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Il protagonista della campagna elettorale in Brasile è diventato il “Bono della Paulista”, un ragazzo che è andato a manifestare per Lula a petto nudo, con la tuta, la balaclava e la bandiera della Palestina
Hannah, Marnie, Shoshanna e Jessa hanno fatto una videocall per annunciare l’arrivo della nuova stagione di Girls Lena Dunham ha proposto una reunion e tutti hanno subito accettato, non prima di aver ricreato, in pochi secondi, le dinamiche disfunzionali che avevamo imparato ad amare.
In Indonesia si sono accorti che l’unico modo per diffondere gli allarmi terremoto in tutto il Paese è usare gli altoparlanti dei minareti In un Paese con centinaia di migliaia di moschee sparse su tutto il territorio, gli altoparlanti usati da muezzin sono l'unica rete di sirene già pronta.
Anthropic ha cambiato le sue linee guida perché vuole che gli utenti la smettano di insultare e maltrattare Claude Da adesso, Claude potrà troncare le conversazioni con utenti che adottano «comportamenti violenti o crudeli, prolungati e immotivati».
La nuova canzone di David Byrne è una canzone contro Elon Musk fatta solo di frasi assurde dette da Elon Musk Si intitola "Let Me Sell You a Dream" e fa parte della colonna sonora di Musk, il documentario di Alex Gibney in uscita negli Stati Uniti il 16 ottobre.
In Argentina c’è un treno che come carburante usa esclusivamente il sole delle Ande Si chiama Tren Solar de la Quebrada, percorre 42 chilometri nella provincia di Jujuy e viene usato anche per i viaggi notturni per vedere le stelle.
L’Ipcc sta subendo fortissime pressioni da parte dei petro-Stati per non pubblicare un importante ricerca sulla crisi climatica Arabia Saudita, Russia, India e Cina vogliono rinviarne la pubblicazione al 2029. I Paesi più poveri e più esposti alla crisi climatica pretendono che sia pubblicato subito.
Sayf ha fatto un bellissimo documentario sul carcere di Chiavari e lo ha reso disponibile gratuitamente sul suo YouTube Si intitola Il cielo in una stanza, dura 20 minuti ed è stato girato durante una visita lunga 12 ore alla casa di reclusione di Chiavari.

Space Invaders compie 40 anni

04 Giugno 2018

Nel 1978 la Taito Corporation iniziò a distribuire Space Invaders, uno dei più famosi e influenti videogiochi della storia. Per commemorare il suo quarantesimo compleanno, il Guardian ha intervistato il suo inventore, il giapponese Tomohiro Nishikado, che ai tempi del suo enorme successo aveva 34 anni. «Non avevo idea che sarebbe diventato un fenomeno del genere, rimasi totalmente sorpreso», ricorda Nishikado. Nel 1981 il gioco aveva già generato incassi per oltre 1 miliardo di dollari e causato scarsità di monetine in tutto il Giappone.

Space Invaders fu il capostipite di quella tipologia di giochi per arcade che avrebbero cambiato le abitudini e il modo di socializzare dei ragazzi tra la fine degli anni ’70 e la metà degli anni ’80: i gettoni, i pomeriggi e le serate chiusi dentro alle sale giochi, i capannelli intorno al più bravo, l’ossessione per i punteggi. Tutto questo ispirò a Martin Amis L’invasione degli Space Invaders, un libro pubblicato nel 1982 in cui lo scrittore parte dalla sua videodipendenza (dalla ricerca spasmodica della sala giochi più vicina, all’euforia per l’ultimo cabinato messo in circolazione, all’insonnia) per tracciare un ritratto della società di quegli anni, quando la tecnologia e l’informatica iniziano a mettere radici nella quotidianità.

Tipica di quegli anni è anche la fascinazione per lo spazio: il primo Guerre Stellari, diretto da George Lucas, arrivò nei cinema nel 1977. Eppure, spiega Nishikado, l’idea di un gioco basato sul combattimento spaziale non fu immediata: arrivò come soluzione a una serie di problemi. «Inizialmente ho provato con i carri armati, poi con le navi da guerra e gli aerei, ma il movimento e l’animazione non si prestavano al gioco. Dopo molte prove ed errori ho inserito i soldati e ho notato che funzionavano bene. Ma non potevo creare un gioco il cui obiettivo era sparare alle persone. In quel momento, mentre ero bloccato cercando un’alternativa, mi resi conto che potevo usare gli alieni: nessuno aveva da ridire su chi sparava agli alieni». Per il design Nishikado si ispirò al mostro a forma di polpo della La guerra dei mondi di H.G. Wells, il romanzo del 1898.

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