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05:21 domenica 1 marzo 2026
Oltre al nuovo disco i Gorillaz hanno fatto uscire un film d’animazione che si può vedere gratis su YouTube Il film si intitola The Mountain, The Moon Cave and The Sad God ed esce nello stesso giorno del loro nuovo disco, The Mountain.
Ai Cèsar, il più importante premio cinematografico francese, il pubblico ha subissato di fischi il video tributo a Brigitte Bardot Pochi applausi, moltissimi fischi e anche un grido, che si è sentito distintamente durante la diretta: «Razzista!».
Una racconto distopico in cui l’AI distrugge l’economia mondiale pubblicato su un blog ha causato una perdita di 200 miliardi sul mercato azionario Secondo alcuni si è trattato di una coincidenza. Secondo altri, il racconto ha mandato nel panico gli investitori e stravolto i mercati per un giorno intero.
Mastro Lindo è andato in pensione dopo 68 anni di onorata carriera nell’industria delle pulizie La multinazionale P&G ha deciso di ritirare il logo e ha dato l'annuncio con una conferenza stampa tenuta dallo stesso Mastro Lindo su Instagram.
Paramount è riuscita a prendersi Warner, ma adesso dovrà pagare quasi tre miliardi di penale a Netflix Che si vanno ad aggiungere ai 77 che spenderà per completare l'acquisizione. Che comunque potrebbe non completarsi, se l'Antitrust non darà il via libera. E in questo caso, Paramount dovrà pagare altri 7 miliardi di multa.
Il ministro della Difesa pakistano ha dichiarato guerra all’Afghanistan con un post su X Per il diritto internazionale, ovviamente, non si può dichiarare guerra a un Paese via social, ma a Khawaja Mohammad Asif sembra non importare.
Non si è capito se è stato Morgan a non voler duettare con Chiello o Chiello a non voler duettare con Morgan nella serata delle cover di Sanremo Morgan ha detto che è stato lui a decidere di non esibirsi con Chiello, Chiello ha detto che la scelta di fare da solo è tutta sua.
I prezzi dei club di Berlino sono aumentati così tanto che è stato necessario inventarsi il termine technoinflazione Tutto è partito dal Berghain, ovviamente, che negli ultimi tre anni ha aumentato il costo del biglietto del 20 per cento. E tutti gli altri hanno seguito.

Sul possibile sequel de I Goonies

Si ritorna a parlare di sequel per il film di cult degli anni Ottanta. Questa volta però è il regista Richard Donner a confessarlo: considerazioni, ipotesi e un bel po' di ricordi strappalacrime.

09 Aprile 2014

Provate a fare mente locale e tentate di ricordare cosa avete visto al cinema nel 1985. Se non ce la fate, perché ormai siete degli anziani signori, fatevi dare una mano dalla tecnologia e consultate l’apposita pagina su IMDb. Fatto? Ecco, se avete meno di 30 anni, o un pezzettino di Didò rosso al posto del cuore, forse quei titoli vi diranno poco o niente. Sì, ne avete sentito parlare, li avete visti e recuperati nel tempo, ma vi manca un pezzo. Certo, sto facendo un discorso rischiosissimo e di un lamentoso senza precedenti. Certo, avete già visualizzato Paolo Limiti pronto a dire: “Formidabili quegli anni!”, ma davvero provato a immaginare un bambino di nove, dieci anni che in un solo anno riesce a vedere al cinema titoli come Ritorno al Futuro, Rocky IV, La Donna Esplosiva, Breakfast Club, Voglia di Vincere, Rambo II, Ladyhawke, Coccon, Scuola di Geni, Yado, Mad Max Oltre la Sfera del Tuono e tantissimi altri ancora.

In quegli anni, la metà degli Ottanta, abbiamo capito che, anche se vivi a San Donato Milanese, può essere che prima o poi ti capiti tra le mani una mappa del tesoro

Parliamo di un preciso periodo storico – diciamo dal 1984 al ’86 – in cui gli Stati Uniti contribuiscono a modellare l’immaginario di un’intera generazione. Non parlo solo di ragazzini americani che vivono a New York. Parlo dei piccoli Steven Spielberg in provetta, quelli che abitavano nelle piccole cittadine di un’America con cui noi in Italia non avevamo nessun tipo di confidenza. Piccoli centri urbani distanti anni luce dalle metropoli, villette a schiera, quattro vie in croce e tanti ragazzini con Bmx, skateboard, tagli di capelli a scodella che ascoltano musica di plastica su ingombranti Walkman gialli. In quegli anni andiamo al cinema con mamma e papà per scoprire che dietro a esistenze normalissime si celano grandi ed incredibile avventure. Abbiamo capito che, anche se vivi a San Donato Milanese, può essere che prima o poi ti capiti tra le mani una mappa del tesoro. Sono cose che accadono in continuazione in tutti i film che guardiamo e che soprattutto ci hanno insegnato a stare al mondo. Un periodo di totale positivismo, di irripetibile innocenza, in cui quando si guardavano le stelle si intravedevano marziani e navicelle spaziali.

