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03:14 sabato 18 aprile 2026
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Torneremo a usare i contanti, per colpa delle guerre in Medio Oriente Ma non è luddismo monetario: in un panorama segnato da minacce di blackout, attacchi informatici e tensioni internazionali, la scorta di contante domestico viene oggi promossa come il solo bunker finanziario.
Il Segretario della Guerra Pete Hegseth si rifiuta di ammettere di aver citato Pulp Fiction in una preghiera per i soldati americani in Iran, nonostante la sua preghiera fosse identica al monologo “Ezechiele 25:17” di Pulp Fiction E nonostante il fatto che tutti si siano accorti subito che stava citando il monologo "Ezechiele 25:17" di Pulp Fiction. Anche perché l'unica altra spiegazione possibile è che Hegseth non conosca i versetti della Bibbia che cita.
La coppia formata da Cameron Winter e Olivia Rodrigo è un enigma che nemmeno i social riescono a risolvere Cosa unisce la principessa del pop gen alpha con il cantante dei Geese? In attesa di capire se facciano davvero coppia, internet non sembra farsene una ragione.
Lana Del Rey ha fatto una canzone per 007 ma non tutti hanno capito che si tratta del videogioco e non del film Molti sono ancora confusi da "First Light": la canzone più bondiana di Lana Del Rey, che sembra la intro di un film di 007 ma un film non ce l'ha.
Le persone che si sono accaparrate i biglietti per le prime proiezioni di Dune 3 li stanno rivendendo su eBay a migliaia di dollari Su eBay si trovano biglietti per gli spettacoli in IMAX venduti al 1500 per cento del prezzo originale.
Il libro fotografico con le ragazze che imbracciano armi che compare in The Drama esiste davvero (più o meno) Si intitola Chicks with Guns, lo ha fatto la fotografa Lindsay McCrum ed è uscito nel 2011. Ed è molto, molto simile a quello che si vede nel film.
La prima canzone dei Massive Attack dopo quasi dieci anni è un pezzo contro la guerra fatto assieme a Tom Waits Si chiama Boots on the ground e parla di disordini che stanno avvenendo negli Usa, mescolando liriche belliche a immagini grottesche.

Il primo numero di Urbano Magazine

Dedicato alla cultura dell’urbanistica, il magazine nasce in occasione del centenario di Borio Mangiarotti, società di sviluppo immobiliare fondata a Milano nel 1920.

23 Dicembre 2020

Urbano è un nuovo magazine dedicato alla cultura dell’urbanistica. Nasce in occasione del centenario di Borio Mangiarotti, società di sviluppo immobiliare fondata a Milano nel 1920, che con la rivista intende raccontarsi ma soprattutto diffondere i valori in cui crede da sempre. I numeri di Urbano sono infatti concepiti come monografie, approfondimenti verticali di un soggetto specifico. Al tempo stesso, da ogni nucleo tematico emergono in filigrana delle questioni trasversali, che sono punti di osservazione possibili sul mondo urbano di oggi e di domani. “Milano 100 anni” è il titolo del primo numero di Urbano, consacrato all’ultimo secolo di storia del capoluogo lombardo. Gli editoriali sono firmati da alcuni protagonisti della città contemporanea: Edoardo De Albertis, Ceo di Borio Mangiarotti Spa.; Sonia Calzoni, fondatrice di Calzoni Architetti; Giuseppe Sala, sindaco di Milano; Luca Molinari, professore di storia dell’architettura. Le voci di un costruttore, di un architetto, di un politico e di un critico si combinano per inquadrare gli obiettivi di questa ricerca su Milano. Il cuore del magazine è “Milano 10×10”: 10 macrotemi analizzati negli ultimi 10 decenni di storia della città. Ci sono così: gli eventi, le mappe, gli artisti, gli interni domestici, i progettisti, i cantieri, i materiali, le riviste, gli spazi simbolo, i palazzi. La sovrabbondanza d’informazioni disponibili sulla storia della città è organizzata da questa griglia d’indagine rigorosa, che orienta la selezione critica a cura degli autori.

Lungo le pagine di “Milano 10×10”, i termini “urbano” e “costruzione” si fanno tridimensionali. Urbane sono le case borghesi. Urbani sono i rivestimenti di facciata, le cui campiture si stratificano nel paesaggio della città. Urbano, infine, è il territorio disegnato nelle dieci mappe, che si traducono più o meno direttamente nella costruzione materiale della metropoli. A quest’ultima contribuiscono progettisti d’eccezione, ma anche i migliori costruttori, protagonisti di cantieri ogni volta all’avanguardia della propria epoca. Ne risultano edifici di ogni stile e tipologia, che oggi affollano le storie dell’architettura. Si delineano i contorni di una cultura urbana squisitamente milanese.

In “Milano 10×10” la conoscenza specialistica della città è rappresentata da una selezione di dieci numeri monografici di riviste, che hanno fornito un contributo storico, teorico o critico sulle sue trasformazioni: si va dalle collezioni come Le cento città illustrate del 1924, al magazine di Atm degli anni ’30, dedicato alle arterie urbane; al numero di Metron sul quartiere sperimentale della Triennale di Milano; a Urbanistica, a Casabella che nel 1977 dedicò un numero all’appartamento in città, ma ci sono anche Abitare, Hinterland, Bell’Italia, Lotus, Domus. Cultura urbana milanese è anche quel- la delle ambientazioni raccontate da scrittori, registi e poeti: Dino Buzzati, Andrea Pinketts, Alda Merini, per fare alcuni nomi. E ancora quelle delle icone, spazi e oggetti che l’immaginario popolare ha elevato a simboli di Milano: dal “panettone” di Enzo Mari a Fondazione Prada.

I contenuti di “Milano 10×10” sono continuamente rimescolati secondo gli obiettivi, le memorie e i capricci del lettore. L’impossibile Casa Blu di Nanda Vigo e i curtain wall azzurrati degli uffici degli anni ’80 e ’90; la mappa della rete metropolitana trasformatasi in un’infrastruttura reale, e il viadotto della Ghisolfa immaginato da Giovanni Testori; il grattacielo Pirelli che fu icona del boom degli anni ’50 e ’60, e il Milano Boom presentato da Lotus nel 2007; giganti dell’architettura come Figini Pollini, cantieri giganti di Borio Mangiarotti, ad esempio nello stabilimento Pirelli alla Bicocca, ed edifici giganti soprattutto per il loro valore culturale, come la Casa di abitazione in piazza Duse di Gigiotti Zanini: sono tutte epifanie della cultura urbana di una città che si estende non in tre dimensioni, ma verso infinite direzioni spazio-temporali.

Urbano n°1 si chiude con la sezione “Toolbox”, concepita come una cassetta degli attrezzi, strumenti concettuali e pratici per l’analisi e il progetto dei territori urbani contemporanei. Ai contributi sulla sostenibilità (a firma di Mario Cucinella), sulla cultura dell’abitare (dalle capanne ad oggi, e approfondita attraverso un elogio delle riviste-manifesto sul tema specifico dell’affaccio), all’innovazione dell’affordable housing di Planet Smart City, si aggiungono il dialogo tra Regina De Albertis e Renata Mangiarotti e il portfolio d’immagini realizzato dal collettivo di architetti-fotografi Urban Reports. Urbano n°1 è una monografia su cent’anni di storia di Milano, ma è anche la prima uscita di una rivista che vuole investigare le questioni più attuali del mondo delle costruzioni, dell’architettura e dell’urbanistica dei nostri giorni.

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