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00:58 venerdì 1 maggio 2026
L’Europa sta pensando di sanzionare Israele. Non per i crimini commessi a Gaza, però: per aver comprato dalla Russia del grano rubato all’Ucraina Una nave della flotta ombra russa sarebbe stata fatta entrare nel porto di Haifa, con un carico di 25 mila tonnellate di grano rubato nei territori ucraini occupati.
La comunità enigmistica internazionale è piombata nel panico perché il New York Times Magazine ha pubblicato un cruciverba irrisolvibile L'errore è stato corretto nella versione online del cruciverba, ma a quel punto il finesettimana degli appassionati era irrimediabilmente rovinato. Non era mai successo in 84 anni di onorato servizio enigmistico.
I data server per l’intelligenza artificiale stanno diventando dei veri e propri disastri ambientali Consumano enormi quantità di energia, occupano sempre più suolo, inquinano molto e di lavoro ne danno poco. Eppure, se ne costruiscono sempre di più.
La Francia è diventato il primo Paese al mondo ad approvare l’uso della ketamina per curare le crisi suicidarie L'Agence nationale de sécurité du médicament et des produits de santé ha datto la sua approvazione ufficiale: è la prima agenzia del farmaco al mondo a farlo.
Hanno fatto un film sul looksmaxxing e ovviamente è un body horror Prevedibilmente, è stato intitolato Looksmaxxing, è un cortometraggio e se ne può già vedere qualche scena nel trailer pubblicato su Instagram.
Il governo sudafricano ha dovuto ritirare la sua proposta di legge sull’AI perché si è scoperto che è stata scritta con l’AI In particolare, si è scoperto che l'AI si era inventata di sana pianta tutta la bibliografia alla base del testo di legge.
Secondo uno studio, nelle città europee sta diventando quasi impossibile spostarsi senza la macchina Milano è una delle poche in cui si riesce a muoversi almeno un po' con i mezzi pubblici. A Roma, invece, la situazione è disastrosa.
Mentre faceva uscire il nuovo singolo, preparava un tour continentale e invitava a boicottare l’Eurovision, Robert Del Naja dei Massive Attack ha trovato anche il tempo di farsi arrestare a una manifestazione pro Palestina Stava manifestando a Trafalgar Square esponendo un cartello con su scritto «Mi oppongo al genocidio, sostengo Palestine Action».

Tunisi chiama William e Kate

La Tunisia fatica a formare un governo e cerca di svecchiare l'immagine con un invito alla coppia reale

15 Novembre 2011

Tunisi – L’invito alla coppia più bella del mondo è stato inoltrato. Ufficialmente. Da Londra la notizia è rimbalzata immediatamente a Tunisi, dove l’elaborazione politica di questa giovane democrazia si sta rivelando più dura del previsto. Si discute la formazione di un governo di unità nazionale. Ma ogni 48 ore c’è un problema da risolvere: inatteso. La giuria del tribunale amministrativo ha rallentato le consultazioni avviate dai vincitori delle elezioni del 23 ottobre, il partito islamico Ennahda, quello semi-laico e nazionalista di Moncef Marzouki (Cpr) e il socialdemocratico Ettakatol. Dal conteggio iniziale era stato messo fuori il magnate televisivo Mohamed Hamdi, vincitore escluso dall’Isie, l’organismo che supervisiona questa tornata elettorale. Colpo di scena: questa settimana il controverso personaggio che nessun partito voleva ritrovarsi nei corridoi dell’Assemblea costituente è stato richiamato tra i protagonisti. Tra i 104 ricorsi elettorali, è stato accolto proprio quello di Hamdi e del suo cartello politico Aridha (Petition populaire).

Eccoci vicini a una nuova fase di stallo: un pacco regalo a chi già festeggiava accordi e inciuci post voto è stato recapitato con la controfirma di un giudice. Sette liste inizialmente escluse sono di nuovo valide, attestando Aridha come terzo partito in Assemblea costituente. Tutto da rifare. Se il premier del futuro governo sarà quasi certamente il segretario generale di Ennahda, Hammadi Jebali, la composizione dell’esecutivo dovrà forse tornare in discussione. La mossa del ministro del Turismo in carica, in missione a Londra, sa tanto di pecetta: rilanciare l’immagine di un Paese che ha democraticamente eletto la sua assemblea costituente – ma di cui si devono ancora scrivere i regolamenti ed eleggere gli organismi di gestione dei lavori – invitando la coppia più bella del mondo. William e Kate: fate sorridere l’opinione pubblica! A Tunisi, infatti, la gente comincia a pensare di essere stata presa in giro, di essere stata usata dai partiti.

Mehdi Haouas, ministro del governo ad interim, è volato Oltremanica al World Travel Market, spiegando che i lavori in corso finiranno presto e che la Tunisia può già ospitare eventi e turisti. Basta con l’immagine della dittatura, via al libero scambio di merci e gadget: siamo un Paese democratico che ha voglia di aprirsi al mondo. Festeggiare. William e Kate, la coppia simbolo dell’impegno politico-mondano, e perché no istituzionale, fa al caso nostro. Ma che Paese sarebbe la nuova Tunisia senza la musica? Ecco allora che il ministro tunisino, dopo aver invitato la coppia reale, auspica pure l’arrivo di Elton John. Per un concerto in Tunisia tutto luci e melodia, con l’obiettivo di distogliere l’attenzione dal caos della politica.

“The winner is?”, titola qualche giornale. E non a torto. Lo stesso presidente della Repubblica questa settimana si è ritrovato nella sala più prestigiosa della capitale tunisina con più partiti di quanti si aspettasse; l’Isie non ha annunciato i risultati finali e ci si chiede perché tanti applausi dispensati sulla fiducia dalla comunità internazionale, se poi qui si naviga ancora a vista nell’incertezza. L’Assemblea Costituente dovrebbe riunirsi il prossimo 15 novembre e solo dopo sarà ufficializzato il governo, da cui – si spera – le linee guida espresse in modo molto vago, quelle sulla nuova Costituzione, dovrebbero finalmente prendere forma.

Sulla forma di Stato la discussione non è stata neppure aperta, forse per risparmiare ai tunisini nuovi accapigliamenti. E allora benvengano William e Kate ed Elton John. Almeno a Tunisi si accenderanno riflettori più intriganti di quelli burocratici degli osservatori internazionali. Che hanno detto tutto e il contrario di tutto; che le cose erano andate per il verso giusto, salvo spiegare, questa settimana, che qualche lacuna nel processo elettorale c’è stata. Ops.

Foto: Jae C. Hong/AFP/Getty Images

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