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14:23 sabato 14 febbraio 2026
Sull’isola di Epstein c’era un Pokestop di Pokemon Go ma non si sa chi è stato a metterlo lì E probabilmente non lo sapremo mai, visto che lo sviluppatore del gioco Niantic nel frattempo lo ha rimosso.
Alla Berlinale, il Presidente della giuria Wim Wenders è stato criticatissimo per aver detto che «il cinema deve stare lontano dalla politica» Lo ha detto durante la conferenza stampa di presentazione del festival, rispondendo a una domanda su Israele e Palestina.
È scoppiato un grosso scandalo attorno al più famoso e lussuoso ristorante del mondo, il Noma di Copenaghen Un ex dipendente sta raccogliendo e pubblicando decine di accuse nei confronti dello chef René Redzepi: si va dagli abusi psicologici alla violenza fisica.
Per il suo centenario, E/O ripubblicherà tutta l’opera di Christa Wolf con le copertine degli anni Ottanta Si comincia il 9 aprile con la riedizione di Cassandra.
James Blake presenterà il suo nuovo disco con una listening session gratuita in Triennale Milano Trying Times, questo il titolo del disco, esce il 13 marzo. Con questo evento in Triennale, Blake lo presenta per la prima volta al pubblico.
Gisele Pelicot ha scritto un memoir in cui racconta tutto quello che ha passato dal giorno in cui ha scoperto le violenze del suo ex marito Il libro uscirà in contemporanea in 22 Paesi il 19 febbraio. In Italia sarà edito da Rizzoli e tradotto da Bérénice Capatti.
Le cure per il cancro sono costate così tanto che la famiglia di James Van Der Beek è rimasta senza risparmi ed è stata costretta a lanciare una raccolta fondi In nemmeno due giorni, 42 mila persone hanno fatto una donazione e sono stati raccolti più di 2 milioni di dollari.
Anna Wintour e Chloe Malle hanno fatto la loro prima intervista insieme ed è talmente strana che non si capisce se fossero serie o scherzassero L'ha pubblicata il New York Times, per discutere del futuro di Vogue. Si è finiti a parlare di microespressioni e linguaggio del corpo.

Due grandi librerie israeliane stanno boicottando Sally Rooney

05 Novembre 2021

Steimatzki e Tzomet Sfarim, due delle più grandi catene di librerie israeliane, hanno deciso di smettere di vendere i romanzi di Sally Rooney dopo che l’autrice irlandese aveva rifiutato l’offerta di una casa editrice locale di tradurre il suo nuovo libro in ebraico. La scelta di Rooney di non pubblicare la traduzione di Beautiful World, Where Are You con l’editore Modan, che si era già occupato di Parlarne tra amici e Persone normali, era stato un simbolo del sostegno alle manovre di boicottaggio di Israele, aderendo al Palestinian Boycott, Divestment and Sanctions (BDS) movement e condannando le politiche israeliane nei confronti dei palestinesi. Un segnale chiaro da parte delle due grandi librerie, che hanno più di 200 punti vendita nel paese, non è tardato: come riporta la Bbc, ieri sono stati ritirati dai siti online i titoli della scrittrice, mentre a breve scompariranno dagli scaffali anche i volumi. 

Nonostante si ritenesse «molto orgogliosa» che le sue due prime fatiche fossero state tradotte in ebraico, aveva dichiarato al New York Times: «Per il momento, ho scelto di non vendere questi diritti di traduzione a una casa editrice con sede in Israele», mentre sarebbe ben disposta a far tradurre il libro a una società che condividesse la sua visione. Aveva anche definito l’atteggiamento israeliano come un «apartheid», citando un recente rapporto di Human Rights Watch e rifiutandosi di cedere i diritti a un’azienda che non prendesse pubblicamente le distanze dalle posizioni del Paese. Le dichiarazioni hanno scatenato l’ira del ministro degli Affari della Diaspora Nachman Shai, che con un tweet aveva commentato: «Il boicottaggio culturale di Israele è antisemitismo in una nuova veste, oltre che una garanzia di cattiva condotta per lei e per gli altri che si comportano come lei».

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