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16:14 venerdì 13 marzo 2026
Dopo quasi un millennio, l’Inghilterra si è decisa ad abolire definitivamente i seggi ereditari della Camera dei Lord Ne erano rimasti 92, che il governo laburista ha cancellato. Concedendo ad alcuni Lord, però, di diventare parlamentari a vita.
I protagonisti di The Voice of Hind Rajab, candidato all’Oscar per il Miglior film internazionale, non saranno alla cerimonia perché gli Usa vietano l’ingresso ai cittadini palestinesi Ad annunciarlo sono stati gli attori e le attrici del film, con una dichiarazione congiunta pubblicata sui loro profili social.
È stato annunciato il sequel di KPop Demon Hunters ma i registi hanno già detto che ci sarà molto da aspettare prima di vederlo Maggie Kang e Chris Appelhans hanno messo le mani avanti e avvisato i fan: i tempi di lavorazione saranno lunghi, molto lunghi.
La nuova Guida suprema dell’Iran ha detto di aver scoperto di essere la nuova Guida suprema dell’Iran guardando la tv Lo ha fatto nel suo primo messaggio alla nazione, letto da un annunciatore sui canali della tv di Stato. Per il momento, il nuovo ayatollah ancora non si è fatto vedere in pubblico.
Le persone stanno scrivendo pessime recensioni di un hotel di lusso di Dubai perché ci cadono i missili vicino Le iniziali e autentiche lamentele degli ospiti della struttura sono presto degenerate in una marea di commenti lasciati da troll di tutto il mondo, che infatti sono stati tutti prontamente rimossi.
La sicurezza agli Oscar quest’anno è stata molto rafforzata per paura di un attacco di droni iraniani Secondo l'FBI il rischio è reale, perciò l'Academy è stata costretta a correre ai ripari a poche ore dalla cerimonia.
C’è voluta la minaccia dei droni iraniani perché l’Ue si accorgesse che gran parte dei suoi bunker sono inutilizzabili Italia, Francia e Spagna ne hanno pochi, la Germania ne ha solo per lo 0,5 per cento della popolazione, l'Olanda praticamente non ne ha. Si salva solo la Finlandia.
C’è una nuova borsa di studio per chi non può permettersi un corso di scrittura creativa Si chiama "Arrivare a fine mese", sarà organizzata dall'agente Arianna Miazzo con il supporto della scuola di scrittura Belleville, e possono richiederla tutti coloro che hanno un Isee inferiore ai 30 mila euro annui.

Se Henry non è il principe Uk

16 Maggio 2011

Lo guardi e sembra che la barba che porta sia stata una gran fatica. Ce ne ha messo di tempo, eppure non è ancora una barba convincente. È più una sparuta peluria lasciata libera che cresce con poca convinzione, ma su quella faccia da ragazzino, nato nel 1990, ci sono tutti i segni di un buon californiano. Lentiggini che strapazzano il naso appena escono onde buone e sole settembrino, camicie da sbarbato (ops) cresciuto nella Venice Beach para artistoide più che sui set del padre Dennis. Insomma il nuovo figlio di papà del cinema Usa arriva a Cannes  senza avere una gran preview alle spalle. Anche se a portarlo sulla Croisette è Gus Van Sant che l’ha scelto come attore protagonista di Restless.

Hopper Junior. Trascinato in Costa Azzurra si è preso il ruolo che ogni anno spetta a qualche rampollo: quello di figlio di papà -del settore- che si inventa attore e lancia la propria carriera. In “manifestazioni” senza mamma e papà che rubano la scena. Di solito il Festival di Cannes era zona occupata da Charlotte Gainsbourg, l’unica che con passaporto parigino poteva permettersi di attraversare le sale delle proiezioni con cognome ingombrante, mamma perennemente più bella e brava di lei, e soprattutto, look da cous cous a Belleville.   La scarsa attitudine da red carpet quest’anno è la carta utilizzata anche da Hopper Junior,  che forse per l’occasione lascia a casa i camicioni di flanella richiesti anche da copione (visto che Restless è ambientato nel paradiso del checckato, Portland). 

Nel (non) nome del padre 1. Ossessionato da William Blake, che un giorno porterà in scena, Henry digerisce benissimo l’autore a qualsiasi ora del giorno e della notte e lo preferisce anche a “parco macchine” versione opere d’arte che il padre è riuscito a collezionare in una vita, tanto da avere una delle collezioni di opere d’arte più grandi degli States. Premesso questo lato oscuro-mistico, Henry Hopper è stato definito timido “il giusto” nel presentare un emo-movie dedicato al padre, senza troppo noir &sublime.  A dedicarlo in primis è Gus Van Sant che ha ammesso di aver scelto l’Hopper Jr perché  «quando l’ho visto è stato come un flashback». E in effetti Henry ha tutti i dettagli aguzzi e fastidiosi di suo padre ne Il gigante, gli stessi per cui James Dean passava per bello mentre Hopper per il manovale adolescente. 

Nel (non) nome del padre 2. Timido  sì, ma furbo senza negarlo: conscio che a L.A. può spacciarsi ben poco in Europa arriva con le intenzioni migliori: low profile, umiltà, poca amarcord sugli affari di famiglia (mentre la Charlotte, non ce ne voglia ma le ha tutte, anche l’essere timida da vergognarsi ma omaggiare il padre ogni piè sospinto con canzoni riarrangiate da altri piccoli yankee).  E soprattutto non fa il super hero: debutta da adolescente (nel cinema) interpretando un adolescente, quindi il suo corpo un po’ asciutto e nervoso che non sa dove andare a parare (braccia lunghe/collo lungo) improvvisamente diventa la materia più adatta per Cannes, visto che, escluso Elio Germano,  da anni in Croisette non passavano attori acerbi, anche nei modi.

Vuoi essere Duncan Jones? Post Festival il ventunenne losangelino avrà altre vesti da procacciarsi. Quelle del ragazzino innamorato della ex Alice (in 3d di Tim Burton) gli salveranno la stagione ma poi i melodrammi finiscono e se sei acqua e sapone puoi convertire la cosa e diventare l’ennesimo River Phoneix, oppure come da confessioni dello stesso Henry, salire su una montagnetta e guardare Santa Monica che brucia al sole stile Devendra Banhart. Ma la verità è che il figlio di papà che se la cava meglio di tutti loro rimane Duncan Jones, che di barba ne ha di più (anche di anni, vero) e che soprattutto aveva preso le distanze con papà, David Bowie,  con un film, Moon: ironia dell’uomo nello spazio raccontata a Ziggy Stardust. Henry ama Bowie, salvo citarne i brani più oscuri come Quicksand. Forse per stare al sicuro Hopper Junior dovrebbe farsi scritturare nel prossimo film di Duncan. E imparare a farsi la barba una volta per tutte.

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