Il problema è che, secondo l diritto internazionale, non si può imporre un pedaggio in acque internazionali. Ma sia Iran che Usa hanno promesso di farlo.
La cover satirica del New York Post sull’incontro tra Trump e Kim Kardashian
Mercoledì Trump ha incontrato Kim. Non Kim Jong-un – non si sa ancora bene se e quando si farà quel summit – ma Kim Kardashian, che è andata alla Casa Bianca per discutere con il Presidente sulla riforma delle prigioni americane. Tra gli altri topic, Kim ha chiesto la clemenza per la pena di Alice Marie Johnson, una detenuta in prigione da più di 20 anni per un reato minore di droga, ma nonostante la serietà dell’argomento non sono mancate le parodie sull’incontro. Il New York Post ne ha fatto una copertina satirica di giornale, mostrando la foto dei due personaggi titolata «Trump Meets Rump». La finta testata ha sostituito il Kim nordcoreano con Kim «Thong Un», trasformando la notizia in un meme che è subito diventato virale.
Tomorrow’s cover: Kim Kardashian visits the White House to discuss prison reform with President Trump https://t.co/1N3bNkVmK7 pic.twitter.com/yPaL93Tyhe
— New York Post (@nypost) 30 maggio 2018
La parodia ha suscitato sentimenti contrastanti su Twitter: c’è chi l’ha trovata banale e irrispettosa e chi invece esilarante. «Non sono il più grande fan di Kim K, ma questo è di cattivo gusto e sessista» ha twittato un utente in risposta. Kim sembra non aver commentato ancora la cover, ringraziando invece il Presidente dell’incontro con un tweet: «È nostra speranza che il Presidente conceda la clemenza a Ms Alice Marie Johnson, che sta subendo l’ergastolo per un reato di droga non violento». Le testate più sfrontate hanno preferito però far leva sul livello di background dei due personaggi fotografati nello Studio Ovale.
An overrated reality TV star met with Kim Kardashian https://t.co/aFly7MJdnU
Here’s a look at Thursday’s front… pic.twitter.com/3bAQo8ezDE — New York Daily News (@NYDailyNews) 31 maggio 2018
Ma il New York Post non è l’unico ad aver approfittato dell’evento. Anche il Daily News ha pubblicato la foto dell’incontro commentando la scena come «una sopravvalutata star televisiva che incontra Kim Kardashian». Come recita la testata-meme, la Kardashian è stata l’unica Kim che Trump ha potuto incontrare. Anche se è sempre più frequente trovare personaggi televisivi che si fanno portavoce di tematiche sociali, stavolta il genio parodistico dei giornali non si è lasciato sfuggire il gioco di parole.
Il problema è che, secondo l diritto internazionale, non si può imporre un pedaggio in acque internazionali. Ma sia Iran che Usa hanno promesso di farlo.
La National Association for the Advancement of Colored People ricorrerà a questa misura estrema, usata, e solo in parte, in altri tre casi nella storia.
«Al di là di qualsiasi convinzione o posizione, uniamoci per fermare queste azioni disumane, illegali e distruttive», ha scritto il regista.
Il termine, coniato dal Financial Times, si applica ad almeno dieci occasioni in cui Trump ha fatto grandi minacce per poi battere in veloce ritirata.
Anni di discussione sulla crisi climatica non sono serviti a convincerci. Ci è voluta il peggior disastro geopolitico della storia recente per ricordarci quanto fragile sia il mondo fondato su petrolio e gas. E quanto poco tempo gli resti.
Il Presidente si rivolge ai «crazy bastards» iraniani, minacciandoli di scatenare un «living in Hell» se non «open the fuckin’ Strait»: persino tra i Repubblicani inizia a esserci una certa inquietudine.