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13:30 giovedì 12 febbraio 2026
Su YouTube si terrà una maratona dedicata a Umberto Eco, per festeggiare la fine dei 10 anni di silenzio su di lui chiesti dallo scrittore nel suo testamento L'evento si terrà in diretta streaming sui canali YouTube della Fondazione Umberto Eco e della Fondazione Bottega Finzioni Ets, con inizio alle 12 del 18 febbraio, ora italiana.
Pur di costringerle a usare la sua app di messaggistica, il governo russo ha improvvisamente impedito l’accesso a Whatsapp a 100 milioni di persone Tutto pur di costringere i russi a iscriversi a Max, una app molto simile a Whatsapp ma controllata dal governo stesso, ovviamente.
Google ha emesso un’obbligazione che gli investitori potranno incassare tra 100 anni, se saranno ancora vivi A quanto pare, era l'unica maniera di trovare tutti i soldi che l'azienda vuole investire nello sviluppo dell'intelligenza artificiale.
Il Partito Liberale Democratico di Sanae Takaichi ha preso così tanti voti che non ha abbastanza deputati per occupare tutti i seggi vinti, quindi ne ha dovuti “regalare” un po’ agli altri partiti La vittoria è stata così larga che a un certo punto si sono accorti che non avevano più deputati da mandare alla Camera.
Alla Tate Modern di Londra sta per aprire la più grande mostra mai dedicata a Tracey Emin Concepita in stretta collaborazione con l’artista, A Second Life ripercorre 40 di carriera e riunisce più di 90 opere, alcune mai esposte prima.
C’è una nuova piattaforma streaming su cui vedere centinaia di classici, legalmente, gratuitamente e senza pubblicità Si chiama WikiFlix e riunisce più di 4000 lungometraggi, cartoni animati e cortometraggi, sia famosissimi che sconosciuti.
Trump ha fatto rimuovere la bandiera Lgbtq+ dal monumento di Stonewall, il luogo in cui è nato il movimento Lgtbtq+ Il governo ha poi spiegato che le uniche bandiere consentite nei pubblici monumenti sono quelle che «esprimono la posizione ufficiale» del governo.
La pergamena lunga 36 metri sulla quale Jack Kerouac scrisse la prima stesura di Sulla strada andrà all’asta La basa d'asta è fissata a due milioni e mezzo di dollari, per un oggetto diventato quasi leggendario tra gli appassionati di letteratura americana.

Uomini in braghe(tte) di tela

02 Maggio 2011

L’ultimo bermuda disegnato da Riccardo Tisci aveva dei ferocissimi musi di Rottweiler stampati come fossero margherite. Raf Simons invece puntava al concetto liberatorio di Holden Caufield così ha tagliato le braghette della divisa e le ha abbinate a pullover con scritta “Dead Prince College”. A fine show SS 2011 i presupposti per vedere uomini normalissimi e non ex collegiali temerari latitavano. Premesso che sono solo cinque i mesi in cui è concesso e piacevolmente atteso il momento in cui quasi tutti i maschi tornano a dimostrare gli anni del catechismo con bermuda cinque tasche, senza per questo sembrare dei collegiali scappati di casa, la stagione vista in show rischiava di portare una certa confusione. E perdere quel trittico perfetto che continua a stare bene solo agli uomini: bermuda khaki, t shirt grigia, pullover blu- è alto.

E’ un attentato evitabile, per quanto la tentazione del vintage e delle stampe possa toccare anche insospettabili Sebagisti che di ritorno da un viaggio a Berlino prendono e tagliano alla bella e meglio pantaloni di jersey da culturista comprati per pochi euro (anche se la tentazione di regalare un paio di Insight stampa cashmere sbiadita tagliati a vivo è alta, e se vi stanno bene questi sono un gioiellino da weekend). Il trittico dicevamo è un pilastro del proprio benessere, sia mai che a qualcuno sfugga l’assioma per cui il basico non è mai così scontato. Per cui passata la sbronza per bermuda sartoriali (con annesse stampe) che stanno bene solo agli over sessanta il canto delle Sirene riporta al formale che più formale non si può. Rubacchiato a JFK in barca, inspiegabilmente perfetto sugli skater che conquistano Shanghai, il classico cinque tasche khaki è una delle più belle invenzioni da uomo. Ma non per questo è una scelta ovvia. E facile.

Le sottosezioni del caso si districano tra cultori, talebani ed ereditieri. Il cultore del buon tessuto sceglie la tela creata con amore e che fitta come se fosse cucita addosso, esempio su tutti i bermuda Incotex, praticamente la scelta obbligata per chi li ha in versione lunga blu/beige/nera e li mette full season. Per la stagione è previsto una tinta ciliegia molto Jil Sander, ma siamo sinceri difficili essere pronti a invertire la sacra legge del pull blu e t-shirt grigia a corredo del tutto.

Il talebano non sente giustificazioni di prezzo e di novità, la fede a un brand come Supreme ti permette di concederti il look da buon borghese (girocollo a coste blu, di quelli a cui le maniche si allungano di metri) anche quando di nascosto continui ad andare in skate. Per la serie come superare il trauma di non essere più teen e sembrare un buon Dead Prince College (vedi sopra). Look da non contaminare con altro per nessuna ragione al mondo.

E poi ci sono loro, quelli che hanno capito quasi tutto e che ci arrivano in leggerezza: gli ereditieri degli armadi di zii poco più grandi di loro, incapaci di abbandonare i vestiti da-casa-al-mare e che a settembre con naso ancora scottato dal sole tornano in città con bermuda Avirex o Dockers, un po’ sformati e sbiaditi dal sale, t-shirt grigia di un concerto dei Police mai visto e pull infeltrito di Ralph Lauren che non comprerebbero mai.

Un tris di esempi che serve per tutti quelli che si ostinano a non passare alla versione estiva delle cose (al denim no, a meno che non siate dei sedicenti falegnami che si sono sbrindellati il 501 e non dovete pedalare in campagna). Che fanno tenerezza perché animati da complessi incomprensibili se accostati alle amenità/oscenità partorite da menti femminili. Che non indossano il bermuda perché ancora sconvolti dalle troppe sessioni di scoutismo e dal ginocchio rimasto blu dal freddo, dal fatto che a metà coscia si chiama “bermuda da bagno” e che la mezza misura non ha nome e tanto vale portarli lunghi, che poi non sanno che scarpe abbinare e che si sentono immediatamente troppo (in)formali per capire a che punto della giornata metterli davvero. E poi anche quelli che trovano di avere delle gambe davvero brutte. A qualsiasi latitudine del mondo ritrovare il trittico perfetto è una delle più belle sensazioni. Siateci.

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