Hanno firmato una lettera aperta per boicottare la manifestazione, chiedendo l’esclusione immediata di Israele.
È stata annunciata la data d’uscita dell’ultima stagione di Squid Game
Non è proprio una sorpresa, visto che all’inizio di gennaio Netflix aveva rivelato per sbaglio la data d’uscita dell’ultima stagione di Squid Game nella descrizione di un video promozionale pubblicato su YouTube (il video è stato subito rimosso, ma non abbastanza in fretta: a quel punto tutta internet era venuta a saperlo). Adesso però c’è l’ufficialità: la terza e ultima stagione di Squid Game arriverà su Netflix il 27 giugno. Si sapeva che stavolta l’attesa non sarebbe stata lunga, che non sarebbero passati di nuovo tre anni come successo tra il finale della prima stagione e la premiere della seconda. Si sapeva anche perché lo aveva detto il creatore, sceneggiatore e regista Hwang dong-hyuk: la seconda e la terza stagione di Squid Game dovevano essere una cosa sola, ha deciso di dividerle solo quando si è reso conto che aveva troppo da scrivere e che una stagione sola non sarebbe mai bastata a finire la storia.

Dunque mancano soltanto cinque mesi e poi finalmente scopriremo come finisce il gioco al massacro. Nel frattempo, se non lo avete ancora fatto, guardate la seconda stagione (di cui abbiamo scritto qui).
Hanno firmato una lettera aperta per boicottare la manifestazione, chiedendo l’esclusione immediata di Israele.
Per il momento si tratta di 3 canzoni: Il passo successivo da Frozen II, Oltre l'orizzonte da Moana 2 e Non si parla di Bruno di Encanto, disponibili su Disney+ dal 27 aprile.
Per la Milano Design Week, Secolo e TABLEAU presentano la loro prima collaborazione, Soft Matters. Un progetto che nasce dal prodotto ma si espande fino a diventare spazio, gesto e immaginario condiviso. Tra divani oversize, schiume di scarto e fiori disegnati a occhi chiusi.
Gli scrittori, 230 per la precisione, hanno anche annunciato che faranno causa all'editore per riprendersi i diritti di tutti i loro libri già pubblicati.
A lungo si è pensato non esistessero affatto o fossero andati perduti. Ora un ex collega universitario di Stevens ha rivelato di averli conservati per anni.