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11:20 martedì 14 aprile 2026
Un tizio ha registrato più di 10mila concerti di band leggendarie quando ancora non erano famose e ora sta mettendo tutta la sua collezione su Internet, disponibile gratuitamente per tutti Lui si chiama Aadam Jacobs, ha collezionato migliaia di bootleg di (tra gli altri) Nirvana, R.E.M., The Cure, Depeche Mode, Sonic Youth e Björk. E adesso li metterà tutti online.
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La foto di Silvia Salis che gongola per il successo del dj set di Charlotte de Witte a Genova è diventata il meme del momento Il sorrisetto soddisfatto della sindaca di Genova a molti ha ricordato un meme famosissimo: quello della Disaster Girl, di cui Salis è involontariamente diventata la versione "adulta".
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Per la prima volta Kill Bill 1 e 2 tornano al cinema ma stavolta come un unico film lungo 281 minuti, senza tagli e con tante scene inedite Questa nuova versione si intitola Kill Bill: The Whole Bloody Affair e arriverà al cinema per una settimana soltanto, dal 28 maggio al 3 giugno.
Sabina Guzzanti ha pubblicato su YouTube il suo documentario sul centro sociale Spin Time di Roma Il film è uscito nel 2021, ma Guzzanti lo ha pubblicato adesso online perché vuole «far conoscere questa realtà prima che sia troppo tardi», cioè prima che arrivi lo sgombero.
Nei suoi primi 100 giorni da sindaco di New York, Mamdani ha fatto una cosa meglio di tutti i suoi predecessori: aggiustare le buche per strada Il sindaco ha appena sigillato la centomillesima buca della sua amministrazione, un traguardo raggiunto nei cento giorni dall'insediamento. E di cui va molto fiero.

Uno dei prodotti più colpiti dai dazi degli Stati Uniti sarà il vino

Un problema enorme per le aziende del settore italiane, che esportano i loro prodotti soprattutto negli Usa.

04 Aprile 2025

Il giorno dopo l’annuncio dei dazi, ci sono già diverse certezze. La decisione dell’amministrazione Trump ha mandato nel panico i mercati – perdite ovunque, rossi profondissimi dappertutto – e imbestialito la politica, con Macron che ha addirittura invitato le aziende europee a sospendere gli investimenti negli Stati Uniti «finché le cose non saranno più chiare». Di sicuro, tutto i prodotti scambiati sul mercato globale (compresi quelli dei pinguini delle isole Heard e McDonald) subiranno il contraccolpo. Secondo Eric Asimov del New York Times, tra i prodotti che subiranno il contraccolpo maggiore c’è il vino.

Non è difficile capire perché: gli Stati Uniti sono grandissimi importatori di vini. Solo dall’Italia gli Usa importano ogni anno 1,9 miliardi di euro di vini, il 24 per cento di tutto l’export del settore italiano. Da ora in poi, tutti quelli che provengono dai Paesi europei saranno sottoposti a dazi del 20 per cento. Poi ci sono quelli che negli Usa arrivano da Paesi del Sud America come Argentina, Cile, Australia e Nuova Zelanda: su questi, i dazi saranno del 10 per cento. Un altro grande esportatore di vini è il Sud Africa: 30 per cento di dazi, in questo caso. Dalla furia protezionistica di Trump non è stato riservato nemmeno l’alleato Israele: 17 per cento di dazi sui vini israeliani.

È ovvio dire che i prezzi di tutti questi vini aumenteranno sensibilmente, negli Stati Uniti. Ma il problema, per quanto grave, non è solo questo. Nelle previsioni di Trump, basate su calcoli matematici che diversi economisti hanno definito strampalati, tutto questo dovrebbe andare a vantaggio dei produttori americani: quello che verrà a mancare in importazioni, lo produrranno loro. I vini stranieri costeranno di più e quindi i consumatori americani preferiranno quelli autoctoni. Il punto, come tanti stanno spiegando in queste ore, è che l’economia non è una cosa così semplice. Per esempio: la maggior parte di produttori di vini americani fa a sua volta affidamento su beni importati come botti, tappi, bottiglie. Senza considerare i macchinari agricoli. Se il costo di tutti questi beni aumenterà, la stessa cosa succederà ai vini americani.

C’è poi una questione che non tocca i produttori ma i distributori di vino in America. Alle perdite che inevitabilmente verranno dall’aumento del prezzo dei vini stranieri si dovrà in qualche modo porre rimedio. Qual è il modo più semplice di farlo? Aumentando il prezzo dei vini americani. Non è un caso che tutti i produttori di vini intervistati da Asimov per il suo pezzo sul Nyt si dicano tutti preoccupatissimi: questo è l’effetto dei dazi sull’economia.

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