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02:49 mercoledì 22 luglio 2026
Per celebrare la memoria di Sam Neill i fan stanno comprando tutte le bottiglie del vino che Sam Neill produceva Two Paddocks, il vino che l'attore produceva in Nuova Zelanda, è passato dal 423° al 5° posto tra i vini più venduti del Paese, un aumento del 1828 per cento.
Un generale iraniano ha detto che l’Iran si bombarderà da solo pur di non farsi invadere e occupare dagli Usa Lo ha dichiarato alla tv di Stato iraniana il generale di brigata Mohammad Akrami-Nia, secondo il quale «questa è la logica della guerra».
Il Comune di Barcellona ha eliminato il bike sharing privato perché le persone abbandonavano sempre le bici in mezzo alla strada e non pagavano mai le multe Spariranno dalle strade 4500 bici delle flotte private. Ma resteranno 8 mila del servizio di bike sharing fornito dal Comune stesso.
Jennifer’s Body è diventato un film cult per la Gen Z ed è per questo che si è deciso di farne un sequel, con le stesse protagoniste dell’originale Le riprese del nuovo capitolo del film del 2009, con Megan Fox e Amanda Seyfried che ritornano ai ruoli di Jennifer e Needy, inizieranno a ottobre.
A Londra ci sarà la prima maratona corsa dentro un negozio Ikea Consiste nel fare 17 giri da un kilometro e mezzo. I posti disponibili sono 80 e non è ammesso il pubblico.
Sarà una coincidenza, ma negli USA durante i Mondiali si è registrato un grandissimo aumento delle richieste di giorni di malattia Il giorno dopo il Knockout Tuesday, la sconfitta negli ottavi di finale contro il Belgio, negli uffici c'era il 26 per cento di presenti in meno.
In Giappone hanno inventato i frigoriferi per tenere al fresco gli esseri umani durante le ondate di calore Costano 9 mila euro, all'interno c'è una sedia, la temperatura è a 15 gradi Celsius, quando ti siedi l'aria fresca viene soffiata verso testa, collo, spalle e schiena.
Il trend social del momento si chiama As Nolan Intended, cioè persone che guardano Odissea su dispositivi assurdi per prendere in giro Nolan e la sua fissazione con l’IMAX Sullo schermo di una lavatrice, su un Apple watch, su un Tamagotchi, sulla macchinetta obliteratrice del bus. Tutto pur di indispettire Nolan.

Uno dei prodotti più colpiti dai dazi degli Stati Uniti sarà il vino

Un problema enorme per le aziende del settore italiane, che esportano i loro prodotti soprattutto negli Usa.

04 Aprile 2025

Il giorno dopo l’annuncio dei dazi, ci sono già diverse certezze. La decisione dell’amministrazione Trump ha mandato nel panico i mercati – perdite ovunque, rossi profondissimi dappertutto – e imbestialito la politica, con Macron che ha addirittura invitato le aziende europee a sospendere gli investimenti negli Stati Uniti «finché le cose non saranno più chiare». Di sicuro, tutto i prodotti scambiati sul mercato globale (compresi quelli dei pinguini delle isole Heard e McDonald) subiranno il contraccolpo. Secondo Eric Asimov del New York Times, tra i prodotti che subiranno il contraccolpo maggiore c’è il vino.

Non è difficile capire perché: gli Stati Uniti sono grandissimi importatori di vini. Solo dall’Italia gli Usa importano ogni anno 1,9 miliardi di euro di vini, il 24 per cento di tutto l’export del settore italiano. Da ora in poi, tutti quelli che provengono dai Paesi europei saranno sottoposti a dazi del 20 per cento. Poi ci sono quelli che negli Usa arrivano da Paesi del Sud America come Argentina, Cile, Australia e Nuova Zelanda: su questi, i dazi saranno del 10 per cento. Un altro grande esportatore di vini è il Sud Africa: 30 per cento di dazi, in questo caso. Dalla furia protezionistica di Trump non è stato riservato nemmeno l’alleato Israele: 17 per cento di dazi sui vini israeliani.

È ovvio dire che i prezzi di tutti questi vini aumenteranno sensibilmente, negli Stati Uniti. Ma il problema, per quanto grave, non è solo questo. Nelle previsioni di Trump, basate su calcoli matematici che diversi economisti hanno definito strampalati, tutto questo dovrebbe andare a vantaggio dei produttori americani: quello che verrà a mancare in importazioni, lo produrranno loro. I vini stranieri costeranno di più e quindi i consumatori americani preferiranno quelli autoctoni. Il punto, come tanti stanno spiegando in queste ore, è che l’economia non è una cosa così semplice. Per esempio: la maggior parte di produttori di vini americani fa a sua volta affidamento su beni importati come botti, tappi, bottiglie. Senza considerare i macchinari agricoli. Se il costo di tutti questi beni aumenterà, la stessa cosa succederà ai vini americani.

C’è poi una questione che non tocca i produttori ma i distributori di vino in America. Alle perdite che inevitabilmente verranno dall’aumento del prezzo dei vini stranieri si dovrà in qualche modo porre rimedio. Qual è il modo più semplice di farlo? Aumentando il prezzo dei vini americani. Non è un caso che tutti i produttori di vini intervistati da Asimov per il suo pezzo sul Nyt si dicano tutti preoccupatissimi: questo è l’effetto dei dazi sull’economia.

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