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19:46 lunedì 23 febbraio 2026
Durante i festeggiamenti per il 30esimo anniversario della serie è stato annunciato un nuovo anime di Evangelion Nuova serie di cui non si sa assolutamente niente, ma questo non ha impedito alla macchina dell'hype di entrare in funzione.
Alla cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici di Milano Cortina, Ilia Malinin si è esibito indossando dei jeans Balmain da 1100 dollari Il pezzo era abbinato a una felpa del rapper NF: nel suo insieme, il look sembrava suggerire una riflessione sulla salute mentale nello sport.
Giorgia Meloni ha dovuto pubblicare un comunicato stampa ufficiale per smentire le voci di una sua partecipazione a Sanremo È stata costretta a farlo perché da giorni questa voce circolava insistentemente, tanto che i giornalisti hanno anche chiesto a Carlo Conti se fosse vera.
La cosa più discussa dei BAFTA non sono stati i film né i premi ma le censure riuscite e fallite della BBC Un insulto razzista non è stato rimosso dalla differita della cerimonia, un "Free Palestine" e una battuta su Trump sono invece sparite. Non è chiaro il metodo applicato dall'emittente.
A giudicare dalle vendite, dopo il ritorno dei vinili potrebbe essere arrivato il momento del ritorno dei cd I numeri sono in crescita negli Usa, in UK e anche in Italia: c'entrano collezionismo e nostalgia, ma pure il desiderio di "possedere" la musica che si ama, soprattutto per i più giovani.
Dopo 13 anni, l’episodio “Ozymandias” di Breaking Bad ha perso il suo 10/10 su IMDb per colpa di una guerra tra il fandom di Breaking Bad e quello di Game of Thrones Era l'unico episodio di una serie tv ad aver mai raggiunto quel traguardo. Che ora è andato perso per colpa della "bellicosità" del suo fandom.
Reynisfjara, la famosissima “spiaggia nera” in Islanda, è stata praticamente distrutta da una mareggiata Il vento e le onde hanno causato il crollo di una grande scogliera: al momento, l'accesso alla spiaggia è impossibile (oltre che vietato).
Bad Bunny avrà il suo primo ruolo da attore protagonista in un film che si intitola Porto Rico, che parla di Porto Rico e che è diretto da un regista di Porto Rico Il cast principale include anche Viggo Mortensen, Edward Norton e Javier Bardem, con Alejandro G. Iñárritu a fare da produttore esecutivo.

Uomini in braghe(tte) di tela

02 Maggio 2011

L’ultimo bermuda disegnato da Riccardo Tisci aveva dei ferocissimi musi di Rottweiler stampati come fossero margherite. Raf Simons invece puntava al concetto liberatorio di Holden Caufield così ha tagliato le braghette della divisa e le ha abbinate a pullover con scritta “Dead Prince College”. A fine show SS 2011 i presupposti per vedere uomini normalissimi e non ex collegiali temerari latitavano. Premesso che sono solo cinque i mesi in cui è concesso e piacevolmente atteso il momento in cui quasi tutti i maschi tornano a dimostrare gli anni del catechismo con bermuda cinque tasche, senza per questo sembrare dei collegiali scappati di casa, la stagione vista in show rischiava di portare una certa confusione. E perdere quel trittico perfetto che continua a stare bene solo agli uomini: bermuda khaki, t shirt grigia, pullover blu- è alto.

E’ un attentato evitabile, per quanto la tentazione del vintage e delle stampe possa toccare anche insospettabili Sebagisti che di ritorno da un viaggio a Berlino prendono e tagliano alla bella e meglio pantaloni di jersey da culturista comprati per pochi euro (anche se la tentazione di regalare un paio di Insight stampa cashmere sbiadita tagliati a vivo è alta, e se vi stanno bene questi sono un gioiellino da weekend). Il trittico dicevamo è un pilastro del proprio benessere, sia mai che a qualcuno sfugga l’assioma per cui il basico non è mai così scontato. Per cui passata la sbronza per bermuda sartoriali (con annesse stampe) che stanno bene solo agli over sessanta il canto delle Sirene riporta al formale che più formale non si può. Rubacchiato a JFK in barca, inspiegabilmente perfetto sugli skater che conquistano Shanghai, il classico cinque tasche khaki è una delle più belle invenzioni da uomo. Ma non per questo è una scelta ovvia. E facile.

Le sottosezioni del caso si districano tra cultori, talebani ed ereditieri. Il cultore del buon tessuto sceglie la tela creata con amore e che fitta come se fosse cucita addosso, esempio su tutti i bermuda Incotex, praticamente la scelta obbligata per chi li ha in versione lunga blu/beige/nera e li mette full season. Per la stagione è previsto una tinta ciliegia molto Jil Sander, ma siamo sinceri difficili essere pronti a invertire la sacra legge del pull blu e t-shirt grigia a corredo del tutto.

Il talebano non sente giustificazioni di prezzo e di novità, la fede a un brand come Supreme ti permette di concederti il look da buon borghese (girocollo a coste blu, di quelli a cui le maniche si allungano di metri) anche quando di nascosto continui ad andare in skate. Per la serie come superare il trauma di non essere più teen e sembrare un buon Dead Prince College (vedi sopra). Look da non contaminare con altro per nessuna ragione al mondo.

E poi ci sono loro, quelli che hanno capito quasi tutto e che ci arrivano in leggerezza: gli ereditieri degli armadi di zii poco più grandi di loro, incapaci di abbandonare i vestiti da-casa-al-mare e che a settembre con naso ancora scottato dal sole tornano in città con bermuda Avirex o Dockers, un po’ sformati e sbiaditi dal sale, t-shirt grigia di un concerto dei Police mai visto e pull infeltrito di Ralph Lauren che non comprerebbero mai.

Un tris di esempi che serve per tutti quelli che si ostinano a non passare alla versione estiva delle cose (al denim no, a meno che non siate dei sedicenti falegnami che si sono sbrindellati il 501 e non dovete pedalare in campagna). Che fanno tenerezza perché animati da complessi incomprensibili se accostati alle amenità/oscenità partorite da menti femminili. Che non indossano il bermuda perché ancora sconvolti dalle troppe sessioni di scoutismo e dal ginocchio rimasto blu dal freddo, dal fatto che a metà coscia si chiama “bermuda da bagno” e che la mezza misura non ha nome e tanto vale portarli lunghi, che poi non sanno che scarpe abbinare e che si sentono immediatamente troppo (in)formali per capire a che punto della giornata metterli davvero. E poi anche quelli che trovano di avere delle gambe davvero brutte. A qualsiasi latitudine del mondo ritrovare il trittico perfetto è una delle più belle sensazioni. Siateci.

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