Anche se avrebbero il guardaroba perfetto per essere considerate tali.
Il regista di No Other Land Basel Adra ha lanciato un brand di sneaker assieme a sua mamma e sta andando benissimo
Sono le sneaker che indossava mentre riceva il premio Oscar, realizzate con il tatreez, il ricamo punto e croce tradizionale palestinese.
Sul palco degli Oscar, mentre ritirava la statuetta per No Other Land insieme a Yuval Abraham, Hamdan Ballal eRachel Szor, Basel Adra aveva ai piedi un paio di sneaker con i pannelli ricamati a punto croce. Il modello si chiama Haifa e lo produce Resolute RGL, l’azienda che il regista e giornalista palestinese ha fondato nel marzo del 2025 con la madre Kifah, artigiana e da anni alla guida della Women’s Weaving Cooperative di Masafer Yatta, in Cisgiordania. La campagna su Kickstarter era partita per terminare durante la notte della cerimonia. Quella notte il progetto è diventato virale. Il ricamo è il tatreez, un’arte che le donne che vivono tra le colline a sud di Hebron si tramandano da 3 mila anni, fatta di decorazioni di stelle, cipressi, una tavolozza di marroni, blu e rossi che richiama il paesaggio mediterraneo. Le bambine cominciano a impararlo quando compiono 10 anni, come rito di passaggio. La sneaker, hanno spiegato i fondatori a Fast Company, serviva a portare quel ricamo fuori dal mercato dei manufatti tradizionali e dentro un oggetto da mettersi tutti i giorni. Prossimamente usciranno anche sandali e Mary Jane.
La cooperativa Kifah Adra l’ha fondata nel 2003 con altre tre donne, in una zona dove l’occupazione militare israeliana limita gli spostamenti e impedisce di costruire scuole e università, e dove per una donna le alternative a questo tipo di lavori sono davvero poche. Per anni Adra ha venduto abiti, arazzi e oggetti per la casa agli attivisti, ai volontari stranieri e ai ricercatori di passaggio. Poi i blocchi dell’Idf si sono intensificati, muoversi è diventato pericoloso e i visitatori hanno smesso di arrivare. A quel punto suo figlio e dei suoi amici e soci hanno deciso di far arrivare il necessario per ricamare a chi non poteva più venire a comprarlo. I materiali e i fili arrivano direttamente a casa delle artigiane, che così non devono rischiare la vita uscendo per strada. Il lavoro si fa la sera, mentre i figli studiano. Per creare i ricami di un paio di scarpe servono dalle 14 alle 24 ore di cucito a mano. Poi i pannelli attraversano i checkpoint e arrivano in Portogallo, dove le fabbriche partner del progetto li montano su pelle e scamosciato. Ogni paio in più è un pannello in più che deve passare un posto di blocco.
I numeri li ha forniti Business of Fashion: più di 6 mila paia vendute nel 2025, per circa un milione di dollari di ricavi. Dopo il Kickstarter da 250 mila dollari, nella primavera del 2026 sono arrivati un milione e 270 mila dollari di investimenti, che servono a comprare più materiali, produrre di più e consegnare prima (i tempi sono già scesi da dieci settimane a quattro). Da aprile la cooperativa è passata da 43 a 253 lavoratrici, e i fondatori puntano a produrre 30 mila paia entro la metà del 2027 (il prezzo delle scarpe va dai 180 ai 360 dollari). Fin qui a vendere le scarpe sono stati la storia del marchio, i social e sostenitori come Natalie Portman, Mark Ruffalo e Cynthia Nixon. Adesso ci sono i pop up di New York, uno nel Lower East Side e uno alle Nazioni Unite durante l’appena terminata Climate Week (20-27 settembre), a dicembre toccherà a Parigi.