E ha spiegato anche perché: lo ha capito guardando la serie Cosmos di Carl Sagan.
Nel cinema non si è mai vista una campagna promozionale come quella di Bugonia
Tra siti cospirazionisti e cartelloni vandalizzati, il marketing per il lancio del nuovo film di Yorgos Lanthimos è uno dei più azzeccati degli ultimi anni.
Che Yorgos Lanthimos ponga grande attenzione a ogni aspetto del lancio dei suoi film lo si era capito da tempo. Già alla Mostra del cinema di Venezia la locandina del suo nuovo film Bugonia aveva sorpreso per la ricercatezza del design e per il font così particolare poi ripreso anche nei titoli di coda del film, in arrivo nelle sale italiane il 23 ottobre.
Non sorprende dunque che la campagna marketing del film sia tra le più curate e creative viste negli ultimi anni. Qualche ora fa è apparso online il sito humanresistancehq.com, che è una sorta di “prop virtuale”, un oggetto di scena e un easter egg del film stesso. In Bugonia, infatti, il protagonista della pellicola, interpretato da Jesse Plemons, è un complottista convinto che una specie aliena si stia infiltrando nella società per conquistare, piegare, distruggere l’umanità e che l’unica salvezza sia, appunto, unirsi alla resistenza umana.
Oltre a riprodurre con grande precisione la grafica “casereccia” tipica dei siti realizzati da utenti poco esperti, humanresistancehq fa il verso in maniera molto accurata ai veri siti dedicati alle più assurde teorie complottist.. Il sito raccoglie un numero non indifferente di articoli, disegni, schemi, tutti commentati da utenti registrati, una gran mole di materiale fittizio creata appositamente per questa campagna. Ci sono, per esempio, alcuni ritagli da Forbes con interviste a Michelle Fuller, la Ceo di un’azienda farmaceutica interpretata da Emma Stone, annotate a mano nelle loro “parti sospette” cioè quelle che dimostrerebbero la sua identità di aliena malvagia.
Il marketing di Bugonia si muove anche fuori da internet, nella realtà. A Los Angeles è comparso un cartellone pubblicitario della Auxolith, l’azienda di cui Michelle è a capo, con la foto della manager in bella vita. Cartellone immediatamente vandalizzato con delle scritte in vernice arancione che recitano “feccia andromediana” e che rimandano al sito con il materiale cospirazionista.
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