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19:56 sabato 14 febbraio 2026
Sull’isola di Epstein c’era un Pokestop di Pokemon Go ma non si sa chi è stato a metterlo lì E probabilmente non lo sapremo mai, visto che lo sviluppatore del gioco Niantic nel frattempo lo ha rimosso.
Alla Berlinale, il Presidente della giuria Wim Wenders è stato criticatissimo per aver detto che «il cinema deve stare lontano dalla politica» Lo ha detto durante la conferenza stampa di presentazione del festival, rispondendo a una domanda su Israele e Palestina.
È scoppiato un grosso scandalo attorno al più famoso e lussuoso ristorante del mondo, il Noma di Copenaghen Un ex dipendente sta raccogliendo e pubblicando decine di accuse nei confronti dello chef René Redzepi: si va dagli abusi psicologici alla violenza fisica.
Per il suo centenario, E/O ripubblicherà tutta l’opera di Christa Wolf con le copertine degli anni Ottanta Si comincia il 9 aprile con la riedizione di Cassandra.
James Blake presenterà il suo nuovo disco con una listening session gratuita in Triennale Milano Trying Times, questo il titolo del disco, esce il 13 marzo. Con questo evento in Triennale, Blake lo presenta per la prima volta al pubblico.
Gisele Pelicot ha scritto un memoir in cui racconta tutto quello che ha passato dal giorno in cui ha scoperto le violenze del suo ex marito Il libro uscirà in contemporanea in 22 Paesi il 19 febbraio. In Italia sarà edito da Rizzoli e tradotto da Bérénice Capatti.
Le cure per il cancro sono costate così tanto che la famiglia di James Van Der Beek è rimasta senza risparmi ed è stata costretta a lanciare una raccolta fondi In nemmeno due giorni, 42 mila persone hanno fatto una donazione e sono stati raccolti più di 2 milioni di dollari.
Anna Wintour e Chloe Malle hanno fatto la loro prima intervista insieme ed è talmente strana che non si capisce se fossero serie o scherzassero L'ha pubblicata il New York Times, per discutere del futuro di Vogue. Si è finiti a parlare di microespressioni e linguaggio del corpo.

Ti piacerebbe da morto trasformarti in corallo?

21 Febbraio 2022

C’è un’organizzazione benefica in Florida che si chiama Eternal Reefs che fornisce un servizio molto particolare, descritto sul sito dell’associazione come «un modo per continuare a dare un contributo anche dopo la fine della vita, aiutando a rinvigorire la barriera corallina». Per capirsi: Eternal Reefs realizza delle sfere fatte di cemento a ph neutrale e ceneri umane e le “posa” in zone appositamente predisposte del fondale marino degli Stati Uniti. Le sfere pesano tra i 250 e 1800 chilogrammi, hanno una superficie pensata per permettere a forme di vita marina come alghe e coralli di crescere con facilità. Costano tra i 3000 e i 7500 dollari l’una e a oggi Eternal Reefs ne ha “piazzate” più di tremila, sparsi in 25 diversi cimiteri subacquei tra il New Jersey e il Texas. Ai parenti e agli amici del caro estinto vengono fornite le coordinate Gps alle quali trovare la “tomba”, in modo da potersi recare sul luogo tutte le volte che lo desiderano.

Stando a quanto dicono i rappresentanti di Eternal Reefs, in questi anni di pandemia la richiesta per questa peculiare forma di sepoltura è triplicata: la maggior parte delle richieste vengono da persone che amano il mare, attratte però anche dall’idea di poter contribuire alla rigenerazione dell’ecosistema marino. D’altronde, la tensione verso il mare, verso l’oceano è antica quanto la razza umana: di sepolture “marittime” si sono trovate tracce risalenti all’Antico Egitto e a Roma antica. Nel sud del Pacifico, le popolazioni locali erano solite mettere i corpi dei defunti in delle canoe che venivano poi spinte in mare. L’usanza di gettare le ceneri dei morti nell’oceano è diffusissima in asia.

Oggi la sepoltura “marittima” è considerata un’alternativa ecosostenibile all’inumazione e alla cremazione. È vero che anche la sepoltura proposta da Eternal Reefs prevede la cremazione del cadavere, ma questo fatto, secondo i sostenitori della pratica, è bilanciata dal fatto che quelle ceneri contribuiranno poi alla ricostruzione dell’ecosistema marittimo andando a “imitare” alcune caratteristiche della barriera corallina. Non tutti, però, sono convinti dell’ecosostenibilità di questa pratica funeraria. Innanzitutto perché comunque prevede la cremazione del cadavere, come già detto: ogni corpo bruciato rilascia nell’atmosfera 400 chilogrammi di anidride carbonica, «un vero e proprio disastro», come dice Rosie Inman-Cook dell’ente benefico Natural Death Centre. Oltre a questo, c’è anche il fatto che le sfere che Eternal Reefs posa sul fondale marino sono fatte di cemento: secondo Michael Steinke, «non la migliore delle idee, se si ha davvero a cuore l’ambiente».

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