Hype ↓
04:45 sabato 17 gennaio 2026
Il miliardario Larry Ellison, fondatore di Oracle, ha dovuto cambiare nome al suo megayacht dopo essersi accorto che leggendolo al contrario diceva “Im a nazi” Peccato, perché Izanami, divinità madre del pantheon shintoista, era proprio un bel nome. Almeno, lo era se lotto da sinistra a destra.
Dopo la morte del figlio di Chimamanda Ngozi Adichie, in Nigeria è iniziata una protesta contro il disastroso stato della sanità nazionale La scrittrice ha perso un figlio di appena 21 mesi e ha fatto causa all'ospedale in cui era ricoverato, accusando i medici di gravissime negligenze.
15 francesi, 13 tedeschi, 2 finlandesi, 2 norvegesi, un britannico, un olandese, nessun italiano: sembra una barzelletta ma è il contingente militare europeo in Groenlandia Basteranno un centinaio di soldati a fermare le mire espansionistiche degli Stati Uniti d'America? Il rischio di scoprirlo presto, purtroppo, c'è.
Maria Corina Machado ha offerto il suo Premio Nobel a Trump, lui se l’è preso e ha detto che se lo tiene Ma la Fondazione Nobel ha fatto sapere che non vale, non basta avere il Premio Nobel per essere il Premio Nobel.
Kim Gordon ha annunciato che il suo nuovo album si chiamerà Play Me e uscirà a marzo Sarà il terzo album da solista dell'ex-bassista dei Sonic Youth dopo The Collective e No Home Record.
È uscito il trailer di Euphoria 3 e tutti stanno parlando di Sydney Sweeney che fa la onlyfanser Ma ci sono diverse altre novità rispetto alle precedenti due stagioni, tra cui la presenza di Rosalía e Sharon Stone.
L’Ukip vuole usare un nuovo logo elettorale praticamente identico alla croce di ferro della Germania nazista È la seconda volta che il partito di estrema destra guidato dal personal trainer Nick Tenconi cerca di far approvare un simbolo che richiama apertamente l'iconografia del Terzo Reich.
Su GTA Online è apparsa una missione in cui i giocatori giocano l’omicidio di Charlie Kirk Apparsa e già scomparsa: i moderatori hanno cancellato tutto e inserito anche le parole “Charlie Kirk” all’elenco dei termini proibiti.

Scrittori italiani che dovresti conoscere

Tre libri usciti quasi in contemporanea riscoprono autori dimenticati.

13 Luglio 2020

Tre libri con un tema simile. Tre libri belli, diversi tra loro, tre libri che fanno quello che la critica letteraria stenta a fare. Mentre università e riviste accademiche trovano essenziale dividere il grano dal loglio, i buoni dai cattivi, la letteratura esercita il suo vero magistero: conservare la memoria. Storicizzare per vivificare, non per mummificare. E dal momento chenon c’è vita senza fiato e sangue, Emanuele Trevi, Alessandro Raveggi e Claudio Giunta si offrono, stanno al gioco, si buttano in mezzo al loro racconto. Claudio Giunta è autore di una magnifica biografia dal titolo Le alternative non esistono, La vita e le opere di Tommaso Labranca, pubblicata dal Il Mulino. Un saggio corposo, un appassionato ricordo, una dedica postuma a qualcuno che non si è incrociato appena, anche se nostro coetaneo. Giunta lo ha sfiorato, e proprio da lì inizia. Labranca è morto il 29 agosto 2016, a 54 anni, ovviamente a Pantigliate, quartiere dell’hinterland milanese dove era nato, e dal quale si allontanava sempre con estrema riluttanza.

