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11:47 mercoledì 25 marzo 2026
Il successo di Heated Rivalry ha convinto Don De Lillo a ristampare Amazons, un suo vecchio e introvabile romanzo erotico su una giocatrice di hockey femminile Romanzo che l'autore ha odiato e "nascosto" per decenni. Adesso però ha cambiato idea, pare grazie al successo della serie Hbo, e il 17 novembre tornerà in libreria.
Al primo concerto dei BTS dopo 4 anni di pausa si sono presentate “solo” 40 mila persone invece di 260 mila perché il concerto si poteva guardare anche su Netflix Per il grande ritorno della band era atteso un pubblico di almeno 260 mila persone. Evidentemente, anche il BTS Army, tra divano e stadio, sceglie il divano.
Il nuovo spot di Chanel è praticamente un film: è diretto da Michel Gondry, interpretato da Margot Robbie e “remake” di un famosissimo video di Kylie Minogue Il video in questione è quello di "Come Into My World", che nel 2001 fu diretto proprio da Gondry.
Un anno fa Grimes aveva detto che si sarebbe iscritta a LinkedIn e ora l’ha fatto davvero usando il suo vero nome, Claire Boucher Nello stesso posto pubblicato su X un anno fa aveva detto che avrebbe pubblicato tutta la sua nuova musica su LinkedIn.
Zuckerberg sta addestrando una AI a fare il Ceo di Meta perché secondo lui tutti i dipendenti Meta dovrebbe avere un assistente AI che sappia fare il lavoro al posto loro In molti hanno sottolineato una differenza sostanziale tra Zuckerberg e i dipendenti di Meta, però: lui non può essere licenziato e rimpiazzato dall'AI.
Il nuovo film di Sean Baker è già uscito e si può vedere gratuitamente online Si intitola Sandiwara, è un cortometraggio ambientato a Penang, in Malesia, le protagoniste sono la premio Oscar Michelle Yeoh e la cucina malese.
Il nuovo progetto di Hayao Miyazaki sono dei diorami che riproducono alla perfezione scene di film dello Studio Ghibli Il regista sta lavorando a 31 "scatole magiche", basate su altrettante sue illustrazioni, che verranno esposte a luglio al Ghibli Park, in Giappone.
A causa dei depositi di petrolio colpiti dalle bombe, a Teheran c’è anche un gravissimo problema di inquinamento dell’aria Molti cittadini di Teheran hanno raccontato di star soffrendo da giorni di mal di testa, irritazione a occhi e pelle e difficoltà respiratorie.

Donald Trump ha mandato suo figlio Donald Jr. in Groenlandia a comprargli la Groenlandia?

08 Gennaio 2025

Il 60esimo numero di Rivista Studio lo abbiamo intitolato “C’era una volta l’America” (lo potete acquistare qui), la nostra intenzione era raccontare il fatto che «la potente America non è più l’unico centro del mondo» dal punto di vista politico, economico e culturale. Dovevano ancora tenersi le elezioni presidenziali, Donald Trump non era ancora stato eletto per la seconda volta Commander in Chief: rifacessimo quel numero oggi, aggiungeremmo un pezzo su quanto la crisi americana si veda anche nelle velleitarie – se non proprio deliranti – mire espansionistiche della prossima amministrazione Trump (l’insediamento è fissato per il 20 gennaio). Ribattezzare il Golfo del Messico in Golfo americano (risposta della Presidente messicana Sheinbaum: allora ribattezziamo tutto il Sud degli Stati Uniti “Messico americano”), assumere il controllo del Canale di Panama (risposta del Presidente Jose Raul Mulino: se si chiama Canale di Panama ci sarà pure una ragione), annettere il Canada (risposta di Trudeau: mai e poi mai) e, soprattutto, comprare la Groenlandia. Questo, al momento, il programma del Trump II in fatto di politica estera.

L’opinione di Trump sull’annessione del Canada agli Stati Uniti, pubblicata sul suo social, Truth.

La Groenlandia, in particolare, è un’ossessione che Trump si porta dietro da anni. La prima volta che parlò della possibilità di comprarla – usò proprio questa parola, spiegando che non sarebbe stata una cosa così diversa da «una compravendita immobiliare» – era l’agosto del 2019. Fu respinto con perdite sia dal Primo ministro della Groenlandia che da quello danese, ovviamente. Ma Trump, lo sappiamo, è uno che non si arrende mai e ci riprova sempre. Vinte le elezioni, è subito ripartito all’attacco: per ragioni che non sono mai state del tutto spiegate (ci ha provato Laura Paddison in questo articolo sul sito di Cnn), la Groenlandia la vuole proprio, la ritiene un asset fondamentale per gli Stati Uniti d’America, tanto da non aver escluso la possibilità di prendersela con la forza, per via economica o con intervento militare. Anche stavolta la sua dichiarazione d’interesse non è stata accolta: il ministro degli Esteri danese ha detto che esiste la possibilità che in futuro la Groenlandia diventi uno Stato indipendente (il Primo ministro Múte Inequnaaluk Bourup Egede da tempo spinge in questa direzione), ma ha definito «altamente improbabile» lo scenario nel quale essa si unisce agli Stati Uniti.

Nel frattempo, è arrivata la notizia che Donald Trump Jr. è atterrato in Groenlandia. Persino lui si è ritrovato in imbarazzo a causa delle dichiarazioni del padre: appena arrivato a Nuuk ha spiegato ai giornalisti che lo aspettavano in aeroporto che il suo soggiorno in Groenlandia era legato ad affari personali e che non aveva alcuna intenzione di avanzare una proposta d’acquisto da parte del futuro governo degli Stati Uniti d’America. Non ancora, almeno.

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