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21:34 lunedì 23 marzo 2026
Paul Thomas Anderson avrebbe riscritto la sceneggiatura del nuovo film di Scorsese per fare un favore a DiCaprio, e non è la prima volta che succede Era già successo con Killers of the Flower Moon, adesso la storia si ripete con il nuovo film di Scorsese, What Happens at Night. Sempre su richiesta (insistente) di Leo.
Dopo Bad Bunny e John Galliano, Zara fa la tripletta lanciando una collezione fatta assieme a Willy Chavarria La collezione si chiama Vatísimo e celebra le origini ispaniche del designer, con un video dove la protagonista è la top model degli anni '90 Christy Turlington.
Chappell Roan è diventata la persona più odiata del Brasile per colpa della sua guardia del corpo, di una bambina, di un calciatore, di un attore, di un sindaco e dei social La bodyguard ha rimproverato una bimba che si era avvicinata alla cantante. Poi si è scoperto che la bimba è figlia di persone molto famose e con molti follower sui social.
Le elezioni in Slovenia sono state così combattute che è dovuto scendere in campo pure Slavoj Žižek, con un video molto Slavoj Žižek in cui invitava ad andare a votare «Prendetevi 10 o 20 minuti domenicali per fare un salto alle urne, così poi potete andare a guardare una buona serie tv», questo il suo invito.
Nonostante la domanda continui ad aumentare, il prezzo dell’Ozempic e dei farmaci simili sta scendendo moltissimo La scadenza dei brevetti e la competizione tra aziende farmaceutiche sta facendo crollare i prezzi, a partire dagli Stati Uniti.
È uscita una playlist dedicata a Mark Fisher da ascoltare prima di vedere il film su Mark Fisher O anche prima, durante e dopo la lettura del suo testo postumo appena pubblicato da Einaudi, Materialismo Gotico.
A conferma della fama di Parigi come paradiso dei ciclisti, il nuovo sindaco Emmanuel Grégorie ha festeggiato la vittoria alle elezioni facendo un bel giro in bicicletta per la città Ha vinto con il 52 per cento dei voti e non ha perso l'occasione per ribadire che Parigi resterà una città antifascista, accogliente e sostenibile.
Chopper, il medico della ciurma Cappello di Paglia in One Piece, è stato nominato ambasciatore di Medici Senza Frontiere «La convinzione che si debba curare tutti, indipendentemente da etnia o nazionalità, è ciò in cui crediamo anche noi», ha detto il presidente di MSF, spiegando la scelta del nuovo ambasciatore.

Regista, sceneggiatore, piccolo genio, 25enne

Chi è Xavier Dolan? Non lo conoscevamo nemmeno noi anche se pochi fortunati ne parlavano benissimo da tempo. È un giovanissimo talento del cinema, autore di Mommy, uno dei film migliori dell'anno.

10 Dicembre 2014

Lo scorso giovedì è uscito nelle nostre sale quello che, per chi scrive, è molto probabilmente il più bel film dell’anno. Si intitola Mommy ed è la quinta prova da regista di Xavier Dolan. Ho avuto la fortuna di vederlo in un’anteprima stampa milanese addirittura in lingua originale. Anzi, è stata proprio la scelta della lingua originale a convincermi a recarmi al cinema. “Addirittura. Bisogna addirittura convincerti ad andare a vedere i film in anteprima alle proiezioni stampa! Ma quanto sei antipatico?”. Lo so, hai ragione Piccola Vocina Interiore, ma c’è anche una spiegazione. Mommy dura 134 minuti, la proiezione era la sera tardi e il giorno dopo avevo un impegno lavorativo prima delle otto del mattino, un orario per me durissimo e poi… “Ma guarda che non gliene frega nulla a nessuno del fatto che alle otto del mattino solitamente dormi, eh?”. No, lo so, ho capito. Ma il problema principale è che ero un po’ spaventato dal film in questione. Vi spiego perché. All’incirca un anno fa mi capitò di leggere da qualche parte il nome di Xavier Dolan. Era una piccola recensione di qualche riga riferita al suo Laurence Anyways. Se non ricordo male era postata sulla propria pagina Facebook da uno di quelli di cui apprezzo i gusti cinematografici. Scopro dunque, quasi per caso, l’esistenza di questo incredibile personaggio.

