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23:35 mercoledì 29 aprile 2026
Il governo sudafricano ha dovuto ritirare la sua proposta di legge sull’AI perché si è scoperto che è stata scritta con l’AI In particolare, si è scoperto che l'AI si era inventata di sana pianta tutta la bibliografia alla base del testo di legge.
Secondo uno studio, nelle città europee sta diventando quasi impossibile spostarsi senza la macchina Milano è una delle poche in cui si riesce a muoversi almeno un po' con i mezzi pubblici. A Roma, invece, la situazione è disastrosa.
Mentre faceva uscire il nuovo singolo, preparava un tour continentale e invitava a boicottare l’Eurovision, Robert Del Naja dei Massive Attack ha trovato anche il tempo di farsi arrestare a una manifestazione pro Palestina Stava manifestando a Trafalgar Square esponendo un cartello con su scritto «Mi oppongo al genocidio, sostengo Palestine Action».
Quest’anno in concorso al Festival di Cannes ci sono soltanto film lunghissimi Oltre la metà durano più di due ore, ben otto superano le due ore e mezza, ce n'è uno che arriva a tre ore e un quarto.
Il Met Gala starebbe abbassando i prezzi perché con Jeff Bezos e Lauren Sánchez a finanziarlo nessuno ha granché voglia di andarci Dagli iniziali 75 mila dollari per l'ingresso e 350 mila per un tavolo da 10, i prezzi adesso si starebbero abbassando sensibilmente.
Con tutto quello che sta succedendo nel mondo, Donald e Melania Trump stanno impiegando tempo ed energie per litigare con Jimmy Kimmel (di nuovo) Stavolta i Trump si sono arrabbiati per una battuta in cui Kimmel definiva Melania «una vedova in divenire».
Acne Paper ha messo in mostra per la prima volta 70 disegni di René Bouché che ritraggono 70 donne che hanno fatto la storia Tra i ritratti dello storico illustratore di Vogue compaiono i volti di Lee Radziwill, Billie Holiday, Helena Rubinstein e Babe Paley.
Adesso anche TikTok fa la sua classifica dei bestseller Uscirà ogni mese e incrocerà le vendite dei libri con le visualizzazioni che i contenuti dedicati a quel libro ottengono sul social.

Quindici anni lassù

Storie dalla Stazione spaziale internazionale, tre lustri dopo il primo arrivo di due esseri umani sulla piattaforma che orbita attorno alla Terra.

04 Novembre 2015

A poco più di due decadi dalla fine della Guerra fredda, cosmonauti russi e astronauti americani ed europei condividono mesi della propria esistenza a 400km d’altezza su una struttura chiamata Stazione spaziale internazionale (o, più comunemente, Iss), dove vedono il Sole sorgere ogni ora e mezza (la stazione compie quindici orbite al giorno intorno alla Terra). Succede dal 2 novembre del 2000, la data di inizio della prima permanenza continuativa di due persone sulla Iss; da allora in questa speciale casa nello spazio c’è sempre stata una presenza umana. Per celebrare il quindicesimo anniversario da quel viaggio inaugurale, abbiamo raccolto alcuni articoli che trattano della vita a bordo della Stazione, di alcune storie che la riguardano, del rientro del personale sulla Terra.

5,200 Days in SpaceThe Atlantic

«La cosa difficile di addormentarsi nello spazio», dice Mike Hopkins, che a marzo è tornato da un periodo di sei mesi sulla Stazione Spaziale, «è una specie di questione mentale. Sulla Terra, quando hai avuto una giornata difficile e sei mentalmente e psicologicamente stanco, appena ti corichi sul letto provi un senso di sollievo. Ti togli un peso. C’è un immediato senso di rilassamento. Nello spazio, non lo provi mai. Non hai mai quella sensazione di toglierti un peso dai piedi, o quel sollievo emotivo». Alcuni astronauti ne sentono talmente la mancanza che si legano con una corda elastica al muro, per provare un feeling simile allo stare distesi su un letto.

[…]

Essendo nel contempo una struttura, un veicolo e un insediamento, la Stazione è accostabile a una grande nave. Ha la sua personalità, il suo fascino e le sue fissazioni. I membri dell’equipaggio vanno e vengono, portando i loro stili, ma la stazione stessa impone un certo ritmo e un certo tono. Ha un sistema di riciclo dell’acqua più sofisticato di ogni omologo presente sulla Terra. Un astronauta che prepara un drink a base d’arancia il lunedì mattina e urina il pomeriggio può usare la stessa acqua, appena purificata, per mescolare un altro drink il giovedì. Ma la stazione manca di un frigorifero o di un freezer per il cibo (c’è un freezer per gli esperimenti scientifici) e, anche se si mangia molto meglio di vent’anni fa, la maggior parte del cibo è sottovuoto o in scatola. L’arrivo di qualche arancia con un rifornimento ogni due mesi è causa di giubilo.

