Da una bottiglietta d'acqua versata su una polo d'ordinanza, in una caserma, ad agosto, si ricava un'idea abbastanza precisa di come lo Stato compri i vestiti, e di quanto assomigli, quando li compra, a chiunque di noi il sabato pomeriggio.
Per contrastare la denatalità, il governo di Singapore darà ai genitori 50 mila euro a figlio
Si comincia con 10 mila dollari di Singapore alla nascita, poi ne arrivano 2 mila ogni anno dal primo compleanno fino ai sedici, poi altri sussidi: in totale quasi 70 mila dollari di Singapore per bambino, distribuiti fino ai diciassette anni.
Il conto è quasi 70.000 dollari di Singapore (circa 50.000 euro) per bambino, distribuiti fino ai diciassette anni. Si comincia con 10.000 alla nascita, più due sussidi separati da 5.000 ciascuno per le spese mediche e per quelle scolastiche, poi arrivano 2.000 di crediti per i figli ogni anno dal primo compleanno fino ai sedici, le rette degli asili sovvenzionati scendono a 150 dollari di Singapore al mese e il congedo parentale si allunga. «Il futuro di Singapore sarà forte solo quanto le famiglie che lo costruiscono», ha detto il primo ministro Lawrence Wong. Come scrive il Guardian, il tasso di fertilità totale della città stato è a un minimo storico di 0,87 bambini (è una statistica, nessun infante smembrato), contro il 2,1 che servirebbe a mantenere stabile la popolazione, e quest’anno il paese dovrebbe diventare una società “super anziana”, la definizione che le Nazioni Unite usano quando oltre il 21 per cento degli abitanti ha 65 anni o più.
Un sondaggio dell’istituto internazionale di ricerche di mercato YouGov pubblicato questo mese rivela che un singaporiano su quattro non ha intenzione di avere figli. Lee, trentaquattro anni, lavora nella finanza e vive sulla costa orientale, la zona con le piste ciclabili nel verde, i parchi acquatici sui tetti e i ristoranti a misura di bambino, cioè il posto migliore della città per crescere una famiglia. Ci abita con la moglie e due gatti e figli non ne vuole «Siamo felici della nostra vita così com’è adesso, quindi avere un figlio la complicherebbe un po’» dice, elencando i viaggi e le cene fuori. I suoi genitori all’inizio ne avevano parlato, adesso non più. Sul pacchetto del governo la sua obiezione è di tempo, non di reddito perché crescere un figlio nel modo giusto richiederebbe gran parte delle sue giornate, e al momento non è in grado di garantirlo.
Chi i figli li vuole, invece, ragiona sui costi. Il costo della vita a Singapore sta aumentando vertiginosamente ma le nuove misure danno, a chi i figli li vorrebbe, un po’ di speranza e incoraggiamento, soprattutto per la parte sull’assistenza all’infanzia. Delle riforme interessa anche e soprattutto il congedo. Chi prima aveva quattro giorni a coppia ora ne può avere fino a 24 senza toccare il monte ferie. Intorno a tutto questo c’è un sistema scolastico competitivo che ha fatto crescere enormemente il settore delle lezioni private, con le famiglie che si indebitano per “comprare” ai figli un vantaggio (che si manifesta appunto sotto forma di lezioni private di approfondimento). Sullo sfondo, ciò che accomuna i genitori di Singapore contattati dal Guardian, c’è la preoccupazione per il futuro per il pianeta che gli eventuali figli erediterebbero.