Il nuovo album dopo Romance è decisamente più cupo e trasforma l'idea di fuga in un luogo che prova ad alterare la mente e l’umore di chi lo ascolta.
Romain Gavras ha detto che dopo aver visto le versioni AI del video di Storm di Yung Lean si è talmente depresso che gli è venuta voglia di mollare tutto e andare a coltivare le olive in Grecia
«C’è qualcosa nell’imperfezione dell’umanità, e nella vita interiore di chi balla o anche solo di chi fuma una sigaretta, che nell'AI ancora non c’è. Ma chi c**** lo sa cosa succederà tra un anno», ha detto il regista.
Potremmo serenamente definirlo il video musicale dell’anno: se non vivete sotto a un sasso, vi sarete sicuramente imbattuti nella scena del video di “Storm” di Gener8ion e Yung Lean in cui Yung Lean fuma una sigaretta in mezzo a un gruppo di studenti in divisa che improvvisamente iniziano a ballare intorno a lui. Se il vostro attention span dovesse avervi permesso di guardare su YouTube l’intero video diretto da Roman Gavras, il regista di Athena, con coreografia di Damien Jalet, saprete anche che i 5 minuti precedenti (il video dura in tutto 7 minuti) raccontano diverse situazioni di bullismo, tra tensione, violenza incipiente e punizioni corporali. Un piccolo capolavoro, praticamente un cortometraggio, che parla dei maschi di ieri, di oggi e di domani. Dopo l’esibizione di Yung Lean e Gener8ion agli MTV VMAs 2026, domenica 27 settembre 2026, al Peacock Theater di Los Angeles, poi, il video è diventato ancora più famoso, anche perché si trattava della prima apparizione televisiva americana di Yung Lean.
Il problema è che il video, grazie alla sua coreografia particolare e inconfondibile, ha stimolato molte imitazioni e parodie, la maggior parte delle quali create con l’AI. Qualche settimana fa avevamo scritto dello spot di un festival del ginseng in Corea del Sud, per la precisione nella città di Yeongju, che ne riproduceva la scena più famosa: invece di accendersi una sigaretta, il vicesindaco di Yeongju, nei panni di Yung Lean, strappava un pezzo di radice di ginseng, poi raggiunge un gruppo di funzionari comunali vestiti di scuro che a un certo punto iniziano a dimenarsi come nel video. In quel caso era tutto vero, quindi molto molto divertente. Niente a che vedere coi video che hanno iniziato a circolare dopo, in cui al posto del rapper e dei suoi ballerini compaiono animali, bambini, anziane e personaggi controversi o famigerati (Elon Musk, Jeffrey Epstein e perfino H1tler).
Ora sappiamo che Roman Gavras non è affatto lusingato da queste imitazioni, anzi. Intervistato da Vulture, ha detto di provare tristezza soprattutto per chi ha lavorato al progetto, nato con risorse minime, tra cui lui stesso che, a quanto pare, l’ha realizzato senza compenso. Dietro l’apparente semplicità del piano sequenza, ha spiegato, ci sono mesi di selezione dei ballerini, giorni di prove con il coreografo Damien Jalet e una quindicina di ciak su pellicola 16 mm (e dire che il sindaco di Yeongju ha detto di aver realizzato il suo reel in soli 20 minuti…mah).
«Una tendenza come questa può far sembrare banale anche un lavoro valido», ha detto Gavras. «Una parte di me voleva smettere di fare cinema, tornare in Grecia e diventare coltivatore di ulivi». Ha anche detto che sta valutando vie legali per fermare questa “robaccia” generata dall’IA, ma la logistica di una causa contro le moltitudini di utenti anonimi dietro le imitazioni è a dir poco complicata. Ha raccontato a Vulture che alcune aziende di IA l’hanno contattato per ottenere una licenza sul video, ma lui ha ovviamente rifiutato: «Sta arrivando un modello economico di cui non volevamo far parte». Quel che è certo è che nessuna schifezza AI potrà replicare il suo meraviglioso video, di questo è consapevole. «A queste copie manca la spavalderia di Yung Lean», ha detto Gavras. «Sembra un bambino pericoloso. C’è qualcosa nell’imperfezione dell’umanità, e nella vita interiore di chi balla o anche solo di chi fuma una sigaretta, che nell’AI ancora non c’è. Ma chi cazzo lo sa cosa succederà tra un anno».