German Astronaut Alexander Gerst Aboard The International Space Station

Life aboard the International Space StationThe Guardian

La stazione spaziale ha un equipaggio permanente di sei membri, per cui l’arrivo di volti nuovi causa grandi celebrazioni. Detto ciò, anche l’ospite più benvenuto può fare danni se è inesperto. Esiste la sottile arte di andare in giro senza andare a sbattere contro nulla – o, cosa più fastidiosa, nessuno – o sbattendo contro i muri su cui computer, macchinari e altri oggetti sono attaccati con nastri velcro. Un pilota di shuttle in attività una volta confessò di aver lasciato una scia di portatili e altri averi personali dietro di lui la prima volta che aveva tentato di volare da una stanza all’altra. «Quando ti giri la prima volta, ti senti un toro in un negozio di ceramiche”, ha detto, «non avevo idea di come rimettere le cose a posto».

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Vivere in un ambiente senza peso ha effetti curiosi sul corpo; dopotutto, la nostra intera fisiologia si è evoluta in presenza della gravità. Nei loro primi due o tre giorni nello spazio gli astronauti hanno la nausea, una condizione che di solito negli ambienti della Nasa è chiamata “consapevolezza dello stomaco”. I liquidi corporei che sulla Terra stanno fermi nello spazio si muovono verso il capo, lasciando gli astronauti con gambe macilente e visi gonfi, il che ha l’effetto collaterale positivo di cancellare le rughe e rendere l’equipaggio di aspetto più giovane, per quanto temporaneamente.

HomeEsquire

Ogni tanto puoi chiamare a casa, utilizzando il telefono satellitare su canali criptati, a registratore spento. Sono quelle telefonate che ti fanno andare avanti. Quando nessuno è a casa, quando lei è andata a fare la spesa o i bambini sono agli allenamenti di calcio, lasci un messaggio in segreteria: «Ciao tesoro, sono io, dallo spazio». A volte lei registra quei messaggi e li riascolta la sera, ancora e ancora. Ultimamente, li registra quasi sempre: magari saranno tutto quello che le resterà.

[…]

Dici a Houston che tutto va bene, che ti sei addestrato tutta la vita per un evento come questo, che ce la puoi fare e aggrapparti ai bei ricordi per un anno intero, anche più a lungo se è necessario. Forse c’è una parte di te che lo crede veramente. I muscoli delle gambe sono sempre i primi a cedere. Sulla Terra continui ad esercitarli combattendo la gravità, anche solo quando ti alzi dal letto. Senza la gravità, cominciano ad atrofizzarsi e il corpo si svuota come il cassetto di una vecchia cucina. Quando lo shuttle Columbia è esploso, l’Expedition 6, il sesto equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale, aveva ancora un mese di esperimenti da completare. In quel momento, la missione stessa è diventata un esperimento: il record di tempo trascorso in orbita da degli astronauti americani era 196 giorni, restare un altro anno nello spazio avrebbe eclissato qualsiasi record precedente, incluso quello dei russi.

The Social Life of Plants, In SpaceThe Winnower

In un libro della Nasa del 1977, Space Settlements: A Design Study, gli autori analizzano il ruolo delle piante in un possibile futuro di vita umana nello spazio. Nel capitolo 3 “Bisogni umani nello spazio: considerazioni psicologiche e culturali”, le piante vengono considerate come una componente necessaria della salute psicologica umana nello spazio, in particolare nella prevenzione della “sindrome solipsistica”. Le piante sono importanti, osserva l’autore, perché non sono completamente sotto il controllo umano; capita che facciano cose inaspettate.

[…]

La documentazione e la condivisione della sua esperienza da parte di Hopkins nella cura della piante contiene questa dimensione di imprevisto, sotto forma di fallimento nella sopravvivenza. In un post su Twitter Hopkins spiega che un seme di zucca ha misteriosamente incominciato a morire.

Astronaut medical odditiesWired

C’è un altro aspetto psicologico dei viaggi nello spazio: gli astronauti descrivono quello che l’autore Frank White definisce “l’effetto vista dall’alto”, raccontano di essersi sentiti pieni di meraviglia, quasi in soggezione, davanti all’infinità dell’universo, di avere vissuto una sorta di epifania spirituale, di essersi sentiti tutt’uni con la natura e il resto dell’umanità. Lo spazio regala esperienze straordinarie […] i cui effetti positivi durano nel tempo. Secondo le ricerche di alcuni psicologi, una volta rientrati sulla Terra, gli astronauti diventano meno ansiosi, meno ipocondriaci, meno depressi e meno aggressivi. Pare che, per affrontare missioni tanto difficili, sviluppino nuove capacità di adattamento allo stress, che poi tornano utili anche nella vita sulla Terra.

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