Cose che succedono | Architettura

Come cambiano gli scali di Farini e San Cristoforo, a Milano

Nel luglio 2017 la giunta milanese guidata da Beppe Sala ha approvato «l’Accordo di Programma per la riqualificazione dei sette scali ferroviari dismessi», ovvero il piano per poter riqualificare e trasformare un milione e duecentocinquantamila metri quadrati occupati dai sette vecchi scali ferroviari – oggi inutilizzati, o in via di smantellamento – della città. Qualche mese fa, sul numero 37 di Studio, ne avevamo parlato con Nicola Russi, vincitore del bando, e Pierfrancesco Maran, assessore a urbanistica, verde e agricoltura del Comune di Milano, qui.

Nella serata di giovedì 11 aprile è stato annunciato il masterplan vincitore di due tra i più importanti scali: quello di Farini e quello di San Cristoforo. Il progetto per Farini – il più esteso scalo milanese, con una superficie di 400mila metri quadrati – si chiama “Agenti Climatici” ed è firmato da OMA (lo studio olandese fondato nel 1975 da Rem Koolhaas) e Laboratorio Permanente (studio milanese fondato nel 2008 da Nicola Russi e Angelica Sylos Labini).

«Il progetto di OMA e Laboratorio Permanente propone due nuovi dispositivi ambientali», si legge sul sito del Comune di Milano, «l’uno verde – un grande bosco lineare presso scalo Farini in grado di raffreddare i venti caldi provenienti da sud-ovest e di depurare l’aria dalle particelle più tossiche; l’altro blu – un lungo sistema lineare a San Cristoforo per la depurazione delle acque, che definisce un paesaggio per realtà umane e non-umane».

Il reder dello scalo Farini secondo il masterplan vincitore
Un dettaglio del nuovo scalo Farini, © OMA & Laboratorio Permanente

Il progetto di Farini prevede la costruzione di un quartiere sostenibile con un grande parco che si estende da Porta Nuova verso ovest, area Expo. Il nome “Agenti Climatici” riassume bene la funzionalità ecologica del masterplan: «il nuovo dispositivo ecologico del Parco Farini, il Limpidarium d’aria, si compone di una fascia di alberi di grandi dimensioni piantati lungo tutto il versante sud-ovest dell’area su entrambi i lati della ferrovia», si legge nella descrizione del progetto. Il parco funge quindi sia da habitat per il tempo libero, sia da filtro ecologico che rinfresca il clima e filtra l’inquinamento, riducendo così, grazie all’evaporazione delle fronde, una “nuova aria” più fresca che si espande per convenzione nel quartiere.

Il render dello scalo San Cristoforo secondo il masterplan vincitore
Una delle piscine balneabili a San Cristoforo, © OMA & Laboratorio Permanente

A San Cristoforo il Limpidarium sarà invece d’acqua: un dispositivo ecologico che funziona come filtro di depurazione delle acque provenienti da nord-ovest e che discendono verso il paesaggio agricolo a sud-est. Si legge sul masterplan: «Scorrendo all’interno dello spessore ambientale, l’acqua viene filtrata meccanicamente e rigenerata biologicamente attraverso specie differenti di piante acquatiche selezionate per assorbire e trattenere contaminanti organici e inorganici presenti nelle acque. Alla fine di questo processo, l’acqua diviene balneabile e alimenta le piscine naturali» – Milano avrà, insomma, una specie di lago balneabile.

Il masterplan orientativo sarà sottoposto a una fase di consultazione pubblica. Mercoledì 17 aprile, sarà presentato alla città nel corso di un incontro aperto in Sala Alessi a Palazzo Marino e contestualmente, sul sito web scalimilano.vision, sarà aperta la fase di ascolto dei cittadini attraverso la compilazione di questionari. Successivamente, nella seconda metà di maggio, saranno organizzati tavoli di lavoro con i soggetti interessati per restituire il progetto finale alla città, implementato al meglio, entro luglio di quest’anno.

Si può consultare, nel frattempo, a questo link.

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