C’è un film che ancora non vi ho citato del 1985. Un film che più di tutti è riuscito a influenzare quella generazione cui ho fatto riferimento. Si tratta ovviamente de I Goonies, diretto da Richard Donner, prodotta da Steven Spielberg e sceneggiata da Chris Columbus, partendo da un soggetto dello stesso Spielberg. I Goonies, inutile girarci attorno, è un film perfetto sotto diversi punti di vista. È forse il film che meglio riesce a gestire una serie di generi così differenti tra loro, tirando fuori il meglio dall’adventure, dalla leggerezza della commedia per famiglie, fino ai piccoli accenni horror che in quel periodo erano all’ordine del giorno. Nel 2010, nell’edizione Dvd per il venticinquennale, sono state inserite alcune sequenze poi scartate nel montaggio finale: in una di queste si vedeva Data sconfiggere una piovra gigante grazie al suo Walkman. Era una sequenza in cui quell’equilibrio magico appena descritto si andava a perdere e trasformava il film in uno scherzetto per bambinoni. Invece la forza de I Goonies è che la formula spielberghiana della “gente comune alle prese con eventi straordinari” riesce a mantenersi plausibile per tutta la durata del film.

Fare una lista degli artisti che hanno inserito qualche piccolo riferimento al film nei loro lavori è un’operazione impossibile, ma potrebbe rendere l’idea di quanto quel film abbia cambiato la nostra vita

Oltre a questo c’è un cast perfetto, che riesce a mettere insieme attori ancora oggi noti come Josh Brolin, Sean Astin, Corey Feldam, Robert Davi e Joe Pantoliano ma anche delle promesse non mantenute come Jonathan Ke Quan, il già citato inventore dei “trabocchetti” Data, visto anche l’anno prima in Indiana Jones e il Tempio Maledetto, Jeff Cohen, il prototipo di ogni bambino ciccione con la erre moscia.  O ancora le due ragazze Kerri Green e Martha Plimpton, Andy e Stef, poi praticamente scomparse. Indimenticabile poi la colonna sonora, non solo per il famoso tema di Dave Grusin, ma anche per il brano che accompagnò il lancio del film: The Goonies R Good Enough di Cindy Lauper, all’epoca caldissima grazie a brano come “Girls Just Wanna Have Fun” e “True Colors”. I Goonies esce nell’estate del 1985 negli Stati Uniti e arriva dopo qualche mese da noi. È un successo piuttosto annunciato ma non per questo meno importante. Oltre a incassare molto bene, I Goonies diventa uno dei film più citati in assoluto per la nostra generazione. Fare una lista di cantanti, artisti, scrittori che hanno inserito qualche piccolo riferimento al film di Donner nei loro lavori è un’operazione abbastanza impossibile, ma potrebbe rendere l’idea di quanto quel film abbia cambiato la nostra vita. Nel 2011, J.J. Abrams ha pagato il suo tributo a quel film e a quel periodo cinematografico con Super 8, un film che somiglia a un esperimento filologico in cui, più che parlare ad un nuovo pubblico, si andava a fare pressione sulla nostalgia di quelli non più giovanissimi.

Ne abbiamo parlato anche qui ormai molto tempo fa, ma siamo ancora in un momento in cui la pratica del remake e del reboot ha il suo peso in quel di Hollywood. Se fossi effettivamente il Paolo Limiti che vi ha parlato a inizio del pezzo vi potrei dire che “Si sono presi tutto!”, ed un po’ è vero. Tutti i grandi classici che ci hanno formato sono stati rifatti – creando, a secondo dei casi, qualche scompenso in chi scrive – ma incredibilmente I Goonies è rimasto fino ad oggi intoccato. Anzi, direi fino a ieri. È infatti di poche ore una curiosa dichiarazione del regista Richard Donner. La frase è abbastanza chiara: «We’re doing a sequel». L’ha appunto pronunciata il regista mentre firmava qualche autografo fuori dal suo ufficio. La dichiarazione è stata ripresa da un videoamatore ed è subito rimbalzata su Tmz. Pochi secondo dopo che il video in questione è stato visto in rete, in moltissimi hanno formulato esattamente la stessa domanda: ma i protagonisti saranno i vecchi Goonies 28 anni dopo? O si limiteranno a fare dei piccoli cameo? Sarà un film incentrato sui figli dei Goonies che formano una nuova banda? O sarà uno dei film più tristi della Storia del Cinema, capace di raccontare come quei bellissimi fanciulli sono diventati dei signori di mezz’età tristi e frustrati come i loro vecchi genitori?

Corey Feldman, il vecchio Mouth: «Non può essere fatto senza uno script perfetto. Dobbiamo essere in grado di ricreare la magia dell’originale»

Mentre scrivo  mi rendo contro che quest’opzione potrebbe in assoluto essere lòa più interessante, ma dubito che sarà poi quella che verrà perseguita. Poche ore dopo la dichiarazione di Donner, c’ha pensato Corey Feldman, il vecchio Mouth, a dire la sua. L’attore – che ormai da tanti anni non sembra essere tra le persone più sane di Hollywood – ha dichiarato che il progetto del sequel de I Goonies gli è già stato offerto qualche anno fa dallo stesso Donner ma per ora non si è riusciti a mettere insieme nessuna idea per quanto riguarda la sceneggiatura. E ha aggiunto: «Non può essere fatto senza uno script perfetto. Dobbiamo essere in grado di ricreare la magia dell’originale». Staremo a vedere. Nel frattempo l’unica cosa saggia da fare è riguardarsi l’originale.

Immagine: una scena de I Goonies

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