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09:07 domenica 25 gennaio 2026
Kim Jong-un che fissa le persone mentre fanno il bagno alle terme è già il miglior meme del 2026 Il leader supremo della Corea della Nord ha festeggiato l'inaugurazione di un nuovo Centro vacanze fissando le persone che facevano il bagno e la sauna.
Un giornale portoghese ha scambiato Dario Ballantini, l’imitatore di Valentino, per il vero Valentino Lo ha fatto Jornal Expresso, che ha poi rimosso il post, anche se lo stesso Ballantini ha ammesso che «la nostra somiglianza in passato ha confuso pure Calvin Klein».
Il trasferimento del Leoncavallo in via San Dionigi è saltato e adesso non si sa che ne sarà del centro sociale A cinque mesi dallo sgombero di via Watteau, l'ipotesi via San Dionigi è definitivamente tramontata e ora non si sa come procedere.
Oltre 800 artisti hanno lanciato un appello per chiedere che la repressione delle proteste in Iran sia trattata come un crimine contro l’umanità Tra i firmatari ci sono anche Shirin Neshat, Jafar Panahi Juliette Binoche, Marion Cotillard e Yorgos Lanthimos.
Arctic Monkeys, Pulp, Blur, Fontaines D.C., Depeche Mode, Cameron Winter, King Krule, Wet Leg, Anna Calvi: l’album Help 2 è il sogno realizzato degli amanti dell’indie E questi sono solo alcuni degli artisti e delle band riuniti dalla War Child Records per questo album di beneficenza che uscirà il 6 marzo.
Jeremy Strong è talmente fan di Karl Ove Knausgård che lo ha anche intervistato per Interview I due hanno parlato del nuovo romanzo di Knausgård ma soprattutto di quanto entrambi odino essere famosi.
A Davos gli Stati Uniti hanno presentato il piano per la costruzione di “New Gaza” ed è peggio delle peggiori aspettative Si è parlato molto di grattacieli e appartamenti di lusso affacciati sulla costa, molto poco, quasi per niente del futuro di istituzioni e popolo palestinese.
Cameron Winter dei Geese ha tenuto un concerto a sorpresa a un minuscolo evento di beneficenza per Gaza Si è esibito per 250 fortunati e ignari spettatori al Tv Eye di New York, presentandosi pure con un nome falso, Chet Chomsky.

La nuova campagna felliniana di Valentino

08 Ottobre 2024

Dopo l’atteso debutto durante la scorsa settimana della moda di Parigi, inizia lentamente a prendere forma il Valentino di Alessandro Michele. È la volta, infatti, della campagna per la pre-collezione “Avant les Débuts”, la stessa che Michele aveva presentato a sorpresa lo scorso giugno, diretta da Glen Luchford con la direzione di Christopher Simmonds. Dopo lo show di Parigi, Alessandro Michele aveva detto di essere entrato nella «casa di Valentino» consapevole del fatto che fosse piena di «cose difficili da approcciare, preziose ma fragilissime» e che il suo compito fosse quello di prendersene cura. Michele lo definisce «delicato passaggio di rivisitazione memoriale», necessario per re-immaginare Valentino e portarlo in una nuova era. La campagna parte perciò da palazzo Mignanelli, sede storica della Maison, e il cui portone diventa «il varco di accesso a una casa popolata da una umanità eccentrica, disinibita, eclettica. È un convivio dell’umano che celebra l’arte della festa», spiega sempre Michele.

Nel breve corto si incontrano artisti, attrici dal fascino eterno e magnetico, prelati grotteschi e le affascinanti eredi di una nobiltà ormai in declino: in una parola, Roma. Il direttore creativo dice di essersi ispirato, ovviamente, ai grandi classici del cinema italiano, utilizzando le parole che Federico Fellini indirizza ad Anna Magnani quando la congeda sul portone di casa al termine del film Roma. È notte, si sentono solo le campane di una chiesa e il calpestio dei passi sugli antichi ciottoli della città. La voce del regista accarezza affettuosamente l’attrice romana che viene celebrata come «il simbolo della città: una Roma vista come lupa e vestale, aristocratica e stracciona, tetra, buffonesca».

«Avevo bisogno di un linguaggio cinematografico per raccontare questa nuova casa. Un’estetica sospesa tra il neo-realismo di Luchino Visconti, il simbolismo visivo di Ingmar Bergman e il realismo magico di Federico Fellini. Cercavo una patina che rievocasse la Roma del cinema, con la sua aura e i suoi toni così iconici. Volevo che il risultato sembrasse davvero il frammento di un film in cui l’atmosfera dionisiaca di un baccanale dell’antica Roma rivivesse nello splendore degli anni Settanta, arrivando a contaminare il nostro presente. Un presente inattuale, disallineato, anacronistico e per questo estremamente contemporaneo», ha detto Michele, i cui omaggi non sono mai, però, pedissequi. La campagna è infatti attraversata da un’inquietudine di fondo che ci ricorda che quella è sì Roma, ma è la Roma di Alessandro Michele.

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