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02:16 venerdì 24 aprile 2026
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ChatGPT è “indagato” nel caso di uno school shooting in Florida perché secondo gli inquirenti avrebbe contribuito all’organizzazione della strage Secondo l'accusa, l'imputato Phoenix Ikner avrebbe utilizzato il chatbot non solo come fonte di informazioni ma come un vero e proprio "consulente stragista".

Il rebranding dell’Eurovision per il 70esimo anniversario non sta andando per niente bene

Il nuovo logo, soprattutto, non piace né ai fan né ai graphic designer, che già chiedono di tornare alla versione precedente.

22 Agosto 2025

La prossima edizione dell’Eurovision Song Contest sarà quella in cui la competizione compie 70 anni, una storia ormai lunga fatta di musica e camp. Un mix perfettamente sintetizzato dal Chameleon Heart, un cuore stilizzato che da anni campeggia al centro del logo della manifestazione, al posto della lettera v di Eurovision. Prima dell’adozione di questo logo, la consuetudine era quella di realizzarne uno ad hoc per ogni annata, influenzato anche dalla cultura del Paese ospitante.

I vertici dell’EBU (European Broadcast Union), organizzatore dell’evento, hanno pensato fosse arrivato il momento di un aggiornamento del logo, conservandone però il cuore (sia in senso letterale, cioè il segno grafico a forma di cuore, che figurato, cioè lo spirito giocoso), che caratterizza la scritta da tanti anni. È stato commissionato anche un font dedicato, chiamato Singing Sans, che riprendere lo stile grafico molto giocoso del precedente. Nonostante gli sforzi, però, il rebranding dell’Eurovision non sta andando come previsto, almeno a leggere i commenti all’annuncio su Instagram. Anzi, DesignTaxi ha raccolto una piccola selezione delle innumerevoli critiche mosse a questa nuova veste grafica della manifestazione.

Le principali riguardano la perdita di equilibrio nel logo finale, ora interamente calligrafico, rispetto al predecessore dove c’era uno stacco armonico tra la parola Eurovision e il ben più sobrio font maiuscolo sans serif di “Song Contest”. Il nuovo logo conserva il cuore, ma lo rende 3D, vanificando dunque quella sintesi grafica che permetteva di re-immaginarlo come lettera-logo, trasformandolo in base alle necessità. La critica più puntuale però sembra essere quella degli utenti che sottolineano come questo logo, oltre che ad essere meno leggibile e meno bilanciato, racconta poco dell’identità della manifestazione, risultando più infantile che camp o kitsch, ovvero due caratteristiche distintive della direzione presa dall’evento, soprattutto negli ultimi anni.

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