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13:03 sabato 7 marzo 2026
Ars Technica ha cancellato un articolo che condannava l’uso dell’AI dopo che si è scoperto che conteneva citazioni inventate dall’AI L'autore del pezzo si è scusato e ha detto che da ora in poi non si fiderà più delle citazioni suggerite da ChatGPT.
A distanza di due giorni l’una dall’altra sono spuntate due nuove opere attribuite a Michelangelo Una è un dipinto intitolato "Pietà Spirituali", l'altra un busto marmoreo del Cristo Salvatore. La storia della loro attribuzione al Buonarroti è piuttosto avventurosa.
L’agenzia meteorologica giapponese fa delle previsioni esclusivamente dedicate alla fioritura dei ciliegi Quelle di quest'anno dicono che i fiori sbocceranno con un certo anticipo rispetto al solito: i primi arriveranno tra meno di due settimane.
C’è una proposta di legge per inserire la gentilezza tra i parametri con cui l’Istat misura la qualità della vita Proposta che è arrivata in Parlamento e che sostiene che una società più gentile sia non solo moralmente migliore ma anche più ricca economicamente.
L’invito per la sfilata di Dior alla settimana della moda di Parigi è una sedia In miniatura ma pur sempre una sedia che rimanda alle Sénat, quelle utilizzate all'interno del Jardin de Tuilleries, location della sfilata.
In Artificial, il prossimo film di Luca Guadagnino, ci sarà la prima colonna sonora composta da Damon Albarn E ha spiegato che lavorare a questo film gli ha fatto capire che le intelligenze artificiali non saranno mai capaci di fare musica vera.
Il favorito per diventare il prossimo Presidente del Consiglio del Nepal è un ex rapper che non si toglie mai gli occhiali da sole Si chiama Balen Shah e la sua immagine è così legata a quel modello di occhiali da sole che nei negozi hanno preso a chiamarli "occhiali Balen Shah".
Il bene più a rischio a causa della guerra in Medio Oriente non è né il petrolio né il gas ma il fertilizzante Nella regione se ne produce moltissimo, la guerra ha già causato problemi logistici e aumenti dei prezzi che rischiano di stravolgere l'agricoltura mondiale.

Tre piani di Nanni Moretti è stato stroncato da Variety e dal Guardian

12 Luglio 2021

È già capitato che Peter Bradshaw, del Guardian, nelle sue recensioni abbia offerto pareri spesso discordanti con quelli del pubblico, come quando aveva scritto a proposito di Shiva Baby, apprezzatissimo da quasi tutti quelli che l’hanno visto eppure ritenuto solo «una buona prova, niente di più». Una dichiarazione simile a quella che oggi si trova sempre sulla testata circa l’attesissimo (almeno per noi) Tre piani di Nanni Moretti, presentato a Cannes l’11 luglio, in cui come si vede qui ha ricevuto 11 minuti di applausi al termine della proiezione. Bradshaw l’ha definito: «Guardabile», e poi ha continuato calcando sulla mancanza di profondità della trama. Al suo giudizio si è unito anche quello più tranchant di Guy Lodge, su Variety, secondo cui con Tre piani «Nanni Moretti raggiunge il “livello seminterrato” in un melodramma imbarazzante in cui il regista abbandona completamente il suo famoso senso dell’umorismo per un film che è solo uno sforzo piatto, finto e incasinato».

«C’è un elemento di sentimentalismo molto forte, specialmente nel modo in cui le trame sono ben legate […] e ci sono anche echi (forse deliberatamente inseriti) del più grande film di Moretti nonché vincitore della Palma d’Oro di Cannes, La stanza del figlio, del 2001», scrive Bradshaw. «Ci sono colpi di scena e sorprese in serbo: ellissi intelligenti ottenute con i salti in avanti nel tempo, e in qualche modo il film non è dissimile da uno dei drammi del Woody Allen “di mezzo”: un film progettato con convinzione e forza ma che non va per niente in profondità». Anche nella recensione di Variety il paragone viene fatto con La stanza del figlio, benché dal suo trionfo alla kermesse siano passati esattamente 20 anni. «Mentre quello era un dramma aggraziato, umano e spesso sorprendentemente spiritoso su una famiglia che si ricostituisce sulla scia di una tragedia sconvolgente […] Tre piani è un film chiaramente concepito per sfruttare quelle stesse note agrodolci del suo trionfo del 2001», così poco riuscito che non sembrerebbe nemmeno di Nanni Moretti, scrive Lodge.

Senza riportare l’intera recensione considerando che è piena di spoiler anche sui colpi di scena, Variety è convinta che il film sia quindi «drammaticamente pomposo, cinematicamente squallido e moralmente incomprensibile a più riprese. Una schiuma saponosa di crisi assortite che riguardano i residenti di un singolo condominio romano e che può rivelarsi una delusione clamorosa per i fan che aspettano da sei anni un nuovo film di Moretti». Comunque, a dispetto di quanto due tra i critici cinematografici più importanti ritengano, il video di tutta la sala in piedi ad applaudire con calore Moretti non ci dà altro che un ennesimo motivo per non vedere l’ora di guardarlo (dal 23 settembre), di amarlo tantissimo e magari anche di giudicarlo.

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