Canadese, nato nel 1989 (e qui vi si dovrebbero spezzare i nervi) non solo è un regista ma anche sceneggiatore, attore, doppiatore e produttore. Sì, non ho sbagliato a scrivere: ha 25 anni e fa tutto lui. Scopro anche che Laurence Anyways è il suo quarto film e che in Francia non si parla praticamente d’altro che di lui. Spuntano lentamente altri adepti al culto di Xavier Dolan. Ogni tanto qualcuno riesce a vedere qualche sua pellicola in giro per i Festival e se ne innamora perdutamente. Comincio a preoccuparmi: dov’ero io quando gli altri scoprivano il genio? Come ho fatto ad essere così distratto? Chi scrive di cinema non può permettersi di perdersi un fenomeno del genere. Parte del nostro lavoro consiste proprio in quello: nello scoprire prima degli altri i nuovi talenti. E invece ero decisamente in ritardo. Decido a quel punto di prendermi il mio tempo: “Ormai è fatta, mi sono perso un treno. A questo punto voglio appoggiarmi alla scusa della filologia. Appena sarà possibile, mi vedrò tutti i film di Dolan in rigoroso ordine cronologico!”. Per questo motivo titubavo all’idea di partire con il suo quinto film. Però c’era la questione della lingua originale e anche una grande voglia di innamorarmi di un regista, di un film. Per cui, in barba alla mia voglia di ordine cronologico, sono andato a vedere Mommy. E ho fatto benissimo.

Alla sua età pensavo solo a colorarmi i capelli di viola. Dolan invece firma un film sconvolgente, soprattutto per la maturità del tema trattato e la decisione e la chiarezza con cui decide di metterlo in scena.

Da quel giorno fondamentalmente non penso ad altro. Mi sconvolge l’idea che questo sia un ragazzo di soli 25 anni. A quell’età – io ma spero anche molti di voi – pensavo quasi esclusivamente a colorarmi i capelli di viola o a comprare dei CD di discutibili gruppi metal. Lui invece firma un film sconvolgente, soprattutto per la maturità del tema trattato e la decisione e la chiarezza con cui decide di metterlo in scena. Certo, parliamo di un film sanguigno, fortissimo, emotivo. Un film da cui è facile farsi ingannare e parlare di piccoli errori dovuti alla giovane età, i classici “difetti che diventano pregi”. Niente di più sbagliato. Risulta chiaro che Dolan ha perfettamente in mente il modo con cui vuole raccontare il suo film. Sa come dirigere gli attori, come scrivere una sceneggiatura complessa e articolata ma con dialoghi fluidi e naturali, è capace di costruire un set, di dare un’aria al suo film, di usare il rallentì, la colonna sonora e pure di giocare con i formati della pellicola. E tutto questo – come se già non fosse sufficiente – lo fa con disinvoltura, come se fosse una cosa normale e non artificiale. Questo sempre grazie alla sua età, all’istinto naturale che ha verso il cinema. E perché a quell’età, su temi così universali, si ha (quasi) sempre ragione. Si ha uno sguardo “puro”, non contaminato o appesantito da sovrastrutture. C’è l’urgenza di dire quello che si vuole dire, ma messa a regola in una forma che sembra perfetta e ragionata. E che vi porterà quasi certamente alle lacrime (sempre che voi abbiate un cuore).

Forse è inutile stare qui a raccontarvi di cosa parla Mommy, che vi dica che c’è un presupposto da fantascienza distopica, che c’è un figlio, sua madre e una vicina di casa. Qualcosa forse già sapete se avete visto il (brutto) trailer o se ne avete letto in giro. Forse siete come me e non avete mai visto un film di Dolan. O forse ancora siete tra i primi che hanno scoperto il talento di questo regista e magari avete a casa tutti i suoi lavori in Blu-ray. Il consiglio che però mi sento di darvi è comunque uno e uno solo: andate a vederlo subito al cinema. Al momento ci sono pochi registi al mondo stimolanti, emozionanti come Dolan. Una nota finale: ringrazio ancora Antonio Aventino che ha organizzato la proiezione stampa del film in lingua originale. Doppiare un film del genere, annullando di fatto la forza della parlata da cafone candese (quale magnifica scoperta!), limando le sovrapposizioni naturali di dialogo che ci sono e che aumentano il senso di realtà e di vicinanza con i protagonisti, è – mi dispiace dirlo – un danno micidiale.
 

Immagine: Xavier Dolan all’ultimo Festival di Cannes (Vittorio Zunino Celotto / Getty Images)

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