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L’Iran ha dovuto rimandare a data da destinarsi i funerali dell’ayatollah Khamenei perché nessuno ha tempo di organizzarli

Le ragioni sono principalmente due: i bombardamenti di Usa e Israele continuano e il regime è tutto impegnato nella controffensiva.

05 Marzo 2026

Dopo la morte di Ali Khamenei, ciò che rimane del governo ha indetto tre giorni di lutto per poter celebrare i funerali dell’ayatollah. I funerali avrebbero dovuto tenersi a partire dal 4 marzo, nella moschea di Grand Mosalla di Tehran, dove si tiene, tra le altre cose, il jāmeh, la preghiera del venerdì. Al momento, però, è tutto rimandato a data da destinarsi perché i bombardamenti di Stati Uniti e Israele continuano senza sosta e la controffensiva sta impiegando tutte le energie, tutte le risorse e tutto il tempo a disposizione del regime. Il motivo fondamentale per il quale il funerale è stato rimandato è che non sarebbe possibile garantire l’incolumità dei «moltissimi partecipanti», come spiega il capo del Consiglio di coordinamento della propaganda islamica della provincia di Teheran all’agenzia di stampa integralista Tasnim.

Il rinvio dei funerali, come spiega Seyyed Mohsen Mahmoudi è dovuto «all’elevato numero di richieste di partecipazione alla cerimonia e alla necessità di fornire strutture adeguate ad accogliere le persone». Nel frattempo, come scrive Bbc, il segretario alla Guerra statunitense Pete Hegseth ha dichiarato che un sottomarino statunitense ha affondato una fregata della marina iraniana nell’Oceano Indiano al largo delle coste dello Sri Lanka. «La nave da guerra iraniana pensava di essere al sicuro nelle acque internazionali. Invece, è stata affondata da un siluro. Una morte silenziosa», ha detto ai giornalisti. Hegseth ha anche affermato che le forze statunitensi e israeliane avrebbero ottenuto la totale superiorità aerea sull’Iran nel giro di pochi giorni e avrebbero presto controllato il Paese. «Questa non è mai stata una lotta leale, non lo è. Ci stiamo accanendo su di loro mentre sono a terra» ha dichiarato il segretario della Guerra.

Una cosa che, invece, il regime iraniano non può rimandare è la scelta della prossima guida suprema. L’organo che se ne sta occupando è l’Assemblea degli Esperti, un consiglio composto da 88 membri (che andrebbero eletti ogni 8 anni dal popolo ma, sotto Khamenei, sono sempre stati decisi da lui). Uno dei membri di questa assemblea, l’ayatollah Ahmad Khatami, ha dichiarato alla televisione di Stato iraniana che i candidati sono già stati scelti. Due fonti sentite da Reuters hanno dichiarato che il favorito per la successione sarebbe uno dei figli di Khamenei, Mojtaba. Anche nella Repubblica islamica, dunque, esistono e trionfano i nepo baby.

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