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06:49 mercoledì 15 luglio 2026
Le proteste contro i data center si stanno facendo sempre più diffuse, radicali e partecipate in tutto il mondo Le prime proteste si sono registrate negli Stati Uniti. Poi sono arrivati movimenti anche in Inghilterra e Olanda. E adesso si inizia a protestare anche in Italia.
Fa talmente caldo che a Firenze le cere anatomiche del Museo di Storia Naturale hanno rischiato di sciogliersi Un guasto all'impianto di aria condizionata ha messo a rischio quasi duemila modelli anatomici, alcuni dei quali hanno 250 anni.
A Bali i turisti consumano così tanta acqua che adesso il Paese deve affrontare una gravissima crisi idrica Un turista consuma indirettamente e direttamente tra i 2 mila e i 4 mila litri di acqua al giorno, un balinese se la deve cavare con 50.
Nonostante le innumerevoli critiche e stroncature, Michael è diventato il primo biopic nella storia del cinema a incassare un miliardo al botteghino mondiale 371,8 milioni di dollari negli Stati Uniti e in Canada, 629,8 milioni nel resto del mondo: mai nessun biopic ha incassato così tanto.
In un lago in Arizona sono morti tutti i pesci, tutti assieme, tutti nello stesso momento, tutti per lo stesso motivo È successo al lago San Carlos, un bacino d'acqua artificiale, il più grande dello Stato. Ovviamente, c'entra l'inquinamento.
Sempre più coppie che divorziano usano l’AI per farsi dire come rispondere al partner, il che peggiora solo le cose Il problema è che se racconti a ChatGPT che il tuo partner fa questo e quest'altro, ChatGPT ti darà ragione e non perché tu abbia ragione, ma perché è costruito per farlo.
Christopher Nolan ha detto che non gli importa delle polemiche attorno all’Odissea perché sono irrilevanti Davanti alla foga con cui alcuni spettatori si stanno accanendo sul film, Nolan ha semplicemente risposto che fa tutto «parte del gioco».
C’è una biologa che vuole fare in modo che le donne abbiano il ciclo mestruale solo 3 volte all’anno Secondo Hongmei Wang ridurre il ciclo potrebbe essere un modo per estendere il periodo riproduttivo femminile e, quindi, ingannare il cosiddetto orologio biologico.

Cosa c’è nel nuovo numero di Studio

Le storie di copertina su Giorgio Armani e Barnaba Fornasetti e uno speciale dedicato a Milano, in edicola dal 23 novembre.

di Studio
21 Novembre 2018

In edicola da venerdì 23 novembre, Studio 37, il numero invernale che presentiamo come di consueto durante Studio in Triennale, la giornata d’incontri che si tiene domenica 25 alla Triennale di Milano, è uno Studio diverso dal solito. Si tratta di un’edizione speciale quasi interamente dedicata a Milano, la città dove la rivista è nata e continua a operare, ma anche ­– ci sembra di poter dire sperando di non offendere nessuno – quella dove in Italia stanno succedendo in questo momento le cose più interessanti, quella che sta dimostrando maggiore vitalità.

La storia di copertina dedicata a Fornasetti, firmata dal direttore di Studio Federico Sarica

La Milano del presente dunque, ma anche quella dei grandi classici, che hanno creato i presupposti perché Milano fosse quella che è oggi. Classiche sono, infatti, le due storie di copertina dedicate a due mitici “milanesi”, Giorgio Armani e Barnaba Fornasetti. Il grande stilista si racconta in un’intervista e parla della Milano passata e futura, quella che ha vissuto e quella che immagina, e delle forme della moda contemporanea. Il secondo, a capo dell’omonimo marchio di design, è la dimostrazione vivente di come creatività e razionalità siano il binomio che meglio descrive la natura di Milano e dei milanesi, cosa che viene raccontata anche fotograficamente nei due servizi: uno costituito da splendide foto d’archivio recuperate dalla collezione Armani; l’altro ambientato a casa Fornasetti, un luogo magico, pieno di oggetti e di storia, raccontato dalle immagini di Jonathan Frantini.

Un elenco di cinquanta cose, idee, personaggi, progetti e luoghi che rappresentano, secondo noi, la Milano di oggi

Creatività e razionalità sono del resto anche i due assi cartesiani su cui abbiamo costruito il lungo speciale che si apre dopo le storie di copertina: si chiama “Milano 50” ed è un elenco di cinquanta cose, idee, personaggi, progetti, luoghi che rappresentano, secondo noi, la Milano di oggi. Dentro ci troverete la moda, la cultura, l’editoria, il cibo, l’arte, i personaggi, le trasformazioni urbane, le innovazioni e le opinioni. Pagine che, più di una guida, rappresentano una mappatura di cosa sta succedendo oggi in città e di cosa succederà nell’immediato futuro.

Milano 50: moda, cultura, editoria, cibo, arte, personaggi, trasformazioni urbane, innovazioni e opinioni

Segue il nostro appuntamento fisso con i personal essay d’autore, lo Studio Classic, che in questo numero è firmato da Mark O’Connell, autore di Essere una macchina per Adelphi, e ospite di Studio in Triennale domenica 25. Il suo saggio, intitolato “Il corpo umano è un format defunto”, funziona come un’introduzione al libro, ne tocca i temi principali e spiega quali sono i motivi che hanno spinto O’Connell a intraprendere il suo viaggio intorno al transumanesimo, il movimento culturale sviluppatosi soprattutto dalle parti della Silicon Valley, che si pone come obiettivo il superamento dei limiti biologici del corpo umano attraverso la tecnologia.

Mark O’Connell è l’autore di Essere una macchina (Adelphi)

Dopo i due servizi di moda, chiude il numero una chiacchierata con i fondatori di Pretziada che, in controtendenza, sono andati via da Milano per trasferirsi in Sardegna e fondare un’azienda diventata in breve un’eccellenza del design e della moda, che ha incuriosito giornali come il New York Times.

La modella milanese Gail Pelizzari, 20 anni, è la protagonista dei uno dei due servizi di moda di questo numero

Ci trovate in edicola, da venerdì 23 novembre, e in Triennale, domenica 25.

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