Giunta in quell’occasione scrisse nel necrologio che forse era malato o forse si era suicidato. Ma soprattutto scrisse che «del suicidio nessuno si stupirebbe: un po’ per il tipo di vita che ha fatto, un po’ per le cose che ha scritto soprattutto negli ultimi anni». Aveva avuto un infarto, si sarebbe capito più avanti, ma non aveva chiesto aiuto. Per riconciliarsi con questa sua frase, pesante, Giunta racconta. Labranca era stato famoso. Chiunque abbia bazzicato la letteratura italiana negli anni novanta ricorda Andy Warhol era un coatto (Castelvecchi, 1994) e poi Chaltron Hescon (Einaudi stile libero 1998). E non solo per i titoli. Anzi, forse sono stati proprio quei titoli ad effetto, uniti a un carattere di rara difficoltà, a impedire che la sua fortuna si consolidasse negli anni, almeno quei pochi che ha avuto a disposizione. Eppure si è dato un gran daffare, è stato l’autore di Anima mia, il programma di Fabio Fazio e di molte altre cose, ha pubblicato riviste, saggi, romanzi, ha imposto ragionamenti e definizioni come il «barocco brianzolo», «l’elitario assessoriale», «il trash come emulazione fallita», ha scritto le biografie di Renato Zero, Orietta Berti, Pietro Taricone… Giunta sembra addirittura indicarlo come un anti-Pasolini, polemico e lucido allo stesso modo ma libero da quell’idea d purezza, incapace di nostalgia, indulgente con la contemporaneità e le sue manifestazioni più triviali. Labranca riteneva la televisione, le periferia senza grazia e le popstar gli snodi per comprendere il proprio tempo, e non ha mai distolto lo sguardo. Ma ha litigato con tutti, soprattutto con gli amici, e pian piano si è ritrovato in un angolo, solo, rancoroso, povero.

Di un carattere pestifero, la cui virulenza era rivolta però soprattutto verso se stesso, era provvisto anche Rocco Carbone, di cui si racconta in un piccolo imperdibile libro sull’amicizia, la scrittura e la morte, intitolato Due vite, di Emanuele Trevi. Rocco Carbone e Pia Pera, lei colta traduttrice e giardiniera, paziente e amabile, accogliente e, soprattutto alla fine della sua vita, sensibile e capace di illusioni e slanci. Ridotta nella sua casa di Lucca ormai incapace di alzarsi dalla sedia a rotelle per colpa della sclerosi multipla, Pia Pera scrive il suo libro più bello Al giardino ancora non l’ho detto. Trevi, Pia Pera e Rocco Carbone sono amici dai tempi dell’università, e Trevi si prende il compito di raccontare la loro amicizia e il loro talento. Lo ha già fatto con Amelia Rosselli e Arturo Patten , da Pietro Tripodo a Laura Betti, svolgendo di libro in libro una magnifica Spoon River romana. Anche Rocco è morto, qualche anno fa, cadendo di notte dal motorino, sbattendo contro una macchina ferma, in piazza Scanderbeg, vicino al cimitero acattolico, a Roma. Era nato in Calabria e amava l’America, era un uomo infelice, torvo, credeva in un’amicizia assoluta, ma qualche volta stava bene, bruciava la vita con intensità. Forse era bipolare, di certo beveva troppo, e praticava la scrittura come una forma di penitenza. Scavando un tunnel nel dolore, ma senza aspettarsi di trovare dall’altra parte altro che la medesima disperazione. Anche Trevi, come Giunta, sembra voler espiare una piccola colpa nel raccontare la vita di uno scrittore iracondo, che soffriva anche per non essere apprezzato a sufficienza. Tra loro c’era stato un malinteso, in vita, che aveva incrinato per sempre l’amicizia. Si erano rincontrati, ma non era la stessa cosa. Eppure Trevi ha fatto a lui, e a Pia Pera, il dono più grande. Una dichiarazione postuma di stima e di amore che li mette al riparo dalla sparizione, almeno per un po’. «Consiglio a chiunque abbia nostalgia di qualcuno di fare lo stesso: non pensarlo, ma scriverne, accorgendosi ben presto che il morto è attirato dalla scrittura, trova sempre un suo modo inaspettato per affiorare nelle parole che usiamo di lui, e si manifesta di sua propria volontà, non siamo noi che pensiamo a lui, è proprio lui una buona volta».

