Lo hanno annunciato Chris DeWolfe e Tim Vanderhook, gli stessi che però avevano annunciato la stessa cosa già nel 2013, con scarsi risultati.
Per sopperire al taglio dei fondi per la ricerca, un gruppo di scienziati che studia le marmotte ha aperto un canale OnlyFans tutto dedicato alle marmotte
OnlyMarms (si chiama proprio così) è gratuito, pubblica «contenuti non censurati di marmotte dalle Montagne Rocciose» e accetta mance per la buona causa della scienza.
Marmotte grasse, pelose, buffissime e adorabili, improvvisamente al centro di un caso di studio su come si finanzia la scienza (o meglio: su cosa la scienza deve ridursi a fare per trovare i soldi che le spetterebbero di diritto, in un mondo con ancora un briciolo di senso) nel 2026. Il Blumstein Lab dell’UCLA, che studia da decenni le marmotte dal ventre giallo del Colorado, si è ritrovato senza un soldo dopo che l’amministrazione Trump ha cancellato miliardi di dollari di finanziamenti federali. E la soluzione a cui sono arrivati, racconta SFGate è quella a cui arrivano molti esseri umani che sperano di fare moltissimi soldi in pochissimo tempo: aprire un account OnlyFans.
Questo account si chiama OnlyMarms (non vi viene voglia di iscrivervi anche solo sentendo questo nome?), promette «contenuti non censurati di marmotte dalle Montagne Rocciose» pubblicati quasi ogni giorno, ed è del tutto gratuito. Ggli utenti possono lasciare mance sui video di roditori paffuti con nomi come Staple, Pawprint e Cabinet, e quei soldi finiscono dritti dritti nella ricerca su altri roditori paffuti. A mettere in piedi il progetto è stata Emily Renkey, dottoranda al primo anno di lavoro nel laboratorio di Daniel Blumstein, dopo che il funzionario dell’NSF (la National Science Foundation, ente governativo che in teoria si occupa proprio del finanziamento di progetti di ricerca) incaricato di valutare i loro progetti aveva liquidato la terza richiesta di rinnovo del finanziamento con una frase che lo stesso Blumstein fatica ancora a decifrare: non li avrebbero mai finanziati perché, a detta loro, avevano «troppi dati». In poche settimane l’account OnlyMarms ha raccolto già migliaia di dollari, un quinto dei quali, però, va alla piattaforma stessa. Ovviamente, questi soldi non bastano a finanziare dei progetti di ricerca, ma tutta l’iniziativa non è certo finalizzata a quello: lo scopo è portare l’attenzione dei media e del pubblico sulla grave situazione in cui versa la ricerca scientifica sotto l’amministrazione Trump. E sperare che l’indignazione diventi protesta e la protesta cambiamento.
Quello che colpisce, al di là del merito e del metodo della trovata, è il contesto: si tratta di uno dei progetti di studio più longevi al mondo su mammiferi liberi in natura, partito nel 1962, con decine di generazioni di ricercatori – i cosidddetti “marmoteer” – che hanno documentato comportamento sociale, comunicazione e persino risposte delle marmotte al cambiamento climatico. Non è nemmeno il primo o l’unico “escamotage creativo” al quale i ricercatori sono stati costretti negli anni. In passato hanno prodotto una birra IPA insieme a un birrificio locale, la “Marmot Tears”, e sta per partire la “Fat Marmot Week”, spin-off dichiarato della celebre Fat Bear Week dell’Alaska. Blumstein, dal canto suo, non ne fa mistero: preferirebbe passare il tempo a scrivere paper piuttosto che a inventarsi format acchiappa-mance. Ma quando i fondi pubblici spariscono, restano le marmotte. E i loro follower.