Stiamo pagando il prezzo di anni di crisi climatica, non basta un singolo evento climatico a spiegare l'incredibile caldo di queste settimane.
In Tasmania stanno installando un monolite artificiale che sarà la “scatola nera” della fine del mondo e dell’estinzione dell’umanità
Funzionerà esattamente come la scatola nera di un aereo, tracciando, passo dopo passo, «l’apocalisse» e registrando in tempo reale la spirale di distruzione ambientale in cui sta precipitando il nostro pianeta per lasciare una testimonianza inossidabile alle generazioni, o civiltà, future.
A quasi cinque anni dal suo annuncio, il progetto della Earth’s Black Box ideato dall’organizzazione australiana Rouser Lab sta per diventare realtà. Entro dicembre, ai margini di un remoto aeroporto della Tasmania, verrà installato un colossale monolite, questa volta in acciaio rinforzato e cemento, lungo 16 metri, concepito per resistere a ogni sorta di catastrofe naturale o attacco umano (o alieno, vai a sapere). Funzionerà esattamente come la scatola nera di un aereo, tracciando, passo dopo passo, «l’apocalisse» e registrando in tempo reale la spirale di distruzione ambientale in cui sta precipitando il nostro pianeta, per lasciare una testimonianza inossidabile alle generazioni, o civiltà, future.
Come scrive Gizmodo, l’alimentazione della struttura è affidata a 36 pannelli solari protetti da vetro temperato, che forniranno abbastanza energia per far lavorare ininterrottamente i server interni. Attraverso internet, la scatola nera archivierà un flusso continuo di dati, misurazioni e parametri climatici forniti da agenzie spaziali e università, andando a formare un vero e proprio “Indice Vitale della Terra”. Sebbene Rouser Lab si definisca un’agenzia sperimentale di comunicazione e non un ente scientifico, l’installazione smentisce chi pensava a una semplice trovata pubblicitaria. Gli inventori hanno lavorato in gran segreto per perfezionare il design, i sistemi di archiviazione e i modelli di finanziamento, dimostrando l’assoluta concretezza dell’iniziativa.
L’obiettivo finale del progetto è fornire un resoconto imparziale del collasso climatico, per provare a garantire un’assunzione di responsabilità storica e, forse, ispirare un’azione urgente prima che sia troppo tardi. A confermare la visione radicale del gruppo c’è anche lo sviluppo parallelo di Climate S.O.S., un obelisco tecnologico progettato per trasmettere richieste di soccorso climatico nello spazio profondo. Nonostante gli sforzi, gli investimenti e la progettazione, resta il dubbio sulla reale utilità scientifica del monolite-scatola nera, considerando che l’immensa mole di dati relativi alla crisi climatica è già open source e ampiamente accessibile. Magari servirà a chiunque verrà dopo di noi, per avere un racconto dettagliato di come un mondo può finire.