», necessario per re-immaginare Valentino e portarlo in una nuova era. La campagna parte perciò da palazzo Mignanelli, sede storica della Maison, e il cui portone diventa «il varco di accesso a una casa popolata da una umanità eccentrica, disinibita, eclettica. È un convivio dell’umano che celebra l’arte della festa», spiega sempre Michele.

Nel breve corto si incontrano artisti, attrici dal fascino eterno e magnetico, prelati grotteschi e le affascinanti eredi di una nobiltà ormai in declino: in una parola, Roma. Il direttore creativo dice di essersi ispirato, ovviamente, ai grandi classici del cinema italiano, utilizzando le parole che Federico Fellini indirizza ad Anna Magnani quando la congeda sul portone di casa al termine del film Roma. È notte, si sentono solo le campane di una chiesa e il calpestio dei passi sugli antichi ciottoli della città. La voce del regista accarezza affettuosamente l’attrice romana che viene celebrata come «il simbolo della città: una Roma vista come lupa e vestale, aristocratica e stracciona, tetra, buffonesca».

«Avevo bisogno di un linguaggio cinematografico per raccontare questa nuova casa. Un’estetica sospesa tra il neo-realismo di Luchino Visconti, il simbolismo visivo di Ingmar Bergman e il realismo magico di Federico Fellini. Cercavo una patina che rievocasse la Roma del cinema, con la sua aura e i suoi toni così iconici. Volevo che il risultato sembrasse davvero il frammento di un film in cui l’atmosfera dionisiaca di un baccanale dell’antica Roma rivivesse nello splendore degli anni Settanta, arrivando a contaminare il nostro presente. Un presente inattuale, disallineato, anacronistico e per questo estremamente contemporaneo», ha detto Michele, i cui omaggi non sono mai, però, pedissequi. La campagna è infatti attraversata da un’inquietudine di fondo che ci ricorda che quella è sì Roma, ma è la Roma di Alessandro Michele.

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