Alessandro Raveggi scrive invece Grande Karma (Bompiani), un romanzo, un doppio memoir, un oggetto ibrido di finzione per scivolare dentro il destino di Carlo Coccioli, scrittore livornese ma anche francese e messicano per la sua smania di vita e di amore, autore del primo romanzo italiano che affronta apertamente il tema dell’omosessualità. Fabrizio Lupo uscì in Francia nel 1952 e divenne un best seller. In Italia arrivò solo nel 1978, mentre Coccioli (con l’accento sulla prima o) in Messico diventava editorialista di fama, scrittore di culto, studioso e cultore di tante sacralità: buddista, arancione, animista, infine si dichiarò Malamatiyya, «uno di quegli strani mistici musulmani che accettano di essere uomini criticabili riprovevoli, in un certo senso gli esagerati dell’Islam». Ma era cattolicissimo di cuore e formazione, partigiano, anti-comunista, monarchico, liberale… un invasato. Amico di Curzio Malaparte e di Cocteau, ma soprattutto dei cani, tutti i cani, molti dei quali popolano anche il romanzo di Raveggi, il cui protagonista è un ragazzo ricco, Enrico Capponi, che viene mandato dal suo professore dell’università di Firenze in Messico, a cercare qualcosa su Carlo Coccioli, del quale ricorre il decennale della morte. Un testo inedito, notizie, qualcosa. Magari il Grande libro, o Grande Karma, l’ultimo testo inedito e introvabile. «lo immagino a volte come una scatola vuota, da prestigiatore. Dove infili prima la mano, poi il braccio, quindi tutto il corpo. E poi scompari».

Capponi parte, lasciando a Siena una specie di fidanzata, Dina, che non ama. Raveggi segue il suo studente, che come in una profezia auto-avverante finirà in qualche modo per cadere da qualche parte che somiglia a quella scatola vuota. Ma nel frattempo rimbalza dentro l’universo allucinato dello scrittore, le sue ossessioni, gli amici, le case. Si dilata, si restringe, prende la forma, i comportamenti. Si arrende, si accuccia e poi combatte di nuovo. Usa le parole di Coccioli, dai suoi diari, dai libri, le lettere. Grande Karma è un luna park che riflette se stesso, il libro che non c’era, un’accuratissima storia d’amore. Perché questo è l’unico modo che abbiamo per mantenere in vita la memoria di qualcuno, di uno scrittore: facendola diventare una storia d’amore.

Articoli Suggeriti
La grazia è tante cose ma soprattutto un film sulla fragilità dei maschi

Il nuovo film di Paolo Sorrentino, appena arrivato nelle sale, racconta un Presidente della Repubblica per mostrarci tutti i buchi che i tempi moderni hanno aperto nel vecchio concetto di mascolinità.

Kim Gordon ha annunciato che il suo nuovo album si chiamerà Play Me e uscirà a marzo

Sarà il terzo album da solista dell'ex-bassista dei Sonic Youth dopo The Collective e No Home Record.

Leggi anche ↓
La grazia è tante cose ma soprattutto un film sulla fragilità dei maschi

Il nuovo film di Paolo Sorrentino, appena arrivato nelle sale, racconta un Presidente della Repubblica per mostrarci tutti i buchi che i tempi moderni hanno aperto nel vecchio concetto di mascolinità.

Kim Gordon ha annunciato che il suo nuovo album si chiamerà Play Me e uscirà a marzo

Sarà il terzo album da solista dell'ex-bassista dei Sonic Youth dopo The Collective e No Home Record.

C2C Festival festeggia il suo venticinquesimo compleanno svelando la line-up della seconda edizione del festival a New York

L'8 maggio 2026 C2C Festival torna al Knockdown Center con un programma ancora più ambizioso. Tra gli ospiti più attesi Arca, Los Thuthanaka ed Elias Rønnenfelt.

Su Bandcamp sarà vietata la musica prodotta con l’intelligenza artificiale

Con un post su Reddit, la piattaforma ha anche invitando gli utenti a segnalare tutte le canzoni sospettate di essere state fatte con l'AI.

La Veneto Wave iniziata con Le città di pianura continua con i libri di Giulia Scomazzon

Con la scrittrice veneta abbiamo parlato di 8.6 gradi di separazione e La paura ferisce come un coltello arrugginito, cioè di Veneto, di alcolismo, di ragazze simpatiche, di fidanzati noiosi e di Ottessa Moshfegh.

Il nuovo cinema di guerra americano

Da Civil War a House of Dynamite passando per Una battaglia dopo l'altra, questa nuova America bellicosa e incomprensibile è passata sugli schermi prima di diventare realtà.