Enrico Milano, 22 mila follower su Instagram guadagnati prendendo in giro Giani, è la prova che i meme ormai sono un mestiere vero e proprio. O, quantomeno, aiutano a trovarne uno.
I lettori di Jia Tolentino non hanno preso bene la sua collaborazione con Airbnb
Sia gli ammiratori che i detrattori sono rimasti molto delusi dalla sua decisione di lavorare con un'azienda come Airbnb.
Jia Tolentino si è venduta o è il mestiere di giornalista a non essere più sostenibile? È questo il dubbio che in queste ore accende il dibattito soprattutto su Substack, dove colleghi, ammiratori e detrattori di Tolentino stanno commentando la decisione della giornalista e scrittrice di collaborare con Airbnb.
Tolentino ha dato la notizia via Instagram: per una cifra a partire da 56 euro, otto fortunati potranno trascorrere una serata in sua compagnia, chiacchierare con lei e ricevere due consigli di lettura personalizzati. L’annuncio è stato accolto piuttosto male da colleghi, ammiratori e detrattori di Tolentino, come si diceva. Per due motivi. Il primo riguarda proprio Airbnb: un’azienda considerata non in linea con le posizioni progressiste della giornalista, che in passato si è unita alle tante voci che hanno accusato la piattaforma di contribuire alla desertificazione dei centri storici delle città, di rendere impossibile per i residenti trovare una casa in affitto e di essere una delle principali cause dell’overtourism.
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Leggendo i tanti commenti pubblicati su Substack in queste ore sulla questione, emerge però un secondo e più profondo motivo di malessere: Tolentino è venuta meno alla sua politica di non realizzare né partecipare a contenuti sponsorizzati. Se non mancano quanti danno le danno dell’ipocrita, ci sono molti colleghi e lettori che preferiscono ampliare la discussione, evitando che diventi un questione personale pro o contro Tolentino e cercando di trasformarla in una riflessione, ovviamente preoccupata, sullo stato di salute del giornalismo. Se una delle autrici più note e lette e apprezzate del mondo deve accettare questo tipo di collaborazioni, significa che vivere di solo giornalismo è diventato davvero impossibile, anche per chi fa questo mestiere ai massimi livelli, anche per chi collabora con il New Yorker e scrive best seller mondiali.
Un’ultima informazione, utile a completare la discussione: nonostante le polemiche, i posti disponibili per una serata in compagnia di Jia Tolentino sponsorizzata da Airbnb sono già esauriti.
Enrico Milano, 22 mila follower su Instagram guadagnati prendendo in giro Giani, è la prova che i meme ormai sono un mestiere vero e proprio. O, quantomeno, aiutano a trovarne uno.
Il sito contiene migliaia di video e foto di violenze, oltre a consigli e tutorial su come eseguirle e nasconderle. Ma, a quanto pare, le autorità non possono chiuderlo a causa di un cavillo.
Dopo il 2016, Instagram era diventato il rifugio di chi fuggiva da un Facebook ormai invivibile. Dieci anni dopo, chi c'era allora vede muoversi gli stessi maligni meccanismi che hanno rovinato tutte le piattaforme social.
È una pratica antica ma che finora era rimasta confinata negli antri più oscuri di internet. In questi mesi, però, abbiamo assistito al suo definitivo sdoganamento: ora è una forma di comunicazione politica accettata e apprezzata. Grazie, ovviamente, a Donald Trump.
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