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02:37 mercoledì 8 luglio 2026
Pur di girare l’Odissea tutto in IMAX, Christopher Nolan si è dovuto inventare una nuova, stranissima, grossissima macchina da presa La cinepresa IMAX è troppo rumorosa e non si può usare per le inquadrature ravvicinate. Almeno, così è stato fino ad adesso, fino all'Odissea di Nolan.
La mattina in passerella, la sera sul red carpet: la rocambolesca storia dell’abito Schiaparelli indossato da Zendaya all’anteprima dell’Odissea La velocità della moda ha raggiunto nuovi livelli: persino gli abiti couture passano immediatamente dalla passerella alle celebrity. A patto di avere Law Roach come stylist.
Il luddismo è talmente tornato di moda che a New York gli hanno dedicato anche un nuovo festival, il Summer of Ludd Ovviamente il festival non aveva né sito né social, quindi per sapere cosa succedeva bisognava chiamare un numero telefonico pubblicato su un volantino.
C’è una lista di tutte le organizzazioni, iniziative e progetti musicali che devolvono i loro incassi in beneficenza a Gaza L'ha fatta Crack Magazine e si intitola "In solidarity with Gaza: A guide to the music and resources that support the humanitarian effort".
Si è sciolto A23, il più grande iceberg del mondo, ed è una buona notizia (anche se non sembra) Era grande quasi 4 mila km quadrati e pesava mille miliardi di tonnellate. Il suo scioglimento farà bene all'oceano, dicono gli scienziati.
Un pantalone di Zara è diventato famosissimo per la sua capacità di far inciampare e cadere le persone Soprannominato "The deadly Zara trousers", a causa della sua fattura ha causato migliaia di infortuni diventando il trend più divertente degli ultimi tempi.
Ford aveva licenziato centinaia di ingegneri per sostituirli con l’AI, ma poi ha scoperto che l’AI non è capace di fare il loro lavoro ed è stata costretta a riassumere gli ingegneri I dirigenti hanno ammesso di aver sopravvalutato l'AI e sottovalutato l'intuito e l'esperienza degli ingegneri.
I membri del nuovo governo di Gaza non possono entrare a Gaza perché Netanyahu glielo vieta Sono 13 palestinesi riuniti nel Comitato Nazionale per l'Amministrazione di Gaza che da gennaio sono bloccati al Cairo su ordine del Primo ministro israeliano.

Quanti pochi divi sul red carpet di Venezia

Tolte le star internazionali (come Timothée Chalamet) e qualche rara eccezione, il tappeto rosso della Mostra del cinema non regala emozioni.

04 Settembre 2019

Il red carpet della 76a Mostra Internazionale del Cinema di Venezia sarà ricordato per Catherine Deneuve in Jean Paul Gaultier – un po’ Vampiro Vladimiro ma il retro è scorticato alla Margiela – e l’idea platonica di Brad Pitt in smoking. Quest’anno, Alessandra Mastronardi è la madrina del festival. Come molte italiane che, per non sbagliare, scelgono Armani, all’inaugurazione indossa un abito da sera Armani bello come un cielo stellato ma che un po’ si perde sulle forme. Lo chignon basso e riga centrale, poi, non la aiutano. Sul red carpet veneziano gli attori e le personalità tv italiane, tra bellezze Upim e anti-divi di professione, sono i peggio vestiti. Non tanto perché non abbiano gusto – quello anche – quanto perché se non c’è industria dell’intrattenimento e stardom allegato non c’è industria dell’immagine e non ci sono stylist: i responsabili del look delle celebrity. D’altro canto, essere conosciuti nel quartiere non vale. Gli stylist aspirano a vestire celebrity globali, per cui Elisabetta Gregoraci e Cristiana Capotondi devono accontentarsi di quello che c’è.

Le immagini sono fabbricate e per fabbricarle si firmano contratti ma, mentre i divi hollywoodiani sui profili Instagram ufficiali non scrivono nemmeno i marchi dei vestiti che indossano per non farla sembrare pubblicità, gli italiani organizzano una vivace festa social del grazie, una catena di Sant’Antonio romana di amisci di amisci. Il pubblico dell’Internet si sa vuole autenticità, e cioè Brad Pitt, Liv Tyler e Ruth Negga che fanno finta di dormire in limo. Anche Iman – celebre modella somala vedova di David Bowie – ringrazia Pierpaolo Piccioli per la meravigliosa creazione aviaria letteralmente tessuta nella gioia. Iman è Iman, non si discute. Per gli altri sono i media specializzati in moda da red carpet come Red Carpet Fashion Awards o il blog Tom + Lorenzo a specificare – grazie al lavoro degli uffici stampa – i nomi dei marchi indossati e i cosiddetti “style credits”: styling, make up, hair style, grooming.

Achille Laura sul red carpet per “Happy Birthday”, 3 settembre 2019. Foto di Vittorio Zunino Celotto/Getty Images

Il lavoro di questi professionisti dell’immagine mette in moto la macchina della moda e le sue ossessioni. Come il crop top con pantalone alto in vita esibito da Scarlett Johansson e Kristen Stewart; o la tendenza “gioielli a iosa” la cui gloriosa esponente è Bella Thorne; o la pettinatura a schiaffo di Cate Blanchett. Peccato che Bella Thorne a Venezia si sia presentata con meno della metà dei gioielli del solito. L’avremmo vista divina e scostumata nel Fausto Puglisi di Bianca Vitali, moglie di Stefano Accorsi. Ospite inatteso del red carpet è il marchio Etro, ma non siamo sicuri che Candice Swanepoel in camicia a righe e Louboutin riportasse alla mente i languori paisley del brand. Tra i giovani maschi, anche se Timothée Chalamet lancia la mascolinità verso nuovi orizzonti sartoriali in Haider Ackermann al fianco di una splendida Lily-Rose Depp, la visione di Achille Lauro in Gucci (sebbene un po’ impacciato nelle pose) è francamente insuperabile.

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