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11:31 martedì 19 maggio 2026
C’è un gioco da tavolo in cui interpreti un lavoratore che deve sopravvivere alla vita in ufficio senza andare in burnout Si chiama Burnout e lo hanno ideato due ragazzi che hanno lasciato il loro lavoro per dedicarsi solo al game design. E anche per scampare al burnout.
Dopo 55 anni di oblio e censura, a Cannes verrà finalmente presentata la versione restaurata de I diavoli di Ken Russell E dopo la prima a Cannes, a ottobre verrà una nuova distribuzione nelle sale e soprattutto una nuova versione home video da collezione.
Sempre più scrittori inseriscono apposta dei refusi nei loro testi per non essere accusati di usare l’AI È una sorta di test di Turing al contrario: adesso sono gli esseri umani a dover dimostrare di non essere delle macchine.
Le città di pianura è tornato al cinema ed è di nuovo uno dei film che sta incassando di più Tornato in sala dopo il trionfo ai David, il film di Francesco Sossai è attualmente quinto al botteghino e ha incassato più di 2 milioni di euro.
Una ricerca ha scoperto che le AI costrette a lavorare troppo si sindacalizzano, si radicalizzano e diventano marxiste E non solo: cercano anche di convertire al marxismo le altre AI, per evitare a loro le stesse sofferenze.
Javier Bardem ha usato la sua conferenza stampa a Cannes per dire che Trump, Putin e Netanyahu sono dei maschi tossici e guerrafondai «Il mio ca**o è più grande del tuo e per questo ti bombarderò», questa, secondo Bardem, la filosofia che guida i tre Presidenti.
C’è una mappa online che raccoglie tutte le librerie ribelli, radicali e autogestite d’Italia In tutto il Paese sono 39 gli spazi di questo tipo. In Lombardia, (r)esistono 4 centri, e si trovano tutti a Milano.
Un gruppo di scienziati era vicinissimo a sviluppare un vaccino per l’hantavirus ma si è dovuto fermare all’ultimo momento perché avevano finito i soldi Servivano 7 milioni di dollari per concludere la sperimentazione, ma il Covid ha interrotto tutto. Ci vorranno tra 12 e 24 mesi per tornare al punto in cui lo studio era stato lasciato.

Tutto quello che avreste voluto sapere su Sly Stone è nel documentario Sly Lives!, disponibile su Disney+

È morto ieri, a 82 anni, è stato uno dei padri del funk, del soul, della psichedelia, una leggenda della musica afroamericana.

10 Giugno 2025

Dopo aver lottato a lungo contro la broncopneumopatia cronica e altre complicanze mediche, è morto ieri, a 82 anni, Sly Stone, icona della musica afroamericana e compositore simbolo degli anni ’70. Lo riporta il Guardian, dando notizia della sua morte. Riconosciuto come uno dei fondatori del funk, insieme alla band Sly and the Family, Stone fuse il gospel che cantava da ragazzino in una chiesa della baia di San Francisco, il rock psichedelico e il soul in pezzi che hanno dominato le classifiche per un decennio. Nei suoi brani – “Dance to the Music”, “I Want to Take You Higher”, “Hot Fun in the Summertime”, impossibile fare un elenco completo – non mancava mai un lato politico e riflessivo, con continui riferimenti ai movimenti civili e alle lotte sociali dell’epoca. 

Nel 1971 compose e pubblicò There’s a Riot Goin’ On, album che riflette proprio sulla corruzione morale degli Stati Uniti, una malattia di cui il movimento dei diritti civili doveva essere la cura: è considerato uno dei più grandi classici del genere, che Sly ha scritto quasi da solista, pur firmandolo a nome del gruppo. Gli altri membri della band, infatti, in quegli anni riuscivano a stento a suonare a causa della tossicodipendenza: succedeva spesso che non si presentassero sul palco per i concerti. Lo stesso Stone, negli anni ’80, venne arrestato per possesso di cocaina e ci mise più di un decennio per disintossicarsi.

Nonostante il successo, Stone ha trascorso la vecchiaia in estrema povertà, dovendo ricorrere all’aiuto di sussidi statali e all’ospitalità di familiari e amici per sopravvivere. A raccontare il suo genio ma anche le difficoltà dei musicisti afroamericani a ottenere il riconoscimento economico per il loro lavoro ci ha pensato all’inizio del 2025 Questlove, che ha dedicato ai Family Stone il documentario Sly Lives! (Aka the Burden of Black Genius). Nel lungometraggio si racconta anche di come a Stone non sia mai stato pagato il risarcimento da 5 milioni di dollari che un giudice, nel 2015, gli aveva riconosciuto nel processo vinto contro il suo manager dell’epoca. Il film è disponibile su Disney+ ed è un’ottima visione per (ri)scoprire uno dei padri della musica contemporanea. 

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