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18:19 domenica 30 agosto 2026
Il governo serbo concederà a Ratko Mladic, il boia di Srebrenica, il funerale di Stato perché «era pur sempre un generale» «Il generale Mladic è un generale, e ci sono dei protocolli da seguire», questo si è limitato a dire il Ministro della Giustizia serbo, Nenad Vujic.
La ragione per cui le aziende AI stanno addestrando le AI usando solo libri vecchi e che i libri vecchi sono gli unici che sicuramente non sono stati scritti con l’AI Cause giudiziarie e inchieste giornalistiche hanno rivelato che questa è una pratica ormai diffusissima. Anche perché le AI non possono più essere addestrate con contenuti presenti su internet, perché troppi contenuti presenti su internet sono ormai fatti con l'AI.
Le operazioni di soccorso al confine tra Nepal e Tibet stanno diventando impossibili a causa della piena di un lago che si è formato dopo la frana che ha causato l’inondazione Operazioni che erano già difficili per via dalle infrastrutture distrutte e dalle linee di comunicazione danneggiate.
Dopo 25 anni di attesa, il regista di Donnie Darko ha finalmente pronto il sequel, solo che non è un film ma un romanzo epistolare di 800 pagine sui viaggi nel tempo Richard Kelly, regista, sceneggiatore e adesso anche scrittore, ha già detto che questo è solo il primo passo nell'esplorazione dell'universo di Donnie Darko.
Il pezzo di ghiacciaio che ha causato le inondazioni in Tibet e Nepal era talmente grosso che quando si è schiantato al suolo ha provocato un terremoto Una scossa di magnitudo 5.2 aveva fatto pensare a un sisma. Solo dopo si è capito che tutto era iniziato con un pezzo di ghiacciaio precipitato a valle.
La grande retrospettiva che sta per arrivare allo Stedelijk Museum di Amsterdam è l’occasione per conoscere e celebrare davvero Yayoi Kusama Dall'11 settembre al 17 gennaio 2027 l'esposizione ripercorrerà oltre settant'anni di carriera, dalle enormi e ipnotiche tele alle famosissime installazioni di specchi.
Il modo perfetto di ricordare Tim Curry è andare a rivedere The Rocky Horror Picture Show al Cinema Mexico di Milano, dove è in programmazione ininterrottamente da 45 anni Il Mexico è una delle pochissime Rocky Horror House del mondo: dal 1981, quasi ogni venerdì, il film torna sul grande schermo. E tornerà anche adesso che Tim Curry non c'è più, per celebrarlo e ricordarlo.
Un sito sta raccogliendo tutte le elegie funebri scritte dai giornalisti palestinesi per i loro colleghi uccisi negli attacchi israeliani Si chiama The Living Record e permette di ascoltare la voce e le parole dei giornalisti di Gaza, mentre ricordano i loro colleghi uccisi negli attacchi israeliani.

Cosa ci fa Simona Ventura su Substack? Scrive un post su Marco Pannella

Entrambe le cose sono vere. Ventura si è davvero iscritta a Substack. E ha davvero scritto un'intera newsletter dedicata a Pannella.

21 Maggio 2026

«So stare in diretta. So gestire un imprevisto. So quando un concorrente sta per crollare, quando un ospite sta per offendersi e quando una riunione apparentemente tranquilla finirà malissimo dopo sette minuti». C’è un’arroganza commovente, ma sacrosanta, nel debutto su Substack di Simona Ventura. È il curriculum di chi ha masticato e sputato quasi quarant’anni di cultura pop e televisione generalista, quella fatta di fango, fame e liti per un cocco in prima serata. Eppure, l’onestà con cui si presenta sulla pagina bianca è la stessa che l’ha resa un’eccezione in tv: Ventura non ha mai saputo usare la diplomazia, e chi ha buona memoria se lo ricorda. Nella preistoria della prima e pionieristica edizione di X Factor, impose un modo di condurre (e condursi) che cambiò per sempre le regole del gioco dei talent italiani.

Uno stile che non è cambiato minimamente, nemmeno quando la liturgia pop le ha scaricato addosso l’anatema più famoso, cioè il feticcio transgenerazionale del “Simona sei falsa!”, marchiato a fuoco nell’immaginario collettivo da una Arisa furiosa nel 2012. Ma quel vecchio detrito oggi si converte in una medaglia: la principale risorsa di questo esordio digitale di Ventura sono proprio quegli spigoli che la tv contemporanea tende a levigare. Un frammento di puro feticismo pop che diventa il passaporto per un’operazione editoriale ad alto tasso di sincerità, rivendicando una spigolosità non emendabile e il diritto di essere, all’occorrenza, sgradevoli.

Le regole d’ingaggio sono poche e Ventura mette subito le cose in chiaro: scriverà solo quando avrà qualcosa da dire. Il piano editoriale si fonda sul fascino del retroscena, sull’intenzione di esplorare il lato oscuro del mondo televisivo, smontando la narrazione patinata del successo per raccontarne il conto che la celebrità costringe a pagare. Il focus si sposta sulle persone che popolano quel mondo a riflettori spenti, ma soprattutto sugli errori di valutazione, sulle figuracce, sui dolori personali e sulla fatica tremenda che si nasconde dietro la retorica del “sapersi reinventare”. Che non si tratti dell’ennesimo santuario motivazionale per fare della filosofia spicciola lo si capisce dal fatto che, a 60 anni, Ventura non ha nessuna intenzione di fingersi una “guru zen” e dichiara che in giro, di questi, ce ne sono già troppi.

Si spiega così la scelta di dedicare la prima uscita di questa newsletter alla vita e al lavoro di Marco Pannella. Con franchezza, Ventura confessa il suo qualunquismo giovanile, quando davanti ai picchetti dei Radicali girava i tacchi, per poi ammettere una fascinazione quasi ossessiva per gli ultimi cento giorni di vita del politico. L’ostinazione di Pannella nel voler discutere ed emozionarsi anche da stanco morto diventa lo specchio di questa nuova urgenza di Ventura: trovare un posto più grande, più lento, dove ci si possa concedere il lusso di cambiare idea, invitando il lettore a contraddirla. Resta da capire se il pubblico di Substack sia pronto ad accettare questa nuova versione di chi, fino a ieri, esisteva tra naufraghi e popstar.

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