Lo ha annunciato la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen con un post su X, diventato un instant classic dei meme sulla burocrazia europea.
L’Ucraina aiuterà gli Stati Uniti ad abbattere i droni iraniani perché sa già come si fa visto che sono gli stessi droni che usa la Russia
Non c'è un esercito in Europa, e forse nel mondo, che conosca i famigerati droni Shahed come li conosce l'esercito ucraino.
La somiglianza tra i droni che da quattro colpiscono le città ucraine e quelli utilizzati dall’Iran in questi giorni è così evidente che l’Ucraina ha offerto agli Stati Uniti – e a tutti coloro che ne avessero bisogno – una mano per abbatterli. A dichiararlo è stato lo stesso Presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy che nella serata di mercoledì 6 marzo ha detto di aver parlato con i leader di Emirati Arabi Uniti, Qatar, Bahrein, Giordania e Kuwait in merito a una possibile cooperazione. Tuttavia, l’assistenza ucraina nella lotta contro i droni iraniani sarà fornita solo se non indebolirà le difese dell’Ucraina stessa e se rafforzerà gli sforzi diplomatici di Kiev per fermare l’invasione russa. Trump in un’intervista concessa a Reuters ha dichiarato che: «Certamente accetterò qualsiasi aiuto da qualsiasi Paese».
In quattro anni di conflitto l’Ucraina sia diventata anche un laboratorio per la difesa europea e occidentale. Gli ingegneri ucraini hanno aperto la strada per la produzione e sviluppo di apparecchiature a basso costo (circa un migliaio di dollari per unità) per abbattere i droni, riscrivendo le regole della difesa aerea e attirando l’interesse di molti altri Paesi. Tra queste apparecchiature, gli ucraini hanno sviluppato droni intercettori progettati specificamente per cacciare e distruggere gli Shahed (che sono proprio i droni prodotti e impiegati dall’Iran). Come riporta il Guardian, il capo della Commissione per gli Affari esteri del Parlamento ucraino, Oleksandr Merezhko, ha spiegato che «Russia e Iran sono stretti alleati che agiscono di concerto: l’Iran fornisce armi e la Russia aiuta l’Iran a sviluppare la sua industria della difesa».
I Paesi europei hanno ricevuto il primo campanello d’allarme nel settembre dello scorso anno sulla mutata natura della difesa aerea quando la Polonia ha mobilitato risorse militari multimilionarie, tra cui caccia F-35 e F-16 ed elicotteri Black Hawk, in risposta alle violazioni dello spazio aereo da parte di droni a basso costo (basti pensare che un drone Shahed costa circa 50 mila dollari, mentre armare e far volare un F-35 costa diversi milioni). Zelenskyy ha annunciato all’inizio di quest’anno che l’Ucraina avrebbe iniziato a vendere anche ai Paesi alleati i sistemi collaudati in battaglia.
Da quando è iniziato l'attacco di Usa e Israele all'Iran, non c'è stata una dichiarazione, un'intervista, un comunicato che abbia chiarito quale sia l'obiettivo, come raggiungerlo e quando. Più che arte della guerra, sembra si stia praticando quella dell'improvvisazione.