Dalle lattine di Gucci ai poster di Balenciaga fino alle riviste promozionali de Il diavolo veste Prada: come trasformare il vissuto in inventario e l’esperienza in oggetto secondario. Anche quando non si vende davvero.
Le segnalazioni sullo studio di Dilara Findikoglu evidenziano le contraddizioni della moda contemporanea: il divario tra estetica politica e pratiche operative, la retorica del sacrificio creativo e una precarietà sistemica spesso mascherata da valore culturale.