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20:18 martedì 7 aprile 2026
L’anteprima mondiale della nuova stagione di Euphoria sarà al Coachella È la prima volta che al Coachella si tiene una prima di film o di una serie tv. L'appuntamento è per l'ultima notte del festival, per una proiezione sotto le stelle.
Grazie al Diavolo veste Prada 2, Anna Wintour è finita per la prima volta sulla copertina di Vogue assieme alla sua alter ego Miranda Priestly, cioè Meryl Streep Per l'occasione si è fatta intervistare da Greta Gerwig, mentre l'attuale direttrice di Vogue faceva da stenografa.
Dua Lipa sarà la curatrice di uno dei più importanti festival letterari d’Inghilterra, il London Literature Festival Dopo il successo del suo book club, la popstar sarà la guest curator della più longeva fiera del libro di Londra.
La Sydney Opera House ha pubblicato sul suo canale YouTube, integralmente e gratuitamente, il film-concerto di Thom Yorke È un concerto del novembre 2024 che finora si era potuto vedere solo live oppure per tre giorni al cinema nello scorso marzo. Adesso è disponibile per tutti.
L’ultimo post di Trump sulla crisi nello Stretto di Hormuz è così delirante che in molti iniziano a dirsi seriamente preoccupati della sua salute mentale Il Presidente si rivolge ai «crazy bastards» iraniani, minacciandoli di scatenare un «living in Hell» se non «open the fuckin’ Strait»: persino tra i Repubblicani inizia a esserci una certa inquietudine.
Le prevendite per Dune 3 sono andate sold out in poche ore nonostante manchino otto mesi all’uscita del film In una sala IMAX di Londra, dove il biglietto costa quasi 30 euro, tutti i 498 posti sono stati prenotati in appena due minuti.
L’Unicef ha pubblicato una guida per aiutare i genitori a spiegare la guerra ai bambini La guida spiega come parlarne ai più piccoli non "isolandoli" dalle notizie, ma aiutandoli a capire la situazione, in base alla loro età.
Il primo problema che gli astronauti della missione Artemis II hanno dovuto risolvete è stato il bagno rotto Lo Universal Waste Management System della navicella Orion ha avuto un problema poco dopo aver raggiunto l'orbita terrestre. Per fortuna, l'astronauta Cristina Koch è riuscita a ripararlo, autonominandosi «idraulica dello spazio».

Ti piacerebbe da morto trasformarti in corallo?

21 Febbraio 2022

C’è un’organizzazione benefica in Florida che si chiama Eternal Reefs che fornisce un servizio molto particolare, descritto sul sito dell’associazione come «un modo per continuare a dare un contributo anche dopo la fine della vita, aiutando a rinvigorire la barriera corallina». Per capirsi: Eternal Reefs realizza delle sfere fatte di cemento a ph neutrale e ceneri umane e le “posa” in zone appositamente predisposte del fondale marino degli Stati Uniti. Le sfere pesano tra i 250 e 1800 chilogrammi, hanno una superficie pensata per permettere a forme di vita marina come alghe e coralli di crescere con facilità. Costano tra i 3000 e i 7500 dollari l’una e a oggi Eternal Reefs ne ha “piazzate” più di tremila, sparsi in 25 diversi cimiteri subacquei tra il New Jersey e il Texas. Ai parenti e agli amici del caro estinto vengono fornite le coordinate Gps alle quali trovare la “tomba”, in modo da potersi recare sul luogo tutte le volte che lo desiderano.

Stando a quanto dicono i rappresentanti di Eternal Reefs, in questi anni di pandemia la richiesta per questa peculiare forma di sepoltura è triplicata: la maggior parte delle richieste vengono da persone che amano il mare, attratte però anche dall’idea di poter contribuire alla rigenerazione dell’ecosistema marino. D’altronde, la tensione verso il mare, verso l’oceano è antica quanto la razza umana: di sepolture “marittime” si sono trovate tracce risalenti all’Antico Egitto e a Roma antica. Nel sud del Pacifico, le popolazioni locali erano solite mettere i corpi dei defunti in delle canoe che venivano poi spinte in mare. L’usanza di gettare le ceneri dei morti nell’oceano è diffusissima in asia.

Oggi la sepoltura “marittima” è considerata un’alternativa ecosostenibile all’inumazione e alla cremazione. È vero che anche la sepoltura proposta da Eternal Reefs prevede la cremazione del cadavere, ma questo fatto, secondo i sostenitori della pratica, è bilanciata dal fatto che quelle ceneri contribuiranno poi alla ricostruzione dell’ecosistema marittimo andando a “imitare” alcune caratteristiche della barriera corallina. Non tutti, però, sono convinti dell’ecosostenibilità di questa pratica funeraria. Innanzitutto perché comunque prevede la cremazione del cadavere, come già detto: ogni corpo bruciato rilascia nell’atmosfera 400 chilogrammi di anidride carbonica, «un vero e proprio disastro», come dice Rosie Inman-Cook dell’ente benefico Natural Death Centre. Oltre a questo, c’è anche il fatto che le sfere che Eternal Reefs posa sul fondale marino sono fatte di cemento: secondo Michael Steinke, «non la migliore delle idee, se si ha davvero a cuore l’ambiente».

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