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14:13 lunedì 7 settembre 2026
È valsa la pena seguire tutti gli Emmy solo per vedere Rob Reiner vincerne uno storico, da record Ha vinto il premio per Outstanding guest actor in a comedy series per la sua interpretazione nella quarta stagione di The Bear.
L’ultima volta che un partito di estrema destra ha governato in Germania era QUEL partito di estrema destra Con la vittoria di AfD in Sassonia-Anhalt il Brandmauer, il muro che ha tenuto l'estrema destra fuori dai governi dal dopoguerra a oggi, potrebbe crollare.
C’è una casetta che è rimasta miracolosamente intatta nell’inondazione in Nepal e nessuno sta riuscendo a spiegare come sia stato possibile L'hanno ribattezzata "casa miracolosa" e le hanno dato un pin tutto suo su Google Maps, dove ora è classificata come "a prova di alluvione".
A 80 anni Paul Schrader ha provato l’ayahuasca e gli è piaciuta così tanto che ha deciso di farci un film Dopo otto trip consecutivi (otto!) e un mese in Costa Rica, Schrader ha capito che dall'esperienza era necessario trarre un film.
Anne Carson ha scritto un bellissimo saggio per dire che ama follemente Rosalía È così innamorata che ne perdona anche i difetti: ad esempio non sembra del tutto convinta dei testi delle sue canzoni, ma, ci tiene a specificare, lei «non è certo la giudice migliore».
La strana, stranissima storia che ha portato un collettivo antifascista italiano nella lista delle organizzazioni terroristiche degli Stati Uniti L'A/I Collective, che fornisce servizi internet anonimi, da adesso è considerata un'organizzazione terroristica di sinistra, accusata di sostenere la cosiddetta "rete antifa".
Una delle cose più belle scritte da Gloria Steinem è un capitolo del suo memoir in cui racconta che divenne femminista grazie a sua madre, che femminista non aveva mai potuto essere Un testo che si può leggere gratuitamente sul sito del Guardian, uno dei tantissimi lasciti della giornalista, scrittrice e attivista.
Se un adolescente vi dovesse dare del “poliestere”, sappiate che vi sta insultando pesantemente Polyester è il nuovo improperio preferito dei ragazzini: si usa per le persone che conducono una vita "finta" e superficiale. Ma anche per chi fa video brutti.

È stato indetto in Italia il primo sciopero generale dei meme per protestare contro un mondo ormai troppo assurdo anche per i meme

Un giorno intero senza meme, perché a cosa servono questi in una realtà che è diventata più estrema pure della sua caricatura?

21 Gennaio 2026

Un po’ per divertimento, un po’ come spunto di riflessione, è iniziato oggi, mercoledì 21 gennaio, ed è tutt’ora in corso il primo sciopero nazionale dei meme: per 24 ore, creator e pagine satiriche hanno annunciato la sospensione della pubblicazione di gif, video, foto e battute, in particolare quelle che coinvolgono volti ipermemizzati, come i presentatori Gerry Scotti e Mara Venier, e di politici come Matteo Salvini e Roberto Vannacci. L’iniziativa è stata lanciata in occasione dell’ultima edizione del festival Memissima, l’annuncio è arrivato dal direttore artistico Max Magaldi durante la premiazione dei Meme Awards alla Scuola Holden, una “protesta” condivisa dai principali account di produzione e diffusione di contenuti comici.

Alla base del gesto c’è un sentimento comune a molti mematori: la sensazione che la realtà abbia ormai superato la satira, pure quella assolutamente surreale e profondamente nonsense tipica di internet. Politica e cronaca sono ormai ipervirali per natura, spesso grottesche di per sé nei toni e nei modi. Tanto da rendere talvolta superfluo o inefficace l’intervento ironico del meme, che sempre più spesso fatica a stare dietro alle sfumature surreali di una realtà politica e sociale più incredibile – in senso letterale, cioè difficile da credersi – ogni giorno che passa. Da qui la scelta di fermarsi. Lo stop, dichiaratamente ironico ma non solo, vuole aprire una riflessione sul ruolo dei meme come forma di partecipazione pubblica e di elaborazione collettiva dell’assurdo quotidiano. Se la realtà è diventata più estrema della sua caricatura, suggeriscono i promotori, forse è il meme ad aver bisogno di una pausa per ritrovare senso e funzione.

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Ci sono così tanti video dell’inondazione in Nepal generati con l’AI che il governo nepalese ha intimato alle piattaforme di rimuoverli tutti immediatamente

E ha pure creato una task force di polizia esclusivamente dedicata alla caccia di questi contenuti e alla denuncia delle persone che li creano e diffondono.