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14:39 lunedì 5 ottobre 2026
Bernie Sanders che “apre” il concerto degli Strokes a New York è certamente uno dei crossover più strani e divertenti di sempre È successo venerdì 2 ottobre, a Flushing Meadows. Sanders si era pure proposto per cantare un paio di canzoni, ma poi ci ha ripensato.
Pedro Sanchez è il primo Presidente del Consiglio al mondo che si dimette e fa cadere il suo stesso governo a causa della crisi abitativa L'ormai ex Primo Ministro ha convocato elezioni anticipate per il 29 novembre e ha ammesso che il suo governo non è riuscito a fare tutto ciò che avrebbe voluto e dovuto.
Per smaltire dei robot umanoidi ormai vecchi e obsoleti, un’azienda li ha addestrati a buttarsi nell’acciaio fuso Se state pensando a quella scena di Terminator 2, è perché l'idea è tratta proprio da quella scena di Terminator 2.
Ci sono così tante stroncature di Digger che i produttori le stanno usando nella campagna promozionale del film (e per dire che i critici non ci hanno capito niente) Una trovata che non si è rivelata granché efficace: il film ha incassato solo 8 milioni di dollari negli Usa ed è già considerato il peggior flop della carriera di Tom Cruise.
Per la prima volta nella storia, il caffè è stato coltivato e raccolto interamente in Italia. E sì, c’entra il riscaldamento globale Dopo un secolo di tentativi falliti, c'è riuscita una famiglia di torrefattori di Palermo. È un'ulteriore prova della tropicalizzazione dell'agricoltura italiana.
Le case editrici e le tipografie ucraine sono diventate uno degli obiettivi più colpiti dall’esercito russo Una vera e propria strategia, ormai. Tanto che in questi attacchi è andato distrutto un terzo dei libri stampati in Ucraina nel corso dell'anno.
È uscito un videogioco in cui l’unica cosa da fare è andare a un rave illegale e ballare tutta la notte Si chiama Afters, è gratuito e lo ha realizzato un game designer a cui l'idea è venuta dopo una notte passata tutta a ballare a un rave illegale.
La cosa incredibile di questa crisi energetica è che tutti sapevano che prima o poi sarebbe arrivata, perché tutti sapevano che le scorte di petrolio prima o poi sarebbero finite Ed evidentemente nessuno è riuscito a fare nulla per evitare lo scenario peggiore. Che è quello che stiamo vivendo in questi giorni.

Umberto Pizzi ha pubblicato parte del suo leggendario archivio fotografico sul suo sito personale, aperto e gratuito per tutti

È morto oggi, a 88 anni, uno dei più famosi fotografi della storia d'Italia, reporter di guerra, paparazzo gentiluomo e anima del Cafonal di Dagospia.

29 Settembre 2026

Negli anni Sessanta inseguiva Liz Taylor e Richard Burton per Roma a bordo di un maggiolino e ai divi di Hollywood dava del tu. Umberto Pizzi è morto oggi, 29 settembre. Era nato a Zagarolo, alle porte di Roma, il 7 ottobre 1937, e tra otto giorni avrebbe compiuto 89 anni. Prima di via Veneto era stato fotoreporter di guerra per la FAO in Iran, Iraq, Turchia, Siria e Giordania, dove aveva fotografato anche i bambini soldato con il fucile in mano. Poi erano arrivati la Dolce Vita, il mestiere di paparazzo e le foto pubblicate su Time, People e il Sunday Express Magazine. Lo chiamavano il “paparazzo gentiluomo” perché per strappare uno scatto non cercava mai lo scontro fisico, al contrario dei suoi colleghi (primo tra tutti l’amico e Rino Barillari, famoso per le sue 170 serate finite con una visita al più vicino pronto soccorso).

Il suo nome però è rimasto legato soprattutto ai Cafonal (la rubrica fotografica di Dagospia che mostrava i vizi, l’ostentazione e la pacchianeria della classe dirigente e dello star system italiani). Negli anni Duemila, sul sito di Roberto D’Agostino, le sue foto delle feste e dei salotti romani hanno finito per coincidere con quella parola, e ne sono nati due libri, Cafonal e Ultracafonal. Un terzo, disse a Panorama quando lasciò il sito, sarebbe stato superfluo. Diceva che a quel punto un’epoca era finita, perché era «iniziata l’era della sobrietà montiana e l’incubo della Guardia di Finanza». Nella stessa intervista sosteneva che a fare il paparazzo, a Roma, erano rimasti in due, lui e suo fratello Mario. Si definiva un fotografo antropologo e il suo archivio in effetti va molto oltre i divi: scrittori, intellettuali, imprenditori, finanzieri, l’aristocrazia romana, la Prima Repubblica, la discesa in campo di Berlusconi.

Negli ultimi anni usciva ancora tutti i giorni in scooter, con la macchina fotografica al collo. Per il Fatto Quotidiano curava un portfolio settimanale con Fabrizio D’Esposito, sul quotidiano e sul mensile Millennium, e la rubrica video Pizzi e Merletti, e quest’anno Rai Cultura gli ha dedicato un documentario, Profumo di Pizzi, costruita sulle sue foto e sui suoi ricordi. Una parte del suo archivio (piccola ma preziosissima) la si può consultare gratuitamente sul suo sito. I nomi delle raccolte in cui ha riunito le fotografie sono quanto di più Umberto Pizzi ci sia. Riportiamo qui solo i nostri preferiti CENA DI NATALE A CASA DI MARIA ANGIOLILLO ROMA 2002, FESTA IN MASCHERA “LA MIA AFRICA” ORGANIZZATA DA MARILU’ GAETANI LOVATELLI ROMA 2005, I 18 ANNI DI ELISABETTA DE BALKANY – VENEZIA 1990. Questi sono quelli con il titolo lungo, poi ci sono quelli, pieni di vecchie fotografie, con il titolo cortissimo: MATRIMONI, REPORTAGE, MOSTRE, POLITICA. Infine, c’è una sola galleria che porta il nome della persona ritratta nelle foto: SILVIO BERLUSCONI, ovviamente.

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